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INCERTEZZE
Un recente articolo pubblicato dalla rivista Nature, indica chiaramente come un'azione rapida da parte dei politici sia il singolo fattore più importante nel limitare il riscaldamento globale. I costi dei ritardi politici nel prendere decisioni sono di gran lunga maggiori dei possibili benefici nell'attesa di risultati da una ricerca più approfondita dei meccanismi del cambiamento climatico.

I risultati, pubblicati su Nature, contraddicono il fatto che i governi dovrebbero ritardare ogni azione rispetto al cambiamento climatico fin quando non vi sia una certezza scientifica.

Tali risultati implicano, anche, che il muoversi velocemente potrebbe portare a significativi risparmi sui costi.

Joeri Rogelj, analista di climatologia presso l'Istituto Federale Svizzero di Tecnologia di Zurigo, e i suoi colleghi hanno valutato l'importanza relativa dei quattro principali fattori d'incertezza che possono limitare l'aumento delle temperature medie globali.

Si tratta di:

• Incertezza politica; quando una politica coordinata globale sul clima potrà essere trovata;
• Incertezza scientifica; su quanto la Terra si riscalda a causa delle emissioni;
• Incertezza sociale; sulla domanda futura di energia;
• Incertezza tecnologica; riguarda quando si avrà la disponibilità di tecnologie per la riduzione delle emissioni.

I ricercatori hanno confrontato le emissioni e i costi in più di 500 scenari, e hanno rilevato che la tempistica di un'azione globale avrà il massimo effetto se il mondo raggiunge un dato obiettivo di clima, come tenere l'aumento della temperatura globale a meno di 2 ° C, rispetto ai livelli pre-industriali.
Il secondo fattore più importante è l'incertezza scientifica, seguiti da quelli sociali e tecnologici.

"La scoperta più grande è che la scelta del momento di fare qualcosa influenza il risultato molto più delle altre incertezze", afferma Rogelj. Il risultato rende le incertezze scientifiche "quasi irrilevanti per l'obiettivo dei 2 ° C" se l'azione è ritardata di uno o due decenni.

Quindi decisione politica per prima e poi velocità nell'implementazione.

Nel dicembre del 2011, i leader di 195 paesi hanno promesso che entro il 2015 avrebbero stabilito obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra a partire dal 2020. Se questo avverrà, ci sarà una probabilità del 56% di mantenere l'aumento della temperatura al di sotto di 2 ° C.

Tuttavia, ritardare l'azione fino al 2025 ridurrebbe la probabilità al 34%. Ed anche i costi associati sarebbero di molto superiori.

Interventi volti a ridurre emissioni di gas serra sono stati lenti, soprattutto a livello internazionale, afferma Richard Howarth, economista ambientale al Dartmouth College di Hanover, New Hampshire. L'ultimo suo studio dimostra che il rinvio a tale riguardo può portare a costi economici molto rilevanti e aggiunge che un'azione tempestiva è la nostra soluzione migliore.
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