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STRADA FACENDO ROTOLA
È tempo di partenze e di rincari della benzina. Ma non tutti sanno che esiste anche una forte correlazione tra consumo di energia, emissioni di CO2 e pneumatici. Lo sanno bene le case automobilistiche, che investono negli studi sulla resistenza al rotolamento.

Per garantire comfort e aderenza un pneumatico deve essere morbido. Pertanto, quando entra in contatto con il suolo si deforma. Per ritornare alla sua forma iniziale dopo ogni deformazione, il pneumatico ha bisogno di energia e una parte di quest’energia viene dissipata sotto forma di calore. Questa perdita di calore viene definita "resistenza al rotolamento".

Basti pensare che quasi il 20% dell’energia consumata da una automobile (e quindi un pieno su cinque!) viene dissipata dalla "resistenza al rotolamento".
Ovviamente il maggior consumo di carburante determina maggiori emissioni di CO2 nonché costi più elevati.

Attualmente i pneumatici sono prodotti mescolando alla gomma grandi quantità di nano particelle di nerofumo o carbon black (fino al 50% del suo peso ). Il carbon black è un pigmento, prodotto dalla combustione incompleta di prodotti petroliferi pesanti, che viene impiegato sia per il rinforzamento della gomma che per la conduzione del calore del battistrada sull'intera area della cintura dello pneumatico.

Per cercare di ridurre la “resistenza al rotolamento”, da più di una decina di anni, le più importati case produttrici di pneumatici aggiungono silicio nelle mescole di gomma migliorando anche l’aderenza.

Una drastica riduzione della “resistenza al rotolamento” può essere oggi ottenuta dall’impiego del grafene all’interno delle mescole. Questo nuovo materiale grazie alle sue caratteristiche fisiche di elasticità, leggerezza, conduttività e resistenza potrebbe essere l’innovazione tecnologica vincente nel campo del risparmio energetico.

Perché possa essere impiegato in un mercato di massa come quello dei pneumatici e non solo in applicazioni di alta tecnologia, è necessario che il grafene abbia costi di produzione contenuti.

Le case automobilistiche stanno studiando tecnologie da utilizzarsi in veicoli che offrano bassi consumi e inferiori livelli di emissione di CO2 come risposta alla crisi energetica e alla prevista riduzione della disponibilità di carburanti fossili nonché alle indicazioni del protocollo di Kyoto (che prevede la riduzione del 20% di CO2 entro il 2020). Questo risultato potrà ottenersi anche producendo pneumatici con bassa resistenza al rotolamento.

Le università e le imprese impegnate nello studio di questo nuovo materiale dovranno dedicarsi al passaggio dalla fase di laboratorio alla vera e propria industrializzazione del grafene, ottenendo così costi compatibili con l’utilizzo nel mass market.

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