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ECOLOGIA DEL PRESEPE

IL BUE E L'ASINELLO

Categoria // Cultura, Società


Quando Benedetto XVI ha presentato il suo libro L'infanzia di Gesù  l'assenza del bue e dell'asinello nello scenario della Natività aveva conquistato i titoli dei giornali. Ma nel presepe allestito a Roma ci sono, eccome.

IL BUE E L'ASINELLO

Se è vero, come da studioso spiegato Papa Ratzinger, che nei vangeli non si parla di animali, è anche vero, come ricorda ancora lo stesso Santo Padre come anche se i due animali non sono stati a fianco di Gesù nella stalla di Betlemme «nessuna rappresentazione del presepe rinuncerà al bue e all'asino»  (come vuole  un passo del profeta Isaia).

E come vuole, aggiungiamo, tutta l'iconografia che mette in scena la Natività, a partire dalla tradizione italiana che allestisce il primo presepe (il termine deriva dal latino praesaepe, cioè greppia, mangiatoia, composto da prae = innanzi e saepes = recinto, ovvero luogo che ha davanti un recinto) a opera di San Francesco d'Assisi nel 1223, a Greccio.
Trattandosi di una stalla, il bue e l'asinello erano, come dire, ospiti naturali. I pastori, arrivati tra i primi ad adorare il neonato, conducevano le loro greggi e, più tardi, gli esotici cammelli completarono il quadro degli animali al cospetto del Bambino.


In particolar, il bue a l'asinello derivano dal cosiddetto Protovangelo di Giacomo, oppure dalla già citata profezia di Isaia che scrive: "Il bue ha riconosciuto il suo proprietario e l'asino la greppia del suo padrone". Sebbene Isaia non si riferisse alla nascita del Cristo, l'immagine dei due animali venne utilizzata comunque come simbolo degli ebrei (rappresentati dal bue) e dei pagani (rappresentati dall'asino).


I magi e le loro esotiche cavalcature invece derivano dal Vangelo di Matteo e dal Vangelo Armeno ed entrarono nel presepe anche come simbolo delle tre popolazioni del mondo allora conosciuto, ovvero Europa, Asia e Africa.


Gli umili animali da cortile come oche, anatre, tacchini e polli starnazzano invece in ogni Natività ben rappresentata, anche sotto forma di offerte.
Come si vede, uno scenario multiculturale ed ecologico mai come oggi attuale.

Antonella Cicalò

Pubblicato:

Mercoledì, 26 Dicembre 2012

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