Utilizziamo i cookie per migliorare la vostra esperienza di navigazione.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

Questo sito usa cookie necessari al funzionamento e utili alle finalità illustrate nella cookie policy.

Qui sotto trovi l’informativa completa e le indicazioni per disattivare o rimuovere i cookie

Informativa ai sensi dell’art. 13 D.LGS. 30 giugno 2003 n.196

Cookie

I cookie sono stringhe di testo che raccolgono e memorizzano informazioni sulla navigazione per essere poi ritrasmessi alla successiva visita da parte dell’utente.

I cookie si distinguono in tecnici e di profilazione, e in cookie di prime parti e di terze parti, a seconda del soggetto che li installa.

Cookie tecnici

I cookie tecnici servono per “effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica, o nella misura strettamente necessaria al fornitore di un servizio della società dell’informazione esplicitamente richiesto dall’abbonato o dall’utente di erogare tale servizio” (cfr art. 122 comma 1 del Codice della privacy) e possono essere di navigazione, analitici e di funzionalità.

Per questa tipologia di cookie NON è richiesto il consenso dell’interessato.

Cookie di profilazione

I cookie di profilazione sono utilizzati per la trasmissione di messaggi pubblicitari in linea con le preferenze manifestate dall’utente nell’ambito della navigazione in rete.

Per questa tipologia di cookie è richiesto il consenso dell’interessato.

Cookie di terze parti

I cookie di terze parti sono quelli istallati per conto del gestore del sito da siti differenti.

Per questa tipologia di cookie è richiesto il consenso dell’interessato.

I cookie installati da questo sito.

Il sito ha al proprio interno i seguenti cookie:

Per disattivare, rimuovere o bloccare i cookie è possibile ricorrere alle impostazioni del browser, secondo le loro indicazioni:

Microsoft Windows Explorer

Google Chrome

Mozilla Firefox

Safari

Opera

IMPATTO AMBIENTALE

LA CANNA DEL RI-GAS

Categoria // Ambiente, Scienze

Rivara, zona nei pressi di Cavezzo, Medolla e Finale Emilia i cui nomi sono entrati di forza nella cronaca del terremoto dell'Emilia, è il centro di un caso emblematico di corto circuito tra storia della comunità locale, informazione in rete e opinione pubblica. L'oggetto? Il rigassificatore di Rivara.

LA CANNA DEL RI-GAS
Forse era inevitabile davanti a un fenomeno sismico che presenta ancora tanti aspetti da chiarire anche per gli addetti ai lavori. Fatto sta che i numerosi cartelli gialli con scritto "No gas" dei comitati civici contrari al progetto del rigassificatore di Rivara precedono da anni il terremoto di questi giorni.

Ovviamente le scosse hanno rinfocolato polemiche mai sopite. È logico affermare che non c'è nessun collegamento tra il progetto e il terremoto, dato che non sono mai arrivate le autorizzazioni alle trivellazioni da parte di Regione, Provincia e Comune.

Infatti il progetto Rivara prevede prove sismiche provocate artificialmente per verificare le reazioni a 2500-2800 metri di profondità. «La fase di accertamento consiste nelle prospezioni sismiche 2D e 3D, nella perforazione di 3 pozzi e nelle analisi relative», è scritto sul sito dell'Independent Gas Managament srl., società quotata alla Borsa di Londra e interessata al rigassificatore in cordata con Erg.

La prima valutazione di impatto ambientale ha bocciato il progetto, ma un decreto del ministero dell'ambiente dello scorso 17 febbraio ha invece consentito l'apertura di alcuni pozzi esplorativi, (ma non degli "esperimenti sismici").

La dietrologia è quasi d'obbligo e sono in molti a pensare che invece qualche cosa è accaduto, anche perché è ancora fresco il ricordo del Giappone e delle millantate sicurezze degli impianti nucleari. A volte l'"impossibile" accade e come spesso accade le fonti di informazione sono incomplete o solleticano le comprensibili paure che il terremoto ha portato in superficie insieme alle sabbie. Dopo il sisma a tutta evidenza i parametri sono cambiati e anche il ministro dell'ambiente Corrado Clini ha preso atto delle criticità presenti nel territorio.

Ma a parete la situazione contingente cos'è un rigassificatore? Quali sono i vantaggi e gli svantaggi di queste opere?
Un rigassificatore (da non confondere con il gassificatore che ha tutt'altre funzioni) è un impianto che permette di riportare un fluido, che in natura si presenta sotto forma di gas, dallo stato liquido a quello aeriforme. La liquefazione di un gas viene effettuata per agevolare il trasporto nei serbatoi riducendo così il volume (per esempio il trasporto via mare di metano, Gpl eccetera). La rigassificazione viene realizzata attraverso l'innalzamento della temperatura e l'espansione del gas, in impianti la cui complessità dipende dalle condizioni di temperatura raggiunte per ottenere la fase liquida.

Diamo qui i vantaggi e gli svantaggi che normalmente si attribuiscono al processo.

Vantaggi
. Per quanto l'impianto presenti rischi potenziali di esplosione, la tecnologia in questo campo lo rende piuttosto sicuro e infatti gli incidenti che riguardano gasiere e impianti di rigassificazione sono insignificanti rispetto ad altri impianti, come le raffinerie di petrolio.
Dato che il passaggio del gas da liquido a gassoso assorbe calore, si hanno a disposizione molte frigorie (unità di misura della quantità di calore) da utilizzare nell'industria del freddo come i surgelati o negli ambiti della ricerca e produzione di materiali ad alto valore tecnologico: come superconduttori e nanotecnologie con abbattimento dei costi energetici fino al 40%. Un aspetto che offre la possibilità di interagire con le strutture scientifiche e universitarie con l positive ricadute sull'occupazione e la ricerca.
Il ciclo di rigassificazione di per sé non presenta grandi emissioni di CO2 in atmosfera e dunque il suo impatto ambientale è limitato. La costruzione di rigassificatori inoltre consentirebbe approvvigionamenti di gas anche da altre nazioni produttrici. L'Italia infatti importa gas solo da Russia, Libia, Olanda e Algeria tramite i gasdotti. I rigassificatori consentirebbero un approvvigionamento diversificato anche da altre aree del mondo particolarmente ricche di gas, ma impossibili da collegare con condutture.

Svantaggi. Per quanto limitato, il rischio esplosione esiste e la sismicità del nostro territorio ha messo drammaticamente in evidenza la fragilità perfino di un'area che era stata individuata a questo scopo. In quanto atto a lavorare grosse quantità di metano altamente infiammabile questi impianti ricadono sotto la direttiva Seveso (la cittadina lombarda in cui nel 1976 si verificò il disastro dell'Icmesa e la fuoriuscita di diossina). Sono stati condotti vari studi riguardo al rischio potenziale dei rigassificatori, legati però a modelli teorici in quanto un reale incidente di grosse proporzioni non si è mai verificato. Consolante, ma non definitivo purtroppo.
La potenza sviluppata in un eventuale esplosione è calcolabile se sono note la portata dell'impianto e altri vari fattori come per esempio pressione dell'impianto e della rete di distribuzione del gas. In caso invece di combustione del metano liquido contenuto l'energia sarebbe paragonabile a una bomba atomica, sebbene diluita su un tempo relativamente più lungo, mentre i fronti di fiamma di un incidente di questo genere potrebbero estendersi per svariatichilometri.
Altri due aspetti negativi del ciclo di rigassificazione sono legati alla reimmissione delle acque raffreddate in natura (il Gnl, ovvero il gas naturale liquefatto è a -160°) e alla necessità di immettere grandi quantitativi di cloro per impedire la naturale colonizzazione delle tubature da parte di alghe ed altri esseri viventi.

Come si vede, come spesso accade a vantaggi economici corrispondono svantaggi ambientali. Il problema è essere correttamente informati sugli aspetti positivi e sui rischi, soppesarli e assumersi la responsabilità delle scelte. In caso contrario non ci si può stupire se le popolazioni – memori di tante tragedie collettive considerate impossibili – non si fidano.
Andrea Santillana

Pubblicato:

Martedì, 12 Giugno 2012

Condividi:

blog comments powered by Disqus