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NEUROSCIENZE

COLPO DI LAMPO

Categoria // Ricerca & Risorse, Scienze

Come i classici colpi di fulmine che resettano la nostra vita sentimentale, i lampi di memoria cambiano in frazioni di secondo la mappa mentale del nostro cervello. Li ha scoperti un gruppo di lavoro internazionale di cui fa parte anche Alessandro Treves, neuroscienziato italiano della Sissa, la Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di Trieste. Sono i "lampi di memoria". E in Norvegia gli scienziati hanno scoperto che i ricordi vengono inseriti in “pacchetti” da 125 millisecondi. Almeno nei topi.

COLPO DI LAMPO

Se alcune caratteristiche dello spazio circostante mutano all’improvviso, l'area del cervello determinante per la memoria spaziale (l’ippocampo), attiva rapidamente la mappa neuronale corrispondente al nuovo ambiente, se questo è già familiare.

Ma per brevi attimi la realtà circostante sembra incomprensibile, almeno fino a quando il cervello riesce a riprendere il controllo della situazione e si attiva la rappresentazione stabile che corrispondente alla nuova situazione ambientale.

Ogni 100 millisecondi, in un lampo di memoria, nell’ippocampo si alternano le mappe spaziali del vecchio e del nuovo ambiente circostante.

La scoperta, pubblicata su Nature, ha messo in evidenza come «per la prima volta siamo riusciti a osservare un fenomeno determinato dalla memoria su scale temporali molto brevi», commenta Alessandro Treves. Finora il fenomeno è stato osservato nei roditori, mettendo in evidenza come la mappatura dello spazio nei topi non sia fine a se stessa, ma funzionale alla capacità di conservare informazioni in memoria e riutilizzarle in seguito per orientarsi. 

Anche secondo gli scienziati norvegesi diretti da May-Britt Moser e Edvard Moser del Kavli Institute for Systems Neuroscience il nostro cervello crea delle mappe dei luoghi che vistiamo. Ogni ricordo viene inserito in un “pacchetto” (o registrazioni) da 125 millisecondi ciascuno passando poi da un pacchetto all’altro rapidamente e senza confusioni.

È con questa capacità cerebrale che quando ci svegliamo di soprassalto riusciamo, salvo rare eccezioni, a riconoscere il luogo in cui siamo e il cervello è subito pronto ad aprire la mappa mentale della stanza.

Anche questo esperimento ha utilizzato i topi: gli esperti hanno infatti “teletrasportato” virtualmente dei topolini per osservare le reazioni del cervello degli animali al rapido passaggio di ambiente.

Per teletrasportarli gli scienziati hanno usato un gioco di luci cambiando l’illuminazione nella scatola in cui si trovavano i topi, che credevano di essere proiettati istantaneamente dalla camera A a quella B e viceversa. I topi non si sono mossi, ma per il loro cervello, che ha imparato a riconoscere e distinguere A da B, si è creato un ricordo “reale” di ciascuna stanza. Gli scienziati hanno constatato che al cambio virtuale di ambiente nel cervello dei topi si registra la mappa mentale, o più in generale il ricordo, dell’ambiente stesso. Il pacchetto-ricordo può contenere pochi attimi di vita, 125 millisecondi, e il cervello è molto abile a passare dal pacchetto A al pacchetto B: lo può fare anche otto volte di seguito al secondo.

«Abbiamo ingannato i roditori», hanno commentato gli scienziati, ma il loro cervello ha dimostrato di rimediare subito alle variazioni senza mai mischiare il pacchetto A con quello B, al massimo si può avere un piccolissimo ritardo nel passare da uno all’altro ricordo. Questi esperimenti consentiranno secondo i ricercatori di mettere a fuoco le modalità che concorrono a formare l’universo dei nostri pensieri. E magari scopriremo che il nostro cervello è più facile da ingannare di quello del topo.

Andrea Santillana

Pubblicato:

Martedì, 04 Ottobre 2011

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