GREEN FASHION: LA MODA SOSTENIBILE

IL VERDE È DI MODA

Categoria // Tendenza, Società

Che la moda possa essere considerata uno degli strumenti di salvaguardia ambientale e di valorizzazione delle risorse naturali sembrerebbe una provocazione. Invece dalla Camera della Moda Italiana arriva il Manifesto della sostenibilità per la moda italiana.

IL VERDE È DI MODA
Tamara de Lempicka (1898,1980), Giovane donna coi guanti

È vero: decenni di studi hanno analizzato le conseguenze che la globalizzazione ha avuto nel tessuto economico-sociale in generale e in particolare il fashion world, il mondo della moda, è stato preso spesso a esempio di come anche dietro l'etichetta "Made in Italy" a volte si nascondano procedure che inquinano l'ambiente e non rispettano i diritti anche nel nostro Paese.

Per fortuna, l'ecologia è sempre più in voga (di moda, dovremmo dire) e dunque quando si tratta di nuove tendenze, la passerella non può certo permettersi di rimanere esclusa: ecco quindi che insieme al tardizionale velluto di Gucci e al raso di Roger Vivier, sfilano sempre più spesso nuovi valori, ovviamente tutti verdi.

IL COLORE VERDE
La cromoterapia identifica questo colore come quello dell'equilibrio e del benessere; e allora il mondo della moda lo sceglie tra i protagonisti della prossima stagione: il verde, nelle nuances vivaci, è perfetto di giorno; nella tonalità smeraldo è elegante la sera. In ogni occasione - ormai da tempo - è la tinta simbolo dell'ecosostenibilità.

«La moda sostenibile rappresenta il futuro di un settore che ha dimostrato di essere sempre più in grado di assumersi delle responsabilità, nel rispetto dell'ambiente e delle persone coinvolte: stile, eleganza e bellezza possono coincidere con etica e correttezza», dichiara Silvia Garnero, giovanissimo assessore alla moda nella capitale italiana del fashion.

Le sue parole sono confermate da qualche anno dai numerosi progetti che si svolgono proprio a Milano, come la consolidata So Critical So Fashion, il primo evento nazionale dedicato interamente alla moda ecosostenibile. Questa manifestazione è giunta quest'anno alla sua terza edizione, diventando punto di riferimento della moda critica, caratterizzata da una produzione a basso impatto ambientale e ad alto livello qualitativo e presentata dal 2010 all'interno della Milano Fashion Week.

ECOMODA "MANIFESTA"
Ed ecco adesso il Manifesto della sostenibilità della moda italiana (il testo integrale lo trovate su cameramoda.it) cui hanno aderito 1500 aziende tessiili e 150 partecipanti alla Camera Nazionale della Moda Italiana la cui sezione Ecologia & Ambiente, presieduta da Anna Zegna, ha consentito di conseguire questo risultato.

ALTA MODA, ALTA RESPONSABILITÀ
L'interesse per la green philosophy, dunque, è concreto e sempre più diffuso anche in un ambito, quello della moda, all'interno del quale potrebbe sembrare a tratti contraddittorio.

La casa editrice Marsilio ha di recente pubblicato il libro Il bello e il buono. Le ragioni della moda sostenibile, in cui Marco Ricchetti e Maria Luisa Frisa raccolgono saggi e articoli redatti da esperti di vari settori (fashion, tessile, climatologia, sociologia ed economia) che affrontano da diversi punti di vista il tema della moda eco-friendly dimostrando che non solo esistono case di moda già fortemente sensibili al tema, ma che si tratta di un approccio che può costituire vantaggi economici notevoli per le aziende oltre che per ii consumatori.

Nel volume si fa riferimento per esempio alle campagne di Diesel sul global warming, al brand American Apparel (che decide di concentrare il processo produttivo in un unico luogo, mentre la maggior parte delle aziende ricorre invece alla delocalizzazione) o ancora a Freitag, il marchio che realizza accessori utilizzando vecchi teloni di camion.

Una volta dimostrato che si può creare moda per tutti i giorni curando l'estetica e allo stesso tempo rispettando l'etica ambientale, ci si chiede se non possa essere coinvolta la stessa Alta Moda. La risposta la fornisce Livia Firth - responsabile del Green Carpet Challenge - in un'intervista rilasciata a Vogue: «Ho proposto la sfida (green) ad alcuni stilisti, da Tom Ford a Valentino ad Armani a Roger Vivier e altri. Per ognuno dei grandi appuntamenti da tappeto rosso dell'anno, realizzeranno almeno un abito per una celebrity concepito e prodotto secondo le linee guida di Eco-Age (Associazione per lo sviluppo sostenibile e la diffusione delle energie alternative)».

E all'ultima London Fashion Week parte della collezione estate 2013 di Vivienne Westwood è sfilata all'insegna del cambiamento climatico.

Sembra che la moda ecosostenibile stia finalmente diventando un must have molto più che
stagionale, proprio come deve essere un capo – è il caso di dirlo – sempreverde.

 

Damiana Biga

Pubblicato:

Martedì, 09 Ottobre 2012

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