EDITORIA SOSTENIBILE

LIBRO VERDE

Categoria // Cultura, Società

Libri e libretti bianchi, neri, rossi. A volte sembra che i libri siano fatti solo per infiammare o essere bruciati. Invece non è così.

LIBRO VERDE
Scultura di Francesco Picciau

Il libro deve soprattutto contribuire alla crescita e all'armonia delle persone a partire da come è materialmente fatto.

Da qualche anno, anche Greenpeace ha deciso di interessarsi alle condizioni di sostenibilità del sistema editoriale, andando a monitorare, in particolare, il tipo di utilizzo di carta per la pubblicazione libraria. Ne è uscita una classifica da aggiornare di anno in anno che, seppur non totalmente esaustiva, dà un'idea dell'orientamento delle maggiori case editrici italiane.

Con un questionario da compilare inviato al maggior numero possibile di case editrici l'organizzazione ambientalista stabilisce alcuni criteri: si cerca di verificare quanta carta viene annualmente impiegata, se è a conoscenza del sistema certificato FSC (Forest Stewardship Council, il principale meccanismo di garanzia sull'origine del legno o della carta) e se impiega proprio la carta certificata, se è in grado di escludere la presenza di fibre provenienti dalla distruzione delle foreste primarie, ecc.

Anche in Italia, infatti, molte case editrici continuano ad acquistare più o meno inconsapevolmente, prodotti legati alla deforestazione senza garantire che la materia prima usata per realizzare un prodotto in legno o carta provenga da foreste dove sono rispettati rigorosi standard ambientali, sociali ed economici.

È bene ricordare, infatti, che la deforestazione è una delle maggiori cause del rilascio di gas serra nell'atmosfera. Le foreste del pianeta preservano nel suolo un'enorme quantità di carbonio, stimabile intorno ai 500 miliardi di tonnellate, di cui gran parte si trova nelle foreste pluviali tropicali.

Questa immensa quantità di carbonio supera l'intera massa dei carburanti bruciati in tutto il mondo negli ultimi cento anni.

L'Indonesia e il Brasile occupano rispettivamente il terzo e il quarto posto nella triste classifica dei Paesi emettitori di CO2 e insieme contribuiscono al 40% delle emissioni globali determinate dalla deforestazione. Per questo sono in corso complesse trattative per adottare sistemi di certificazione da parte dei grandi gruppi internazionali che operano sul mercato della carta.

Secondo la classifica aggiornata al 2012 gli editori italiani più virtuosi (almeno fra quelli raggiunti) sono quasi un centinaio. Ai primissimi posti Altraconomia, Terra Nuova, Macro ed Edizioni Ambiente, case editrici che si dedicano proprio alla promozione dello sviluppo sostenibile e di pratiche virtuose.

Ampiamente promossi numerosi colossi e marchi storici come Feltrinelli (con le controllate Apogeo e Kowalski), Einaudi, Laterza, Marsilio, Bompiani, Il Saggiatore, Garzanti, Zanichelli, Baldini, De Agostini, Bollati, Longanesi, Newton Compton, Stampa Alternativa e Carocci dedita alla saggistica universitaria.

Nella categoria dei virtuosi rientrano anche gruppi emergenti come Chiarelettere (appartenente alla galassia Mauri Spagnol), Ponte alle Grazie, Rubbettino, Minimum Fax, Slow Food e EDT leader nella pubblicazione di guide turistiche.

Ancora insufficiente risulterebbe, invece, l'impegno di Mondadori, Giunti, Piemme, Sperling, Donzelli, Rizzoli e Adelphi. Disinteressate a rispondere a Greenpeace si sono rivelate Disney, Cairo editore, le Edizioni Paoline, Giuffrè (leader nelle pubblicazioni giuridiche), Marcos y Marcos, Paravia, Bruno Mondadori (controllata da Pearson), Panini, Voland e anche il Manifesto Libri.

Il problema è internazionale. Nel 2010, il Wwf ha condotto test su 51 titoli made in Asia, commercializzati in Germania da 43 editori. L'analisi delle fibre ha rivelato le specie arboree da cui esse provengono e la percentuale contenuta (stimata in peso): dei 51 libri analizzati, 19 contenevano fibre, ovvero il 40% del totale.

Non va meglio per i libri stampati in Italia, divenuta oramai fra i primi importatori europei di carta dall'Indonesia. Per Greenpeace e le altre associazioni ambientaliste, l'unico modo per garantire che la carta utilizzata provenga da fonti responsabili dal punto di vista ambientale e sociale è impiegare carta riciclata fabbricata da rifiuti post-consumo e, dove assolutamente necessario, fibre vergini provenienti da foreste certificate secondo standard affidabili e indipendenti, almeno dello stesso livello di quelli richiesti dal Forest Stewardship Council, o da una combinazione delle due.

Oltre alla classifica degli editori verdi, Greenpeace ha presentato anche un elenco di scrittori sensibili alle tematiche ambientali. Fra gli italiani: Carlo Lucarelli, Dacia Maraini, Federico Moccia, Gavino Ledda, Giancarlo Decataldo, Luciano De Crescenzo, Nicolò Amanniti, Nico Orengo, Stefano Benni, Susanna Tamaro, Wu Ming. Fra gli stranieri: Arundhati Roy e Vandana Shiva, Isabel Allende, J.K. Rowling, Josè Saramago, Naomi Klein, Renate Welsh.

Nella foto una scultura di Francesco Picciau

Gae Flour

Pubblicato:

Mercoledì, 26 Settembre 2012

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