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il primo magazine sulla sostenibilità applicata

GLI STUDI INUTILI
La Banca Mondiale ha recentemente divulgato, dopo anni di studio, una ricerca che sarebbe possibile utilizzare il Mar Rosso per “riempire” il Mar Morto in continua contrazione. L'idea di collegare i due corpi d'acqua è vecchia di circa un secolo, ma il progetto ha assunto una nuova urgenza, quando ci si è accorti che la riva del Mar Morto aumenta ad una velocità di più di un metro ogni anno.

La relazione della Banca Mondiale sul progetto di fattibilità, esplora come un conduttura sotterranea sarebbe il modo migliore per incanalare l'acqua del Mar Rosso a circa 180 km a nord, per ricostituire il Mar Morto, che si trova nel punto più basso della terra.

Inoltre, grazie alla corrente d'acqua creato dal dislivello, sarebbe addirittura possibile costruire dei desalinizzatori e degli impianti di produzione di energia idroelettrica lungo il percorso. Percorso che potrà utilizzare tunnel e canali.

I gruppi ambientalisti, comunque, avvertono degli effetti negativi associati a questa proposta: la possibilità di far nascere nuove alghe, di depositi minerali che cambino il colore del Mar Morto o dell'inquinamento, dovuto all'acqua di mare, di sotterranee sorgenti d'acqua dolce.

La Banca Mondiale pensa che tali effetti negativi potrebbero essere "mitigati e gestiti a un livello accettabile". Ma cos'è un livello accettabile?

Il Mar Morto, tecnicamente un lago, è una meta turistica famosa per le proprie acque salate che consentono ai bagnanti a stare a galla. Il fango, ricco di minerali utilizzati per il trattamento della pelle, è venduto in tutto il mondo.

L'aumento della popolazione nella regione, le maggiori esigenze dell'agricoltura han fatto sì che l'acqua del fiume Giordano, fonte d'acqua unica e naturale del Mar Morto, sia sempre più deviata ed usata per tali scopi.

Così il litorale si è sua volta ridotto a un ritmo accelerato, lasciando dietro di sé un deserto roccioso e una spiaggia piena di doline pericolose. In aggiunta, le fabbriche di estrazione dei minerali dal Mar Morto, hanno anche causato lo spostamento delle coste.

Il gruppo ambientalista Amici del Medio Oriente è contrario e ha chiaramente chiesto che lo studio della Banca Mondiale sia eliminato e vorrebbe spostare l'attenzione al ripristino del corso naturale del fiume Giordano e limitare le operazioni di estrazione del fango.

Noi ci auguriamo che, dato anche il momento di crisi economica mondiale e le tensioni politiche nella regione, che tale nuova infrastruttura non veda la luce e ci si trovi su posizioni più consone all'attuale momento e più sostenibili per l'ambiente stesso.
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