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SCIENZAFANTA
Non c’è solo la recentissima scoperta mozzafiato sulla velocità della luce superata dai neutrini lanciati tra Ginevra e il Gran Sasso. Dal pianeta con due soli ai dinosauri con le piume, le chimere della fantascienza sembrano diventare realtà.

Ricordate il pianeta Tatooine della saga di Guerre stellari? Ora un singolare sistema planetario è stato individuato in seguito all'analisi del complesso schema di variazioni di luminosità e di eclissi delle stelle rilevato dalla sonda Kepler della Nasa che sta monitorando il comportamento di 155.000 stelle che occupano 105 gradi quadrati della volta celeste nella direzione delle costellazioni del Cigno e della Lira.

Sistemi stellari doppi che ospitano un pianeta erano già stati individuati, ma questa è la prima volta che si identifica un pianeta che non orbita attorno a una delle due stelle, ma a entrambe

Sorprendentemente un set di fantascienza sembra diventato realtà suggerisce il commento di Alan Boss, del Carnegie Institute a Washington, che con i colleghi dello Harvard-Smithsonian Center, della Yale University, del SETI e di altre istituzioni ha firmato l’articolo di Science che dà conto della scoperta astronomica.

Battezzato Keplero-16b, situato a circa 200 anni luce dalla Terra, è un pianeta gassoso che ha una massa pari a un terzo e un diametro pari a tre quarti di quelli di Giove e orbita attorno alle sue due stelle a una distanza analoga a quella di Venere dal Sole, con un periodo di 229 giorni. Tuttavia i due soli sono più piccoli e freddi della nostra stella.

Per poter giungere alla conclusione che si trattava di un singolare sistema planetario, i ricercatori hanno avuto bisogno di un supplemento di informazioni che sono riusciti ad ottenere grazie all'uso del Tillinghast Echelle Spectrograph (TRES) montato sul telescopio da 60 pollici dello Smithsonian Astrophysical Observatory, in Arizona scoprendo che le due stelle orbitano una intorno all'altra ogni 41 giorni a una distanza media di 34 milioni di chilometri. 

Sempre al cielo eravamo abituati a guardare per spiegare la fine dei dinosauri. Ma oggi è ancora la Nasa ad assolvere l’asteroide Baptistina. Eppure proprio l’ente spaziale americano in uno studio del 2007 aveva ricostruito le mosse dell’asteroide a partire dallo scontro con un altro corpo celeste, avvenuto nello spazio siderale tra Marte e Giove circa 160 milioni di anni fa.

Le "schegge" prodotte dall’impatto, grandi come montagne, si sarebbero sparse nel cosmo fino a raggiungere la Terra con il conseguente disastro (dis-astro vuol proprio dire astro fuori controllo) ambientale che porto all’estinzione dei dinosauri.

Oggi però una più sofisticata tecnologia chiamata Wise (Wide-field Infrared Survey Explorer, cioè esplorazione a raggi infrarossi su campo vasto), che in inglese significa "saggio", ha portato gli scienziati stessi ad assolvere Baptistina.

I nuovi calcoli hanno evidenziato che questo asteroide si frammentò circa 80 milioni di anni fa: 15 milioni di anni prima dell’appuntamento con l’estinzione dei dinosauri, avvenuta 65 milioni da anni fa. Baptistina avrebbe avuto bisogno di un tempo notevolmente più lungo secondo il laboratorio californiano che ha firmato il rapporto. La causa (una collisione che mutò l’ambiente del pianeta) rimane valida, ma il killer è ancora avvolto nel mistero.

E di misteri da svelare sono pieni anche i dinosauri stessi. È il caso del ritrovamento di piume imprigionate nell’ambra fossile e conservate intatte per quasi 80 milioni di anni, in certi casi anche nel colore. Appartenevano molto probabilmente a esemplari di uccelli dell'era Cretacea.
Dinosauri piumati, alcuni dei quali in grado di volare. I ritrovamenti sono stati effettuati in un’area del Canada che in quell'era doveva essere ricoperta da una foresta di conifere.

I paleontologi dell'università di Alberta hanno esaminato oltre quattromila frammenti di ambra fossile e in undici hanno trovato alcune piume simili a quelle dell’anatra. In altri casi si tratta invece di "protopiume", semplici filamenti simili al pelo, non adatti al volo. In alcuni casi la resina fossile ha preservato perfino i pigmenti per un colore tra il marrone scuro e il grigio per la gioia dei paleo artisti come Davide Bonadonna che li ricostruiscono minuziosamente.

Dinosauri dotati di ali e piume, come l'Anchiornis huxleyi e l'Archaeopteryx sono documentati in Germania e in Cina e risalgono a oltre 150 milioni di anni fa. Chissà che dopo Guerre stellari anche il drago, così simile a un dinosauro alato, non sia frutto di un avvistamento fossile da parte di qualche preistorico antenato che – come spesso accade – lo ha indelebilmente trasmesso nel mito.

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