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EDITORIA D'AVANGUARDIA

GRAPHIC NOVEL

Categoria // Cultura, Società

I confini tra fumetto, design, arte e narrativa sfumano e danno vita a un genere che anche i grandi editori scoprono e valorizzano: la graphic novel.

GRAPHIC NOVEL

La Lettura, il pregevole supplemento letterario domenicale de Il Corriere della sera non manca mai di dedicarle due pagine, il Sole 24ore già anni fa suggeriva la classifica* di quelle imperdibili, senza contare le decine di edizioni e librerie specializzate. Si aprono punti vendita (prossimamente a Milano aprirà Wot) e nelle mostre si dedica spazio agli inediti di grandi disegnatori come Guido Crepax (la  Triennale di  Milanoospita alcuni inediti nell'ambito della mostra dedicata a Dracula e al mito del Vampiro  dal 23 novembre).

Parliamo quindi di grafic novel, espessione che in italiano si declina al femminile (per l'assonanza con il termine novella) mentre per gli anglosassoni "novel" è un termine neutro la cui traduzione corretta è romanzo. Romanzo grafico sarebbe dunque la formula più corretta (così si è espressa perfino l'Accademia della Crusca), ma non tutti condividono tanto lo studioso del fumetto Daniele Barbieri afferma che l'espressione è entrata nell'italiano attraverso il suo uso al femminile: la graphic novel. Ci sarà anche un errore alla base di questo uso, ma è l'uso che fa la regola, e non viceversa.
La nascita vera e propria del genere è da farsi risalire a tempi lontani, considerando che nel 1967 Hugo Pratt aveva già pubblicato Una ballata del mare salato, opera prima della serie delle avventure di Corto Maltese e considerata un vero e proprio "romanzo a fumetti". Se è Bloodstar di Richard Corben nel 1975 a usare per prima l'espressione graphic novel spetta però a Will Eisner (1978) l'autodefinizione "romanzo a fumetti" con l'opera Contratto con Dio.


Nel corso degli anni lo spessore narrativo e l'approfondimento della caratterizzazione psicologica dei personaggi, hanno influenzato intensamente tutto il panorama fumettistico, segnandone la crescita artistica. Un disegno a china ricercato e prezioso, la carta di buona qualità, la sceneggiatura  che spesso è un piccolo capolavoro di sintesi tra testo corrosivo e immagine poetica: ecco in sintesi la graphic novel d'autore.

IL FILONE ITALIANO

In Italia, ci ricorda Domenico Rosa su Il sole24 (2010) " Sono stati gli anni 80 a produrre qualcosa di simile, con due gruppi di autori: quello romano, raccolto intorno alla rivista Frigidaire, geniale, ruvido e diretto; quello bolognese chiamato Valvoline, sofisticato e intellettuale. I confini tra fumetto, design, arte e narrativa sono sfumati progressivamente, ma se qualcuno ha perso la bussola, ad altri è capitato di trovare una propria voce su un palco prima inesistente e al graphic novel di definire una identità più nitida e un posto nel mondo dell'editoria. I grandi editori sono stati quasi costretti a occuparsene, visto il crescente successo e molti di loro hanno oggi una collana dedicata. La realtà di oggi dice che sta andando proprio così.

Anche se sempre su Il Sole24 ore qualche anno prima, nel 2008, Cuoredichina (alias Marco Lupoi) ammoniva sul rischio che il termine diventasse una sorta di prezzemolo lessicale, classificando come graphic novel ogni sorta di prodotto. In questo senso Lupoi restringeva il campo per definire meglio cosa è esattamente una graphic novel e cioè un romanzo grafico che:

1) Nasce nasce direttamente come libro diretto al mercato librario, senza prepubblicazioni o edizioni in albo o serializzazioni.


2) E' un "romanzo", un'opera compiuta che contiene una sua unità narrativa, racconta un'unica storia completa, con un inizio, un mezzo, una fine.


3) Si rivolge a un pubblico adulto, con una storia drammatica senza compromessi e censure

Ecco, per come è nato e come è stato concepito, il significato del termine graphic novel nella sua accezione pura e originale che connota esattamente quel formato, quell'oggetto.

In questa ottica non sono G.N. i manga giapponesi o gli album francesi, perché parte di collane, e di solito o spesso pre-pubblicati in rivista. La stessa Ballata del mare salato di Pratt rientrerebbe in quest'ultima categoria.
Solo che, se applichiamo la definizione originale del termine, tagliamo fuori una quantità abnorme di opere che possono anche essere state pre-pubblicate o serializzate, ma che come concezione dei loro autori dovevano costituire fin dall'inizio un "unicum" narrativo, di formato, di storia: un romanzo per immagini.

Con questo ammorbidimento del termine, otteniamo una descrizione di graphic novel abbastanza aderente allo spirito più profondo del fumetto moderno, escludendo però l'uso spurio e abusato dell'espressione. "E possiamo iniziare a guardare la nostra libreria piena di volumi a fumetti, e a usare con cognizione di causa queste due parole bellissime che ci hanno dato negli ultimi trent'anni alcune delle opere più importanti del fumetto mondiale". E un patrimonio di sintesi di temi importanti, dalla globalizzazione all'ambiente Uuna assai bella fu dedicata all'uragano Katrina), che fanno di questo genere un prodotto culturale di prim'ordine.

http://cuoredichina.blogspot.it/

*La classifica di Domenico Rosa:
1)Art Spiegelman: Maus
2) Lorenzo Mattotti: Fuochi
3) David B.: Il grande male
4) Gipi: Appunti per una storia di guerra
5) Moebius: Garage ermetico
6) Charles Burns: Black Hole
7) Seth: La vita non è male malgrado tutto
8) Andrea Pazienza: Gli ultimi giorni di Pompeo
9) David Mazzucchelli: Discovering America
10) Craig Thompson: Blankets
11) Davide Reviati: Morti di sonno
12) Alan Moore: Watchmen
13) Munoz-Sampayo: Nel bar
14) Joe Sacco: Goradze - Area protetta
15) Lefèvre-Lemercier-Guibert: Il fotografo
16) Hugo Pratt: Corte sconta detta arcana
17) Tamburini-Liberatore: Ranxerox
18) Hofsterheld-Solano lopez: L'eternauta
19) Chris Ware: Jimmy Corrigan

Antonella Cicalò

Pubblicato:

Martedì, 13 Novembre 2012

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