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SVILUPPO SOSTENIBILE

ITALIANI A RIO

Categoria // Tendenza, Società

Con la mediazione del ministro dell'ambiente Clini si è avviato l'appuntamento internazionale Rio+20. A distanza di vent'anni dalla prima conferenza in Brasile lo sviluppo sostenibile è passato da utopia a unica opzione possibile per il pianeta.

ITALIANI A RIO
Non ci si aspetta molto, ma intanto in Italia la cultura della sostenibilità cresce e anche le aziende che la sostengono.

Preceduta da un dibattito italiano intenso, in vista dell'appuntamento internazionale di Expo 2015, la conferenza per lo sviluppo sostenibile di Rio de Janeiro parla fortemente italiano.

Proprio Expo Milano 2015 è presente al summit nell'area espositiva predisposta dal Ministero dell'Ambiente prendendo parte a eventi che trattano il tema dello sviluppo sostenibile dai punti di vista ambientale, sociale ed economico.

In concomitanza anche nel nostro Paese sono previsti eventi di appoggio come anticipato qualche giorno fa durante la tavola rotonda, promossa da Oxfam Italia, CeSPI e Slow Food Italia con la partecipazione di Fosca Nomis, della Direzione Affari Internazionali Expo 2015 Spa e rappresentanti del settore privato e della società civile già impegnati in pratiche di green economy come Emanuele Burgin, presidente Coordinamento Agenda 21 Locali, Milco Accornero, responsabile Sviluppo offerta Smart Service di Telecom Italia, Stefano Paregli, docente di Economia ambientale dell'Università Cattolica e Luca De Fraia, vice segretario generale ActionAid, Expo dei Popoli. Al dibattito ha partecipato anche Anna Rita Laurenzi della Direzione Generale per la cooperazione allo sviluppo del Ministero degli Affari Esteri.

A Rio, nell'ambito di un ciclo seminariale co-organizzato con Expo Milano 2015 verrà illustrata la "Doughnut Theory": infatti secondo Roberto Barbieri, Direttore Generale Oxfam Italia, «sviluppo sostenibile significa assicurare che tutti nel mondo abbiano accesso alle risorse naturali senza compromettere il sistema Terra. Politiche ben ideate possono promuovere sia lo sradicamento della povertà sia la sostenibilità ambientale, gettando un "salvagente' all'umanità"».

L'Italia è rappresentata anche dalla fabbrica etnea della 3Sun – la joint venture paritetica tra Enel Green Power, Sharp e STMicroelectronics – i cui pannelli fotovoltaici ricoprono interamente il Padiglione Italia alla conferenza mondiale.
Si tratta di 450 innovativi pannelli a film sottile, multi giunzione, che, grazie a una capacità installata di 55 kW, producono circa 150 kWh a "zero emissioni" al giorno, in grado di garantire fino alla metà del fabbisogno energetico quotidiano del padiglione, e di evitare l'emissione in atmosfera di una tonnellata di CO2 nel corso della conferenza.

Chiunque può verificare online la produzione giornaliera, le emissioni di anidride carbonica evitate e le perfomance dell'impianto visitando il sito: www.solarsat.eu che ospita anche uno smart controller con grafici e dati sull'attività quotidiana dei pannelli. L'impianto è stato installato in meno di una settimana grazie alle caratteristiche di estrema adattabilità e versatilità dei pannelli, che si integrano perfettamente con la struttura del padiglione, apparendo come semplici vetri oscurati.

Tra le tante iniziative  italiane legate più specificatamente all'edilizia sostenibile ci sono per esempio l'Edilana Edilatte, l'associazione Remade in Italy e la banca dati di ecomateriali Matrec.

Edilana Edilatte è una azienda sarda che ha ideato materiali innovativi per la bioedilizia e l'ecodesign utilizzando eccendenze e surplus di pastorizia, agricoltura e apicoltura, che risultano quindi a zero emissioni e non comportano nessun utilizzo di petrolio né consumo di suolo agricolo.

Remade Italy è il primo marchio per la certificazione di prodotti e materiali derivati dal riciclo e dal riuso realizzati in Italia. Esso diffonde le informazioni delle caratteristiche di sostenibilità ambientale di ogni prodotto, in termini di risparmio di materie prime, riduzione di consumi energetici e contenimento delle emissioni di CO2.

Matre, Eco Material database, è la prima banca dati Made in Italy di eco-design internazionale. Nata nel 2002, comprende un abaco di materiali ecosostenibili che possono essere impiegati nel mondo della produzione industriale, dell'architettura e del design e un servizio a supporto della ricerca e dello sviluppo di prodotti e servizi ambientalmente sostenibili.

L'augurio è che a Rio+20 vengano siglati nuovi accordi per lo sviluppo di nuovi progetti sui materiali adatti alla bioedilizia, che sappiano dare un ulteriore slancio al settore affinché l'architettura diventi sempre più salubre per l'uomo e meno impattante per il nostro pianeta.
Antonella Cicalò

Pubblicato:

Giovedì, 21 Giugno 2012

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