ECCELLENZE ARTIGIANE

FABER GENERATION

Categoria // Cultura, Società

L'uomo come artefice, capace di creare, costruire, trasformare l'ambiente e la realtà in cui vive, adattandoli ai suoi bisogni. Questa almeno è la definizione accademica di "homo faber" nei dizionari. Nei fatti, ecco una case history di artigianato rispettoso dei principi di ecosostenibilità.

FABER GENERATION

 Il fabbro come artigiano è molto di più della sua definizione letterale. A partire dagli antichissimi miti indiani dove il fabbro celeste forgia e salda il mondo stesso. Per i greci e i romani Efesto, il fabbro dell'Olimpo, forgia le armi di Zeus, mentre nella mitologia nordica ai nani, artigiani del ferro, tocca il compito di realizzare il martello di Thor. Le leggende dei mongoli tramandano che Gengis Khan stesso fosse stato un fabbro, mentre in molte culture africane i segreti della lavorazione del ferro sono attributi regali o addirittura religiosi.

In ogni caso la figura di questo artefice suscita da sempre sentimenti di rispetto e timore. Non a caso faber è l'attributo di chi è artefice delle cose sì, ma anche del proprio destino.
Ai giorni nostri, come tanti mestieri artigiani, da un lato ha subito un'evoluzione tecnologica con know how sempre più sofisticati, dall'altro è comunque percepito come un'attività non priva di fatica cui preferire (come purtroppo spesso accade soprattutto ai giovani) il solito call center.

E quindi particolarmente interessante scoprire una realtà aziendale di tre generazioni di fabbri dove a ogni passaggio qualche cosa è stato aggiunto, dando valore al lavoro e al progetto di nonni, padri, figli.
La CMF ( Carpenteria Metallica Floridi) è un'impresa-officina dove da cinquant'anni si realizzano elementi di arredo e design in metallo.
Ha cominciato il nonno, Francesco Floridi, che nella Cinisello allora operaia realizzava manufatti artigianali per edilizia e carpenteria industriali.

I suo figli, Franco e Luciano Floridi, hano avviato la CMF Steel Architecture, un'azienda che progetta e realizza arredi metallici in collaborazione con studi di design e architetti di fama internazionale come Cini Boeri, ma anche Tenconi, Galiani e molti altri.

La terza generazione dei fratelli Floridi, Flavio e Fabrizio, è cresciuta in questo clima di continua collaborazione con studi e professionisti, alla ricerca di soluzioni sperimentali e materiali innovativi che hanno fatto crescere la vocazione all'eccellenza nel design e nell'estetica. Ma le nuove leve sono anche attente ai fenomeni sociali tumultuosi che ci stanno davanti e alle difficoltà per i giovani, anche di talento, di farsi largo nel mercato italiano.
Nasce così  il progetto XYZdesign, che si pone come soggetto dinamico, promotore di eventi, workshop e concorsi, occasioni di dibattito, scambio e ricerca, supporto operativo.

XYZdesign è un nuovo marchio italiano per complementi d'arredo, rigorosamente made in Italy e ad alto valore artigianale, che nasce dall'incontro tra giovani progettisti e CMF Steel architecture.

La produzione è concepita per serie limitate di oggetti, con una rotazione periodica di nuove proposte. L'obiettivo è dare l'opportunità a giovani talenti di realizzare gratuitamente le proprie idee, affiancati da artigiani qualificati nella fase di concretizzazione, offrendo loro senza alcun costo i canali di vendita e distribuzione dell'azienda, oltre al meteriale di presentazione.
Per tradurre tutto ciò in pratica è partito XYZdesign kickstart competition, un concorso che premierà progetti innovativi per complementi d'arredo che verranno realizzati e introdotti nel mercato anche tenendo conto dell'importanza per Milano del Salone del mobile.

XYZdesign crede nella semplicità dei propri prodotti come valore di qualità. La selezione e la valutazione delle idee avviene attraverso parametri di fattibilità tecnico-realizzativa e criteri di semplicità estetica e funzionale. Idee "essenziali" che sperimentano l'uso di materiali tradizionali e nuovi, attraverso macchinari tecnologicamente avanzati e una forte capacità di lavorazione manuale, frutto di una consolidata sapienza artigianale.
L'azienda è attenta alla sostenibilità sociale e ambientale. Lo dimostra la trasparenza dei rapporti tra le diverse figure professionali che compongono il team operativo, l'attenzione progettuale a soluzioni monomateriche o che utilizzano materiali diversi, ma facilmente disassemblabili, l'alta qualità dei prodotti realizzati per durare nel tempo e diventare veri e propri oggetti d'investimento.
Padre e figli si sono buttati con passione nelle reciproche realizzazioni con la consapevolezza di portare avanti e non disperdere una precisa filosofia di lavoro custodita come un tesoro di famiglia. Ecco un' intervista a due voci (padre e  figlio).

Come è stato confrontarsi reciprocamente e che ricordo avete dell'attività di padre e nonno?
È sicuramente bello, da padre, rivedere l' entusiasmo di quando si è cominciato attraverso i propri figli, così come si ricordano l' esperienza e i consigli che nostro padre ci dava quando anche noi entusiasti abbiamo cominciato.

Una curiosità. Perché xyz?
Rimanda alle coordinate del piano cartesiano dove la "z" dà forma e volume all' oggetto, cosi come noi vogliamo dare volume e matericità alle idee dei giovani progettisti.

Che rapporto si crea tra i giovani progettisti e l'equipe degli artigiani meno giovani?
In un momento storico particolare come quello in cui viviamo abbiamo notato un grande incremento di entusiasmo e apertura al nuovo da parte degli artigiani "meno giovani" che comprendono e sostengono la necessità di un cambiamento e miglioramento del lavoro partendo dalla collaborazione diretta, lo scambio di idee, il reciproco confronto; facendo "rete" non solo tra aziende, ma anche tra diversi settori e addetti di un' unica impresa. Ciò di cui siamo consci è che non ci si improvvisa progettisti o artigiani. Se per la buona riuscita di un prodotto sono necessari entrambi allora è giusto che ci siano entrambi.

Cosa pensate o chiedereste alle scuole professionali?
Meno teoria, maggiore pratica e stage. Le scuole professionali dovrebbero aumentare l'approccio pratico al settore nel quale dovrebbero preparare gli studenti perché, secondo la nostra personale esperienza, le difficoltà in cui incorriamo sono figlie proprio della scarsa esperienza sul campo.

Quali sono i principali vantaggi e le criticità della formula che avete scelto per proporre i giovani designer?
I principali vantaggi sono la freschezza delle idee e l' entusiasmo. I giovani designer, anche studenti, puntano sul proprio stile cercando di creare qualcosa di nuovo e personale, al di fuori dei dettami  commerciali. Ne deriva un' esperienza stimolante anche per l' artigiano che deve reinventare metodi e procedimenti produttivi.

Le criticità sono facilmente superabili con l' apporto degli artigiani e del loro know how, soprattutto quando magari al progettista manca  esperienza e  conoscenza dei materiali.

Come integrate il lavoro di progettazione intellettuale con la manualità tipica dell'artigiano?
Ci piace integrare le due cose direttamente, sviluppando il prototipo a stretto contatto con il progettista; inizialmente riceviamo la proposta del designer e dopo averne valutata la fattibilità e fatto le dovute considerazioni in termini commerciali procediamo a un incontro preliminare in cui viene chiesto all' ideatore dell' oggetto di presentarlo.
Ne segue la naturale discussione su come procedere, quali materiali utilizzare, come gestire le meccaniche. Da qui in poi il lavoro di progettazione e quello manuale si intersecano fino a trovare il giusto compromesso per la costruzione del prototipo finale.

Qual è la cosa che desiderereste di più per il vostro futuro e per la società in generale?
Il principale problema per gli artigiani italiani che hanno una storia e una tradizione alle spalle è quello di non essere profeti in patria. Il made in Italy è universalmente riconosciuto come valore aggiunto all'estero, mentre nel nostro Paese gli viene attribuita sempre minore importanza. Il nostro desiderio è che  venga riconosciuto il merito di ciò che facciamo, che l' azienda ottenga il meritato consenso per la sua abilità, storia e qualità dei prodotti,  non meno che per la funzione sociale che ha avuto in tutti questi anni.

Ci piace concludere con la frase che chiude il catalogo: "Chi lavora con la testa è un ingegnere, chi lavora con le mani è un operaio, chi lavora con il cuore è un artista. Chi lavora con la testa, le mani e il cuore è un artigiano.

Nella foto: Faldone, Novae Architecture
www.xyzdesign.it

Antonella Cicalò

Pubblicato:

Mercoledì, 17 Ottobre 2012

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