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il primo magazine sulla sostenibilità applicata

SI FA PRESTO A DIRE PIANTALA!
Nelle città deve valere il principio "albero giusto al posto giusto", poiché non è sufficiente che gli alberi sopravvivano, ma che abbiano elevati tassi di crescita e dunque elevati tassi di sequestro di CO2 e di abbattimento degli inquinanti.

Quasi tutti i grandi Paesi - basta pensare al programma One Million Tree di New York o alla Cina - hanno in cantiere grandi opere di piantumazione per contrastare desertificazioni e cambiamenti climatici.

In generale, la messa a dimora di nuovi alberi o la tutela di quelli esistenti è uno dei presupposti di gran parte dei programmi di miglioramento ambientale urbano.

Per gli alberi monumentali «il significato simbolico del grande albero è generalmente condiviso perché presente nell'immaginario collettivo, il riconoscimento di "monumentalità" è riconducibile a diverse categorie che caratterizzano in modo diverso l'elemento o complesso arboreo: le dimensioni, l'età, la rarità botanica, il portamento e la forma, la capacità di connotare un luogo, il legame con la storia, l'arte, la cultura».

Per fare un esempio la Provincia di Milano ha elaborato una «Proposta di piano per la tutela e la valorizzazione degli alberi di interesse monumentale che ha effettuato anche valutazioni relative al contesto di riferimento dell'elemento vegetale, ossia alla sua visibilità (l'effetto massa di un gruppo o un filare, la collocazione lungo vie di comunicazione e di accesso, ecc.), l'appartenenza a un giardino storico, l'esistenza di relazioni significative con edifici ed elementi architettonici, l'essere testimonianza di forme colturali antiche (costituendo quindi elementi strutturanti del paesaggio agrario), l'esistenza di legami con fatti storici, tradizioni, leggende» (le citazioni sono tratte dal sito dell'istituzione milanese).

Quando però si tratta di piantare nuovi alberi le valutazioni devono essere diverse, come ricorda Francesco Ferrini, professore ordinario al Dipartimento di Scienze delle Produzioni Vegetali, del Suolo e dell'Ambiente Agroforestale-Università di Firenze in un articolo per l'Accademia dei Georgofili.

In questo caso la scelta delle piante da inserire nelle aree verdi delle nostre città non può e non deve avvenire solo su basi estetiche o limitandosi alle sole specie indigene, ma deve tener conto del potenziale "contributo" ambientale che le specie che saranno messe a dimora potranno apportare. Entrano in gioco parametri come la quota d'inquinanti rimossi dalla vegetazione, il miglioramento della qualità dell'aria, l'emissione oraria e giornaliera dei composti organici volatili da parte della pianta e il relativo impatto sulla genesi di ozono e di monossido di carbonio annuali, l'ammontare totale del carbonio organicato al netto della respirazione e dell'emissione di composti organici volatili, l'effetto del bosco urbano sull'efficienza energetica nella zona confinante, la produzione di polline e allergeni, l'evapotraspirazione e la conseguente modifica del microclima.

Tutto questo deve sempre tener conto del principio "albero giusto al posto giusto", poiché non è sufficiente che gli alberi sopravvivano, ma che abbiano elevati tassi di crescita e, conseguentemente, elevati tassi di sequestro di CO2 e di abbattimento degli inquinanti.

Ottenere risultati richiede un forte impegno da parte dei cittadini e delle pubbliche amministrazioni a "lavorare" insieme per un verde sostenibile dal punto di vista tecnico, economico e ambientale.

Su questi argomenti sono stati avviati, anche in Italia, alcuni progetti che vedono coinvolti gruppi di ricerca multidisciplinari che affrontano le problematiche legate a una visione globale del verde ormai considerato come un vero e proprio ecosistema che assicuri alla comunità quelle condizioni di sostenibilità ormai divenute presupposto indispensabile nella gestione del verde urbano e periurbano.

Si parla sempre più spesso dell'importanza strategica delle aree verdi ai fini della crescita sostenibile delle città, tanto che ormai sono molti i programmi che prevedono l'impianto di alberi nelle aree urbane, ma è fondamentale che tali iniziative siano supportate tecnicamente e possiedano una coerenza interna con le altre politiche gestionali e con gli obiettivi e le strategie di pianificazione urbana nel suo complesso.

Purtroppo a livello sia locale che nazionale le amministrazioni locali e i soggetti pubblici, anche a causa dei tagli ai finanziamenti, vedono le aree verdi come un costo invece che come una risorsa fondamentale per la nostra vita grazie ai benefici, anche monetizzabili, da esse forniti. E anche l'informazione e l'educazione ai cittadini scarseggia.

ln questo senso invece il lavoro dei gruppi di ricerca nazionali e internazionali dovrebbe avere un'eco più importante. MeglioPossibile si impegna a farlo.

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