ETICA & DIRITTI

UGUALI E DIVERSI

Categoria // Tendenza, Società

Nonostante secoli di progresso nei diritti umani e l'abolizione ufficiale delle forme di schiavitù, il problema delle disuguaglianze sociali rimane centrale insieme ai fenomeni di integrazione culturale. Tre saggi ci aiutano a capire.

UGUALI E DIVERSI

Lo aveva già acutamente descritto il grande filosofo contemporaneo Bernard Williams: sebbene la schiavitù nella maggior parte del mondo sia stata abolita (almeno quella "classica" di matrice ellenica-romana o quella dei negrieri) non ci possiamo sentire poi così tanto privilegiati rispetto alle civiltà primitive dato che la sorte decide le nostre condizioni di vita, almeno di partenza, e ci catapulta dalla nascita in un particolare contesto sociale che diviene il nostro luogo di formazione e appartenenza.

Ma, soprattutto, pur avendo le capacità intellettive per comprendere e giudicare come sfortunata e disagevole una certa situazione, ci dimostriamo restii a modificarla o a sperimentare programmi alternativi, nel timore di fallire, come è già successo per altri sistemi che hanno provato ad adottare soluzioni differenti.

Più che altro, siamo silenziosamente consapevoli che la nostra fortuna è correlata alla sfortuna di altri e anche se ci diamo pena per questi ultimi temiamo che, provando a modificare lo status quo, il risultato sia solo quello di peggiorare anche la nostra situazione.

Due saggi ritornano a occuparsi analiticamente delle forme e pratiche delle differenze e delle disuguaglianze sociali: uno di Guerini e l'altro di Zanichelli.

Il testo edito da Guerini s'intitola proprio Forme e pratiche delle disuguaglianze sociali ed è curato da Margherita Sabrina Perra, sociologa dell'Università di Cagliari. Vengono qui descritte la persistenza delle disuguaglianze, di fatto, tramandate di generazione in generazione e legate all'appartenenza etnica, al sesso, all'età, all'estrazione sociale.

Affrontando il dibattito sulla validità e l'efficacia dei differenti sistemi di welfare state, sono individuati e spiegati i processi che favoriscono la riproduzione, se non il consolidamento, di queste differenze che, in certi contesti, raggiungono proporzioni drammatiche. In particolare, la ricerca della Perra, fa un confronto fra il sistema britannico e quello nostrano che evidenzia la resistenza di sistemi di genere ancora patriarcali, seppure a livelli diversi.

Anche il corposo lavoro di Laura Zanfrini in Sociologia delle differenze e delle disuguaglianze, edito da Zanichelli riprende le analisi di Margherita Perra sui fattori che determinano e tramandano le disuguaglianze. Zanfrini, docente dell'Università Cattolica di Milano, si avvale infatti del prezioso contributo di altri esperti in materia che si dedicano ad analizzare tutti i fattori di differenziazione che possono condurre alla discriminazione e alla esclusione.

Nella terza e ultima parte del volume le differenze e le disuguaglianze sono trattate all'interno di ogni ambito sociale: formativo (scuola e istruzione), mercato del lavoro, organizzazioni, famiglia, sistema politico, sistemi di welfare, sistema delle comunicazioni di massa e di controllo sociale, con un ultimo capitolo dedicato al rapporto con le nuove tecnologie e al "divario digitale".

Attraverso un linguaggio chiaro e accessibile anche ai non esperti, questo libro si concentra sulle prospettive d'analisi più recenti e innovative tenendo conto, il più possibile, di tutte le scuole di pensiero e delle diverse posizioni teoriche e politiche in questo periodo storico complesso e contradditorio.

Anche se le società occidentali che si definiscono democratiche, infatti, hanno l'obiettivo dichiarato di emancipare il lavoro, è anche vero che spesso le nostre braccia sono ormai quelle dei migranti che ci sostituiscono nei lavori più faticosi e meno remunerativi. E a volte non ci interessa sapere se alle stive delle navi negriere di una volta (come nell'immagine) si sono sostituiti i cassoni dei tir.

Ossa e muscoli di africani, sudamericani, asiatici, nervi e cervelli di donne e uomini che viaggiano per terra e per mare nelle condizioni che sono cronaca di questi giorni per provare a cambiare la loro vita e su cui poggiano le nostre società. Ribellandosi all'inconsistenza con cui si abusa di espressioni come meticciato, multiculturalismo, integrazione e dialogo interculturale, Andrea Staid, nel saggio Le nostre braccia, edito da Agenzia X, esplora il rapporto fra culture all'interno delle forme di schiavitù contemporanee.

Come è già successo in Francia e in Inghilterra, crogiuoli di razze, etnie e lingue, si rischia infatti che il multiculturalismo sempre chiamato in causa finisca per consolidare identità immodificabili e alla fine impermeabili, specie se la comunicazione e la negoziazione continuano ad avvenire senza sforzarsi di capire veramente l' "altro" ma partendo in realtà da una cultura eurocentrica.

Tanti spunti di vita reale, a volte cruda, che la seconda parte del libro di Staid ci consegna con le numerose interviste integrali di migranti raccolte sul campo. Oltre a restituirci la cornice di un viaggio, spesso amaro e difficile, ma anche inaspettatamente ricco di incontri complici e solidali, ci sono utili per renderci conto delle gabbie, in primo luogo concettuali, in cui imprigioniamo più o meno inconsapevolmente l' "altro".

Margherita Sabrina Perra, Forme e Pratiche delle Disuguaglianze Sociali, Guerini, pp. 200, € 21.00

Sociologia delle Differenze e delle Disuguaglianze
di Laura Zanfrini
Zanichelli
pp. 350
€ 29.00

Le nostre braccia
Di Andrea Staid
www.agenziax.it

Gaetano Farina

Pubblicato:

Mercoledì, 19 Settembre 2012

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