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CONFERENZA DI DURBAN

IL GIALLO DEL CAMBIAMENTO CLIMATICO

Categoria // Ambiente, Scienze

Giallo come Cina. Alla conferenza di Durban sul cambiamento climatico a sorpresa Pechino si è dimostrata favorevole a un accordo globale.

IL GIALLO DEL CAMBIAMENTO CLIMATICO

Nessuno avrebbe scommesso su una svolta in positivo della conferenza di Durban sul cambiamento climatico. Invece a sorpresa, ma neanche tanto per chi teneva d’occhio da tempo la corsa della Cina alle energie rinnovabili (fotovoltaico in primo luogo), il capo negoziatore cinese Xie Xhenhua, ha comunicato la sua disponibilità al compromesso nella lotta contro i cambiamenti climatici per raggiungere un accordo vincolante a livello internazionale sul clima. 

Il governo cinese aveva firmato il protocollo di Kyoto, che scade nel 2012, ma ne ha giustificato il mancato rispetto a causa della necessità di una rapida crescita economica. Ora invece, il Paese che ha sorpassato gli Stati Uniti con il più alto di emissioni di Co2 del mondo, anticipa tutti, anche grazie alla formidabile macchina industriale messa al servizio della produzione di energie rinnovabili.

In soldoni, per Pechino combattere il cambiamento climatico è un affare che coincide – per fortuna – con le esigenze di salvaguardia ambientale caldeggiate dagli scienziati. Per contro, le condizioni metereologiche avverse (ne sono un esempio le nebbie eccezionali che stanno paralizzando il Paese) costano cifre enormi, dal fermo degli aerei alla paralisi dei trasporti su gomma.

La discussione in corso alla conferenza di Durban sul cambiamento climatico riguarda anche la necessità di aiuti finanziari a quei Paesi del terzo mondo che maggiormente subiranno le conseguenze dei cambiamenti climatici.

Nel 2010, dopo la crisi finanziaria degli anni 2008-2009 si era registrato una riduzione dei livelli di inquinamento legato al calo della produzione industriale, ma ora le emissioni di Co2 sono tornate a crescere di quasi 6 punti percentuali: secondo il team di ricerca "Cambiare la Natura del Clima" lo scorso anno sono stati rilasciati nell'atmosfera più di 10.000 milioni di tonnellate di anidride carbonica.

Con la ricaduta della malattia finanziaria che ha colpito specialmente in Europa, l’unica possibilità di arrivare a risultati concreti è trasformare la lotta al cambiamento climatico in opportunità economica anticrisi.

Andrea Santillana

Pubblicato:

Martedì, 06 Dicembre 2011

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