FUTURO SOSTENIBILE

AI RAGAZZI PIU' LIBRI E MENO CELLULARI

Categoria // Cultura, Società

Secondo Save the Children i bambini italiani leggono troppo poco, eppure sarebbero fra i più ricettivi. Rapporto sull'infanzia italiana.

AI RAGAZZI PIU' LIBRI E MENO CELLULARI
In Italia ci sono dieci milioni e duecentomila persone tra bambini con meno di dieci anni e ragazzi che ne hanno meno di 18.
L'Atlante dell'Infanzia 2012 redatto da Save the Children ci racconta che sono alunni migliori dei tedeschi, ma con meno spirito di iniziativa dei greci, anche se capacissimi di barcamenarsi tra tante difficoltà.

Save the Children ci racconta anche che circa trecentomila ragazzini, specie da Napoli in giù non aprono un libro, non praticano sport o vanno al cinema, non accedono a Internet. Eppure i piccoli italiani sono nella stragrande maggioranza dei casi, anche in questi più disagiati, dotati del cellulare d'ordinanza a partire dai sei anni o anche prima.
Tra quelli che hanno accesso a un computer, la metà naviga senza adulti vicino magari per l'intera giornata.
Un'infanzia apparentemente autosufficiente, ma in realtà priva di un contenimento e un indirizzo formativo sicuro. In pratica, un'infanzia-adolescenza a rischio.

Se nel 2012 sono nati 60 mila bambini in meno rispetto all'anno scorso, per contro l'aspettativa di vita è aumentata di due mesi ogni anno. I bambini stanno diventando quindi una merce rara. Come ci si appresta a tutelarla? Con quali risorse e "investimenti" sul futuro?
Le scuole italiane sono tra le più vecchie d'Europa, sia come edifici che come corpo docente e a parte questo la disoccupazione cresce soprattutto fra i laureati. In più, siamo il primo paese d'Europa come tasso di "scoraggiamento" e abbandono scolastico: uno su tre rinuncia a cercare lavoro, figurarsi una casa. La maggioranza degli under 34 vive coi genitori mentre 359mila minori sono in condizione di povertà e di questi molti vivono in zone a rischio ambientale o in precarie condizioni di salute.

L'Atlante include anche 77 mappe, istantanee dell'universo bambini e giovani in Italia di qui al 2030 che si possono usare come bussole per capire come ridare futuro a chi del futuro di una società dovrebbe essere l'architrave. Oggi l'indice del consumo di futuro dei bambini e dei giovani italiani corre parallelo alla crisi economica, al debito pubblico, alla scarsità di asili nido, alla scarsa spesa sociale per l'infanzia in alcune aree del Paese, alla mancanza di una politica per l'infanzia nazionale e organica con uno sbilanciamento nell'offerta di servizi cruciali tra Nord e Sud.
Detto ciò, stando al rapporto, i ragazzi italiani hanno il più alto indice di "resilienza": la capacità cioè di ottenere risultati partendo da condizioni avverse.
Ciò non può consolarci, ma deve al contrario spronarci a investire finalmente sul futuro di figli e nipoti. In fondo è un modo per tutelare anche il nostro.
Beatrice Riganti

Pubblicato:

Mercoledì, 12 Dicembre 2012

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