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il primo magazine sulla sostenibilità applicata

LA PIANTA DELLA CITTA'
O meglio "le piante". Basta uno spruzzo di terra tra il cemento ed ecco che qualche cosa ci cresce. Le piante sono un universo ancora da scoprire con cui stiamo provando a dialogare perfino con la musica. E non confondiamo spontaneità con cattiveria. Le piante sono ospiti spontanee, le "male erbe" sono altrove.

Il mondo vegetale ci sta riservando sorprese sempre nuove. In Toscana, ma anche in Francia, i vigneti crescono con la musica classica. Nel  podere Paradiso di Frassina, nel senese, le piante “irrorate” con  Vivaldi e soprattutto Mozart da 14 casse Bose come nella Cappella Sistina sono cresciute il 50% in più del normale, hanno anticipato la maturazione e hanno resistito agli attacchi dei tradizionali parassiti della vite.

A parte i viticoltori (che come già gli allevatori di mucche hanno scoperto nel genio di Salisburgo un valido alleato) le ricerche di scienziati americani, inglesi e tedeschi confermano le intuizioni di filosofi come Lao-tze e Platone: le piante in quanto organismi viventi sentono, vedono, percepiscono e provano sensazioni. Si tratta di individuare la lunghezza d’onda sulla quale possiamo provare a sintonizzarci con loro.

Il ricercatore Mordecai Jaffe, della North Caroline University, ha sottoposto i semi di alcune piante a un suono simile alla voce umana e i semi hanno germogliato in una percentuale dell’80% superiore rispetto al  20% di quelli privi di suono.

Quando vengono traumatizzati alcuni vegetali liberano sostanze particolarmente odorose per avvisare le piante vicine del pericolo. Le contrazioni della mimosa pudica che chiude le foglie al minimo contatto (ci abbiamo provato tutti) si inibiscono se alla pianta viene somministrato un anestetico.

Dunque, i vegetali possiedono una sorta di particolare sistema nervoso che dobbiamo imparare a conoscere senza dimenticare che l’analisi molecolare aiuta, ma è la percezione dell’unicum vivente che dobbiamo imparare a contestualizzare senza pregiudizi gerarchici (uomini, animali, piante).

Per Carlo Cignozzi , proprietario del già citato podere Paradiso di Frassina  per cui la vigna è una sala concerto all’aperto, la pianta di vite è sensibile alle basse frequenze e la musica di Mozart è stata scelta proprio per la scansione armonica della sequenza Fibonacci (la stessa della spirale che abbiamo scelto per il logo di MeglioPossibile). Armonia, oltre alla chimica.

Con questo spirito dobbiamo riservare uno sguardo riconoscente alle piante che spuntano ogni anno là dove cemento e asfalto lasciano posto a una scheggia di terra, anche la più povera. Non sono erbacce o 'malerbe'. Quelle crescono sulle sedie e le poltrone. Queste invece sono piante spontanee ricche di insospettabili proprietà.

È uscito un piccolo libro Green Island. Flora urbana per imparare a conoscere questa “giungla d’asfalto” fatta di una biodiversità da preservare anche in città.

Se agritettura e vegecture saranno le nuove frontiere del costruire, queste umili compagne verdi hanno a loro volta i diritto a una dedica e a una scheda che renda note le loro proprietà e il nome scientifico, oltre a quello della fantasia popolare.

Potreste incrociare, per esempio, la bella coda di volpe con le infiorescenze setose a forma di pannocchia accanto alla mordigallina,  di cui sono golosi i pennuti e che ha proprietà curative contro pruriti ed eczemi. O l'erba di Giuda , potente antiemorragico, buona anche nell’insalata. E ancora, lo spinacio selvatico, la lingua di bove che ha caratteristiche depurative, la bella erba scimmia, utile contro l’inquinamento per la capacità di ripulire gli ambienti dalle sostanze tossiche. E poi la malva, dai fiori rosaviolacei il cui infuso calma il mal di denti o la verbena, sacra agli antichi romani che la consideravano propiziatoria. Se impariamo a guardarci attorno ne apprezzeremo la grazia e il profumo.

La mappatura delle "erbe d'asfalto" fa parte della ricerca che il botanico Enrico Banfi sta realizzando allo scopo di “recuperare all’interno della città la biodiversità" - non dimentichiamo che Green Island è un progetto attivo a Milano dal 2002, presente all’appuntamento del Salone del Mobile – «Il verde spontaneo, certamente tenendolo sotto controllo, è da favorire. La grande città non deve essere isolata dalla natura più spontanea e selvatica. L’idea di tutti i naturalisti e paesaggisti è quella di poter ridare una dimensione più naturale agli ambienti dei grandi addensamenti umani». In “pianta stabile” vivremo meglio.

Green Island. Flora urbana in vendita nel circuito delle librerie Feltrinelli per Bolis Edizioni.

http://www.amaze.it/AMAZE/it/node/516

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Dalla chiocciola al green building


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