var _iub = _iub || {}; _iub.cons_instructions = _iub.cons_instructions || []; _iub.cons_instructions.push(["init", {api_key: "QLmdduIqe1Dwsbtue8Gt6WLL8DXNBsbI"}]);

il primo magazine sulla sostenibilità applicata

FSC: CHI PROTEGGE LA FORESTA
Il marchio FSC (Forest Stewardship Council) identifica i prodotti che contengono legno e carta provenienti da foreste gestite secondo rigorosi criteri di protezione ambientale e responsabilità sociale ed economica.

Creato nel 1993, l’FSC è un’organizzazione non governativa (ong) e no-profit che conta circa 800 membri internazionali tra cui Wwf, Legambiente, Greenpeace. Oltre alle strutture statutariamente dedicate all’ambiente, raggruppa anche proprietari di foreste, industrie di trasformazione del legno e della carta, gruppi della grande distribuzione organizzata come Ikea e Castorama, ricercatori, tecnici e comunità locali.

Il Forest Stewardship Council è diretto da un’assemblea generale dei soci suddivisa in tre Camere: una rappresenta gli interessi dell’ambiente, una quelli sociali e la terza quelli economici. Ogni camera detiene un terzo del potere di voto e tiene conto del bilanciamento delle diverse istanze, in particolare tra Paesi del Sud rispetto al Nord del mondo.
Il centro della rete internazionale è a Bonn, i due uffici regionali in Africa e Russia, gli uffici nazionali in 60 diverse nazioni che fanno capo a un sito dedicato.

Il Gruppo FSC-Italia si è costituito nel 2001 ed è membro riconosciuto del Council dal 2002. La sede italiana è presso il dipartimento TeSAF (Dipartimento territorio e sistemi agro-forestali) dell’Università degli studi di Padova.

Per svolgere la sua missione di buona gestione delle foreste e dei prodotti legnosi in tutto il mondo, il Gruppo FSC ha definito per primo un sistema di certificazione volontario e indipendente riconosciuto e operante su scala internazionale. Sono previste due forme di certificazione complementari: quella della buona gestione forestale (FM) per i proprietari delle foreste e quella della catena di custodia (COC) per le imprese di trasformazione.

Per ottenere la FM devono essere rispettati 10 principi e ben 57 criteri
, dettagliati e adattati alle condizioni locali e alla tipologia delle foreste, diversissima nelle varie aree del mondo: basti pensare all’Amazzonia rispetto alla Selva Nera.

Dalle fasi operative in campo fino all’estrazione del legname, tutto deve essere definito con la partecipazione e il consenso dei soggetti portatori di interessi (stakeholder) legati in qualche modo alla gestione della foresta; l’adesione può essere individuale o di gruppo. Nel primo caso si certifica una singola foresta o piantagione; nel secondo più proprietà forestali, con grande vantaggio per i piccoli proprietari che semplificano le procedure e riducono i costi.

Gli standard FSC si applicano anche alle foreste da cui si ricavano prodotti non legnosi come come funghi, noci, sughero, erbe aromatiche e medicinali o altri beni e servizi.

La certificazione della Catena di custodia (COC) garantisce la rintracciabilità dei materiali ed è indispensabile per etichettare con il logo FSC i prodotti certificati.

Il logo assicura che il legno e derivati come cellulosa, carta etc. derivano da una foresta gestita con criteri di tutela ambientale, sociale ed economica e rispettino la natura e i lavoratori locali.

Gli enti di certificazione accreditati operano in tutto il mondo, Italia compresa, e sono a loro volta sottoposti a verifica dall’Accreditation Services International. Le certificazioni durano cinque anni durante i quali l’ente di certificazione procede a controlli e verifiche annuali.

Attualmente nel mondo le foreste "certificate" ammontano a 112 milioni di ettari
per oltre 950 siti in 81 nazioni. A ciò si aggiungono 12.700 aziende di trasformazione di legno e derivati che adottano la Catena di custodia.

In Italia sono certificati circa 40.000 ettari, ma molte procedure sono in corso in Campania, Lombardia, Sardegna e Toscana. La Catena di custodia riguarda 415 aziende con un trend in crescita costante. Quasi un terzo delle imprese opera nel settore della carta e della stampa che possono fregiarsi del marchio sui loro prodotti.

Le tipologie di etichettatura comprendono l’FSC puro per prodotti 100% certificati; FSC misto per prodotti che contengono in varie proporzioni legno o fibra certificati e/o controllati e riciclati; FSC riciclato per prodotti che contengono esclusivamente legno o fibra di legno riciclati (almeno 85% post consumo).

Le foreste e il legno sono prodotti indispensabili per l’ambiente e la vita del pianeta. Il legno entra nella filiera dei prodotti dell’architettura sostenibile a pieno diritto: le essenze coltivate ad hoc infatti vengono continuamente riplantumate – per ogni pianta utilizzata se ne ripiantano da tre a cinque o più, sul modello svedese – e hanno caratteristiche di grande affidabilità per le costruzioni (contrariamente all’opinione corrente, resistono al fuoco, oltre che ai terremoti).

È evidente quindi l’importanza della gestione rigorosa e trasparente di questo immenso patrimonio. La certificazione garantisce questo approccio corretto.

Per i proprietari e i gestori è un’opportunità per valorizzare il proprio patrimonio boschivo, i rapporti con i clienti, i lavoratori e le organizzazioni che si occupano di tutela dell’ambiente e del territorio.

Per le aziende e le industrie di trasformazione, oltre a ciò, si aggiunge una migliore immagine aziendale e una presenza più competitiva su un mercato più attento ed esigente.

È il modello adottato dalla cartiera italiana Fedrigoni che ai prodotti, oltre all’FSC, aggiunge la garanzia Chlorine Free, Ph neutral, Heavy Metal Absence, Long Life Iso 9706 o da alcune testate, per esempio Runner's World

Da ultimo, ma importante, la certificazione FSC rientra nei criteri del Green Public Procurement (GPP). Si tratta del "Piano d’azione per la sostenibilità ambientale dei consumi nel settore della Pubblica Amministrazione" approvato lo scorso anno. Sono già numerosi i bandi di gara di Enti pubblici che richiedono espressamente forniture in legno e/o carta certificati secondo gli standard del Forest Stewardship Council, assegnando alle aziende fornitrici che li adottano punteggi più alti.

Per approfondimenti:
www.fsc.org
www.fsc-italia.it

0
0
0
s2sdefault

Dalla chiocciola al green building


Architettura Sostenibile


di Isabella Goldmann
e Antonella Cicalò

Un libro a cura di

MeglioPossibile


per conoscere e riconoscere l'architettura del futuro

Edizioni FAG Milano

vai ai dettagli