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NANOTECNOLOGIE COSMETICHE

NANOBELLEZZA

Categoria // Tendenza, Ricerche, Progetto Atanor, Società

Anche in cosmetica le nanotecnologie consentono di raggiungere risultati impensabili per i prodotti tradizionali. E oggi quella che sembrava solo frivolezza è una scienza che può migliorarci l'aspetto e la vita.

nanotecnologie per cosmetica
nanotecnologie utilizzate per la cosmesi

Dopo i tessuti che non perdono colore, i vetri che si puliscono da soli e le applicazioni sanitarie come protesi biocompatibili e rilascio di farmaci, le nanotecnologie entrano a pieno titolo anche nei prodotti di bellezza  allo scopo di ottenere – dopo tutte le opportune verifiche – risultati e benefici di grande livello.
Dare una definizione univoca e precisa del termine nanotecnologia non è facile. Semplificando, si tratta di tutte le discipline scientifiche in grado di trattare e sviluppare i materiali a livello di un miliardesimo di metro: le particelle più piccole di misura da 1 a 100 nanometri (nanomateriali).

Questi elementi possono essere insolubili e solidi oppure solubili e sottoforma di goccioline liquide. Non tutti sanno che sono presenti anche in natura e non solo in laboratorio, come si tende a credere. Contengono infatti nanomateriali il latte materno, gli spruzzi dell'acqua di mare, molti tipi di argille minerali. Quelli creati grazie alla tecnologia da qualche anno sono usati anche dall'industria cosmetica; si tratta soprattutto di nanopigmenti e nanoemulsioni.
I primi sono microparticelle solide, inodori e poco solubili in acqua, in genere presenti nei cosmetici sottoforma di grandi agglomerati. Le nanoemulsioni, invece, sono preparati a base di goccioline microscopiche di olio e acqua che vanno a rafforzare il contenuto di oli nutrienti del cosmetico, senza comprometterne la trasparenza e la luminosità.
A ciò si possono aggiungere le nanobolle che proteggono ingredienti come le vitamine, che potrebbero degradarsi a contatto con l'aria: rilasciano le sostanze contenute solo dopo il contatto con la pelle, evitandone così la denaturazione.
Ora che è tempo di sci invernale, ricordiamo che i cosmetici più "nanotecnologici" in assoluto sono i solari: in particolare, quelli con fattori di protezione più alti che contengono filtri UV in forma di nanopigmenti. L'uso di questi elementi consente di realizzare prodotti in grado di proteggere in modo uniforme la pelle, difendendola dall'esposizione ai raggi solari. I nanopigmenti più utilizzati per i solari sono il biossido di titanio e l'ossido di zinco, che hanno la capacità di riflettere e disperdere la luce ultravioletta, proteggendo la pelle dagli effetti nocivi delle radiazioni.

BELLI SICURI
Attualmente l'uso delle nanotecnologie e dei nanomateriali devono rispettare le disposizioni generali sui cosmetici previste dalla legge europea 76/768 CEE che prima di immetterli sul mercato li sottopone a una valutazione di sicurezza. Ma ora il nuovo Regolamento europeo che entrerà in vigore dal 2013 sostituirà tutte le norme e i provvedimenti esistenti in materia di cosmetici e i criteri di controllo. Per quanto riguarda i nanomateriali saranno ancora più rigidi e garantiranno un grado di protezione del consumatore ancora più elevato stabilendo e aggiornando i criteri di definizione, obbligando a indicare la presenza di nano materiali in etichetta e considerando nano materiali solo le particelle insolubili.
Inoltre, il Regolamento prevede un intero articolo, il numero 16, per i nanomateriali. L'obiettivo è garantire un livello elevato di protezione del consumatore e della salute umana. L'articolo dichiara, in primo luogo, che fabbricanti e distributori hanno l'obbligo di informare la Commissione Europea sei mesi prima della commercializzazione di un cosmetico contenente nanomateriali. Nel farlo, devono fornire:informazioni sulla dimensione delle particelle e sulle loro proprietà fisiche-chimiche, una stima della quantità che si prevede immettere sul mercato per anno, il profilo tossicologico, i dati sulla sicurezza e le condizioni di esposizione ragionevolmente prevedibili. Se la Commissione europea dovesse considerare insufficiente la documentazione fornita può richiedere una valutazione di sicurezza al Comitato scientifico dei prodotti di consumo.

Come si vede le condizioni per beneficiare a breve e lungo termine di questi nuovi ritrovati per il benessere e la bellezza ci sono tutte, anche perché le nuove prestazioni promettono di essere notevoli, mentre la chirurgia estetica è ormai in fase di "rottamazione".

Eugeni Colombo Danioni

Pubblicato:

Martedì, 04 Dicembre 2012

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