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ETLOGIA DI NATALE

QUESTIONE DI CORNA

Categoria // Flora & Fauna, Scienze


Ha fatto notizia la storia di Kate, piccola renna senza corna che rischiava di essere esclusa dalla parata natalizia. Grazie al suo allevatore, l'inglese Trevor Hill, l'animale potrà sfilare grazie a un leggerissimo cerchietto di morbida pelliccia su cui sono state montate due minuscole corna in attesa che spuntino, sia pure con ritardo, quelle del tradizionale palco. Ma che animale è esattamente la renna?

QUESTIONE DI CORNA

La renna (Rangifer tarandus), nota in Nordamerica anche come caribù, è un cervide delle regioni artiche dove vive sia stanziale sia come migratore. Le renne variano considerevolmente per colore e dimensione. I palchi sono presenti in entrambi i sessi (esistono comunque popolazioni in cui le femmine ne sono completamente prive). Nei maschi sono generalmente più grandi. I palchi generalmente presentano due gruppi distinti di punte, una inferiore e l'altro superiore. Le dimensioni dei palchi variano molto a seconda della sottospecie (ad esempio, nelle sottospecie più settentrionali sono più piccoli e sottili), ma quelli presenti nei maschi di alcune sottospecie sono tra quelli più grandi del mondo, superati solamente da quelli dell' alce e possono raggiungere i 100 cm di larghezza e i 135 cm di lunghezza. Relativamente alle dimensioni corporee, la renna è il Cervide che possiede i palchi più grandi. Essi crescono ogni anno sotto uno strato di pelliccia chiamato velluto.
Attualmente gli studio riconoscono quattordici sottospecie di renna. In generale caratteristiche come il colore del mantello variano considerevolmente, sia da un individuo all'altro, sia della stagione e della sottospecie. Le popolazioni settentrionali, di dimensioni quasi sempre minori, tendono ad avere una colorazione più bianca, mentre quelle meridionali, di dimensioni maggiori, tendono a essere più scure.
Le renne possiedono nasi altamente specializzati . L'aria fredda che entra viene riscaldata dal calore del corpo dell'animale prima di raggiungere i polmoni, mentre l'acqua, condensata dall'aria espirata e convogliata prima che il cervide esali il respiro, viene impiegata per inumidire l'aria inspirata e probabilmente viene assorbita nel sangue attraverso le mucose.
Anche la conformazione degli zoccoli risulta utile in tutte le stagioni: in estate, quando il terreno della tundra è soffice e umido, i cuscinetti plantari divengono spugnosi e forniscono una migliore trazione. In inverno, gli zoccoli laterali si restringono, esponendo così il bordo affilato dello zoccolo centrale, che riesce così a penetrare meglio nel ghiaccio e nella neve dura impedendo all'animale di scivolare. Gli zoccoli consentono di scavare per trovare il cibo prediletto, il lichene delle renne.
Le renne ci vedono bene: gli studiosi ritengono che siano gli unici mammiferi in grado di vedere la luce ultravioletta. Uno studio condotto dai ricercatori dello University College di Londra nel 2011 ha rivelato che questi animali sono in grado di vedere luci con lunghezze d'onda inferiori ai 320 nm, molto al di sotto della capacità visiva umana, che non discerne nulla al di sotto dei 400 nm. È probabile che questa capacità sia loro di aiuto nelle candide regioni artiche, dal momento che molti oggetti che risultano invisibili alla luce generalmente visibile, come urina e ciuffi di pelo, risaltano nettamente sullo sfondo del terreno nell'ultravioletto.Secondo alcuni studiosi questo animale potrebbe essere la specie più importante nell'intera letteratura antropologica sulla caccia.
L'uomo iniziò a cacciarla già dal mesolitico e ancora ogg i in Norvegia e Groenlandia la caccia alla renna ha una tradizione che risale all'era glaciale come testimoniano i resti di trappole fossorie che risalgono probabilmente all'epoca delle invasioni barbariche ( ma è possibile che siano stati già in uso nell'età della pietra).
La renna ha avuto e ha ancora un importante ruolo economico per tutti i popoli circumpolari, dove l'addomesticamento di questo animale ebbe inizio tra l'età del bronzo e quella del ferro. Usate soprattutto in passato per il trasporto, le pelli, la carne e i palchi usati nella farmacopea tradizionale , oggi hanno anche grande importanza turistica, specie nel periodo natalizio durante il quale una quantità di turisti visita la Lapponia, il "Paese di Babbo Natale" dove i lapponi le impiegano ancora per trainare i pulk, le tradizionali slitte scandinave.

Secondo la tradizione la slitta di Babbo Natale è trainata da renne volanti.
I loro nomi comparvero la prima volta, nel 1823, nella poesia A Visit from St. Nicholas, dove vengono chiamate Dasher, Dancer, Prancer, Vixen, Comet, Cupid, Dunder e Blixem. In seguito Dunder venne chiamata Donder e, in altri Paesi, Donner (che in tedesco significa «tuono»), e Blixem prima Bliksem, poi Blitzen (che in tedesco significa «lampo»). Alcuni inseriscono nel gruppo anche la renna Rudolph, sebbene essa non compaia nell'opera originale citata prima.
Essa fa la sua comparsa, nel 1939, in Rudolph the Red-Nosed Reindeer di Robert L. May e da allora è protagonista indiscussa del Natale.

Pubblicato:

Martedì, 25 Dicembre 2012

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