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il primo magazine sulla sostenibilità applicata

IO ROBOT...O NO?
Innovazione tecnologica, intelligenza artificiale e robotica: queste le parole d’ordine del prossimo futuro che vedrà sempre di più i robot al nostro fianco nella vita quotidiana.

All’Icra 2009 (International Conference on Robotic and Automation), svoltosi lo scorso maggio a Kobe, in Giappone, se ne sono viste delle belle in fatto di robotica e intelligenza artificiale. Il tema di quest’anno era: Robots per società più vivibili e questo evento ha dimostrato come sempre di più i robots entreranno a far parte della nostra società per renderla, se non più bella, se non altro più facile.

Quattro sono le grandi frontiere della robotica: il lavoro, l’assistenza, la didattica e la compagnia


Per quanto riguarda il lavoro, l’innovazione tecnologica è a un ottimo punto e già si sente parlare di robot che sostituiscono l’uomo nei lavori più pesanti e pericolosi. E non solo. Verranno utilizzati anche per lavori delicati e di precisione, che necessitano di un alto grado di intelligenza artificiale. 


In questa direzione è stato presentato all’Icra un prototipo della azienda americana Barrett Technology, consistente in braccia automatizzate capaci di cercare vittime di terremoti sotto le macerie, trovare e disinnescare mine nel terreno, effettuare operazioni chirurgiche eccetera.

Le “braccia” della Barrett sono utili anche nel campo dell’assistenza, in quanto in grado di aiutare anziani o gente diversamente abile nei lavori più semplici, ma per loro più difficili, come afferrare oggetti, alzarsi o sedersi.

Per quanto riguarda la didattica, a Kobe sono stati presentati dalla francese Aldebaran, i Nao, robottini capaci di insegnare ai bambini a navigare in Internet e a leggere. Sono esteticamente friendly e in grado di mimare le espressioni facciali e distinguere le voci umane.

Ma è nel campo della “compagnia” che la robotica mostra tutta la sua carica di innovazione tecnologica e la sua creatività. Gli androidi antropomorfi la fanno da padroni: da Linny - una geisha, alta 1 metro e 85, sorridente, in kimono - ai robot poliziotti, pompieri, medici e top model col cuore di silicio. 

A fianco a questa schiera di umani di metallo, troviamo la serie Bioloid della coreana Robotis, composta da robot-animali tra cui Turtle la Tartaruga e Puppy il Cane. Questi pet-robot ascoltano e rispondono ai comandi vocali, fanno le coccole e grazie a sofisticati sensori hanno una “coscienza spaziale” che li rende capaci di relazionarsi all’ambiente circostante.

L’uomo dovrà dunque presto abituarsi a dividere lo spazio, non solo con vegetali e animali, ma anche con i robot, che saranno un aiuto sul lavoro, per l’assistenza ad anziani e bambini e perfino in materia di didattica.

Stiamo per entrare in Matrix? Non si sa. Si sa per certo invece che dovranno essere l’uomo e la sua razionalità a stabilire i confini tra ciò che è da considerare un valido aiuto e ciò che invece potrebbe rivelarsi una sostituzione di ruoli difficile da gestire in ambito sociale.

E qui non resta che lasciare spazio alla fiducia nell’intelligenza umana, che per quanto se ne dica, dovrebbe essere ancora superiore a quella artificiale. Per ora…


Per approfondimenti:
www.icra2009.org

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