var _iub = _iub || {}; _iub.cons_instructions = _iub.cons_instructions || []; _iub.cons_instructions.push(["init", {api_key: "QLmdduIqe1Dwsbtue8Gt6WLL8DXNBsbI"}]);

il primo magazine sulla sostenibilità applicata

IN CIELO E IN TERRA
Sembra ovvio: la presenza di aree verdi in città permette di abbassare sensibilmente la concentrazione di CO2 nell'aria. Eppure la NASA ha finanziato uno studio e un progetto attuativo che vede mette al centro proprio le aree verdi cittadine. Anche qui si gioca la partita per affrontare il cambiamento climatico. Nelle città italiane, specie nelle più trafficate, si stanno mettendo a punto progetti per coinvolgere i cittadini nella gestione del verde pubblico, dalle piccole aiuole agli orti. Su scala internazionale Flornews* dà notizia di alcuni risultati preliminari di uno studio condotto dall'UC Santa Barbara e dall'Università del Minnesota nell'ambito dell'agenzia spaziale americana.

Pubblicati lo scorso luglio sul Journal of Geophysical Research – Biogeosciences, dimostrano come la tipica periferia verde, con alberi e prati, gioca un ruolo significativo per quanto riguarda l'assorbimento di CO2 e in senso più generale sul cambiamento climatico.

Per nove mesi l'anno, il paesaggio suburbano è fonte di CO2 in atmosfera, ma durante l'estate l'assorbimento di carbonio da parte della vegetazione è cosi significativo da riuscire a bilanciare le emissioni di combustibili fossili prodotte dall'uomo all'interno dell'intero quartiere.

Si e notato che i prati verdi raggiungono il picco massimo di assorbimento di CO2 in primavera e in autunno, lontani dallo stress del caldo estivo, mentre gli alberi sempreverdi mantengono costante l'assorbimento per tutto l'arco dell'anno a scapito dei decidui che, perdendo le foglie in autunno-inverno, hanno registrato assorbimenti più limitati.

Lo studio è un primo passo verso la quantificazione del ruolo della vegetazione nelle periferie, vale a dire le aree urbane che crescono più rapidamente negli USA e in tutti i Paesi industrializzati o in via di sviluppo.

Le applicazioni potenziali di questo tipo di ricerca includono quindi anche la pianificazione e la realizzazione delle aree verdi in città, dove l'uso del territorio e la scelta di piante adatte coinvolgono decisioni importanti per le amministrazioni locali soprattutto in relazione alla necessità globale di riduzione dei gas a effetto serra, responsabili anche del cambiamento climatico.

*Numero 132, 20 luglio 2012
0
0
0
s2sdefault

Dalla chiocciola al green building


Architettura Sostenibile


di Isabella Goldmann
e Antonella Cicalò

Un libro a cura di

MeglioPossibile


per conoscere e riconoscere l'architettura del futuro

Edizioni FAG Milano

vai ai dettagli