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NUOVI PADRI

PADRI E FIGLI

Categoria // Tendenza, Società

Molta acqua è passata sotto i ponti da quando nel 1862 Ivan Turgenev pubblicò il suo romanzo usando per la prima volta il termine di sua invenzione "nichilista"*. Suscitò grande scalpore dentro e fuori la Russia e di fatto la sua opera più celebre fu anche quella che ne compromise il lavoro di scrittore. Ma oggi che ne è della paternità? Il gesto di Ettore.

PADRI E FIGLI

«Non esiste più il capofamiglia. Non c'è più un comandante, oggi se mai padre e madre comandano alla pari». Per lo psicoanalista Giuseppe Pellizzari, formatore in seno alla Società psicanalitica italiana e relatore a Educa 2012, siamo piuttosto in un'interessante fase di transizione in cui si va verso una nuova paternità, non più fondata sul principio di autorità, ma caratterizzata da una nuova forma di affettività.

Oggi vediamo padri molto presenti nella vita dei propri figli, certamente più di una volta, ma al tempo stesso si tende a una situazione di equilibrio democratico fra padre e madre, senza che ci sia  una figura che emerge e sovrasta l'altra.

Per spiegare che cosa ci stiamo lasciando alle spalle, Pellizzari ha ripercorso in un breve excursus storico il cammino della paternità nella nostra cultura.

La "scoperta del padre" - ha spiegato - ha introdotto storicamente una novità: il riconoscimento. Per la madre esso è un fatto corporeo, fisico. Per il padre è invece un'operazione mentale complessa.
Alla nascita naturale si innesta dunque una dimensione simbolica (quella del riconoscimento) che nell'antichità si concretizzava con l'elevazione del figlio al cielo da parte del padre.
Era un momento di isolamento del figlio dalla madre, ma anche dalla terra e questo anticamente aveva una profonda valenza misterica.
Questo sentire lo ritroviamo nell'Iliade, con il gesto di Ettore:

(…. ) Ettore tese le braccia a suo figlio, ma il bambino piegò la testa piangendo nel seno della nutrice, terrorizzato dalla vista del padre; lo spaventava il bronzo e il cimiero coi crini di cavallo che vedeva oscillare terribilmente in cima all’elmo. Sorrisero allora il padre e la nobile madre, e subito lo splendido Ettore si tolse l’elmo e lo depose, rilucente, sopra la terra; baciò suo figlio e lo palleggiò tra le braccia, (….)

Ritroviamo così  l'asse verticale terra/cielo, che è stato per secoli una prerogativa attribuita al maschile. È su quest' asse che si struttura l'universo simbolico che abbiamo conosciuto fin qui.

Oggi tutto questo è messo profondamente in crisi per due motivi: per l'avvento della democrazia (dove l'autorità è una delega che viene dal basso) e per l'emancipazione femminile, legata all'avvento della democrazia stessa. Ciò si riflette inevitabilmente nella crisi della paternità di oggi.

Che cosa accadrà dunque ora? Si profila una nuova paternità e sarà quella del "padre affettivo". Oggi i papà sono molto più vicini emotivamente ai loro figli, ma l'affettività paterna ha una coloritura diversa rispetto a quella della madre.

La scoperta del padre, da parte del bimbo, è infatti la scoperta di una nuova dimensione della realtà e dell'altro da sé.
Certo questo nuovo padre senza elmo, accogliente non è un modello generalizzato, la società è complessa e i ruoli fluttuano continuamente, ma è una tendenza chiara e percepibile della quale tenere conto per comprendere cosa diventeranno i piccoli di oggi e per trovare in loro l'identità della società futura.

*«Un nichilista (dal latino medievale nichil, nulla, ndr) è un uomo che non si inchina dinnanzi a nessuna autorità, che non presta fede a nessun principio, da qualsiasi rispetto tale principio sia circondato.» da Padri e figli

Eugenia Colombo Danioni

Pubblicato:

Mercoledì, 03 Ottobre 2012

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