Utilizziamo i cookie per migliorare la vostra esperienza di navigazione.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

Questo sito usa cookie necessari al funzionamento e utili alle finalità illustrate nella cookie policy.

Qui sotto trovi l’informativa completa e le indicazioni per disattivare o rimuovere i cookie

Informativa ai sensi dell’art. 13 D.LGS. 30 giugno 2003 n.196

Cookie

I cookie sono stringhe di testo che raccolgono e memorizzano informazioni sulla navigazione per essere poi ritrasmessi alla successiva visita da parte dell’utente.

I cookie si distinguono in tecnici e di profilazione, e in cookie di prime parti e di terze parti, a seconda del soggetto che li installa.

Cookie tecnici

I cookie tecnici servono per “effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica, o nella misura strettamente necessaria al fornitore di un servizio della società dell’informazione esplicitamente richiesto dall’abbonato o dall’utente di erogare tale servizio” (cfr art. 122 comma 1 del Codice della privacy) e possono essere di navigazione, analitici e di funzionalità.

Per questa tipologia di cookie NON è richiesto il consenso dell’interessato.

Cookie di profilazione

I cookie di profilazione sono utilizzati per la trasmissione di messaggi pubblicitari in linea con le preferenze manifestate dall’utente nell’ambito della navigazione in rete.

Per questa tipologia di cookie è richiesto il consenso dell’interessato.

Cookie di terze parti

I cookie di terze parti sono quelli istallati per conto del gestore del sito da siti differenti.

Per questa tipologia di cookie è richiesto il consenso dell’interessato.

I cookie installati da questo sito.

Il sito ha al proprio interno i seguenti cookie:

Per disattivare, rimuovere o bloccare i cookie è possibile ricorrere alle impostazioni del browser, secondo le loro indicazioni:

Microsoft Windows Explorer

Google Chrome

Mozilla Firefox

Safari

Opera

PUBBLICITA’ INGANNEVOLE: IL CASO DELLA "BIOBOTTLE" DI ACQUA SANT’ANNA

Categoria // Sentenze Antitrust

La società Fonti di Vinadio, produttrice dell'acqua minerale Sant'Anna, è stata condannata dall'Antitrust a pagare una multa di 30.000 euro per aver promosso con enfasi eccessiva e dati non corretti la sostenibilità delle sue bottiglie in plastica vegetale.

Pubblicità ingannevole: il caso della BioBottle di Acqua Sant’Anna
Pubblicità ingannevole: il caso della BioBottle di Acqua Sant’Anna
La società Fonti di Vinadio, produttrice dell'acqua minerale Sant'Anna, è stata segnalata all'Antitrust - Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, per aver promosso con "enfasi eccessiva" e dati non corretti le caratteristiche di sostenibilità ambientale delle sue innovative bottiglie BioBottle, realizzate in polimeri naturali. A denunciare la presunta ingannevolezza, Mineracqua - Federazione delle Industrie delle Acque Minerali Naturali, delle Acque e delle Bevande Alcoliche e Avvocatideiconsumatori Sicilia.

I messaggi pubblicitari "incriminati" - diffusi a mezzo stampa, sulle etichette delle bottiglie e sul sito internet di Acqua Sant'Anna - recitavano così: "L'uso delle risorse sostenibili e la produzione eco-sostenibile combattono l'effetto serra, 650 milioni di bottiglie Sant'Anna Bio Bottle permettono un risparmio di 176.800 barili di petrolio con cui riscaldare per un mese una città di 520.000 abitanti e riducono le emissioni di CO2 pari a un'auto che compia il giro del mondo per 30.082 volte in un anno".

Nel 2012, l'Authority ha dato il via al procedimento di verifica, classificando i claim presi in esame come ingannevoli e in grado di "falsare in modo apprezzabile" il comportamento economico del consumatore medio. Innanzitutto perché i vanti ecologici pubblicizzati nei messaggi erano riferiti all'intera produzione annua del professionista (650 milioni di bottiglie a marchio Sant'Anna) mentre solo una parte del tutto marginale di acqua minerale era imbottigliata nella BioBottle (circa lo 0,2%)" – si legge nella sentenza. L'affermazione enfatizzava quindi oltre misura un risultato ambientale dell'azienda non veritiero.

In secondo luogo, i benefici pubblicizzati non dipendevano solo dalle virtù della innovativa bottiglia ma erano stati calcolati anche considerando le attività di compensazione delle emissioni nocive messe in atto dall'azienda (con la partecipazione a un sistema di finanziamento delle fonti rinnovabili). Infine, i calcoli per le conversioni del risparmio di petrolio e della riduzione di emissioni di CO2 (riportate nel claim) sono stati effettuati dalla stessa società produttrice della bioplastica utilizzata per le BioBottle (quindi non un ente terzo e indipendente) e in base agli stessi dati non veritieri relativi alla produzione complessiva. Per tali ragioni, l'azienda è stata condannata dall'Autorità a pagare una sanzione di 30.000 euro.

Per leggere la sentenza completa, clicca qui e vai a pagina 43

La Redazione

Pubblicato:

Lunedì, 22 Aprile 2013

Condividi:

blog comments powered by Disqus