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il primo magazine sulla sostenibilità applicata

COME UNA VOLTA
"I resort” unisce la tradizione costruttiva Vietnamita all’innovazione degli spazi e delle strutture per offrire una esperienza nuova ai turisti che sempre più sembrano attratti dai “bagni di fango”. Il complesso, a opera dello studio vietnamita A21, è situato su una piccola collina nei pressi del grande fiume che lo separa dal centro di Nha Trang; qui i turisti possono trovare la giusta quiete per godere di bagni di fango di prima classe.

Sin dal principio i progettisti volevano realizzare terme e sorgenti di acqua calda su 7 dei 30 ettari a disposizione, così da creare una vera e propria isola di relax, dove nulla a parte il rumore dell'acqua disturbasse la quiete degli ospiti. L'impiego di legno, pietra, foglie di cocco, e materiali naturali, poi l'ha reso un luogo di grande armonia caratterizzato da un forte legame con la tradizione locale.

Per quanto riguarda l'aspetto architettonico il complesso è caratterizzato da corti interne e da una struttura lignea, elementi chiaramente ereditati dalla cultura del luogo e tipici di queste zone climatiche.

In accordo con le basi dell'architettura bioclimatica, la realizzazione di giardini con stagni di loto, fiori e piante di zucca ha permesso di mitigare al meglio il calore tipico di questo paese tropicale. Il cortile interno infatti genera interessanti spazialità moderando le condizioni climatiche degli ambienti che vi affacciano.

Gli spazi interni sono organizzati in modo flessibile e possono ospitare differenti funzioni a seconda delle necessità. La loro distribuzione planimetrica permette inoltre di fruire di molteplici viste e scorci che attraversando l'intero edificio permettono di traguardare al paesaggio circostante.

Chi è del mestiere sa che spesso la scelta di inserire numerosi cortili potrebbe causare surriscaldamento ed eccessivo soleggiamento, soprattutto in zone di questo tipo, ma l'orientamento del complesso permette un buon guadagno solare in inverno e sfrutta la ventilazione naturale nei periodi più caldi. Inoltre i materiali naturali utilizzati per la copertura, le finestrature e gli spazi all'aperto sono stati attentamente studiati, in modo da ottenere le migliori prestazioni possibili.

Chiaramente in un contesto così naturale e sostenibile, l'amore per la tradizione ha portato i progettisti a optare per l'impiego di una tecnologia tradizionale come quella del legno. Abbandonando l'attuale impiego di colla, chiodi e giunti prefabbricati, si è tornati al semplice incastro tenone e mortasa: facile da montare e molto resistente. Ne deriva una struttura di architettuta bioclimatica complessa ma pulita alla vista, molto stabile e adattabile, che potrebbe essere ingrandita o ridotta a piacere a seconda delle necessità progettuali.
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Dalla chiocciola al green building


Architettura Sostenibile


di Isabella Goldmann
e Antonella Cicalò

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