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PRODOTTI DELLA SALUTE, L’INDAGINE IN ALTO ADIGE: CLAIM INGANNEVOLI NEL 29% DEI CASI

L'indagine è stata realizzata dal Centro Tutela Consumatori Utenti Alto Adige (CTCU) su un campione di supermercati altoatesini. Le promesse salutistiche presenti in etichetta spesso non sono conformi al Regolamento europeo.

Megliopossibile - Prodotti della salute, l’indagine in Alto Adige: claim ingannevoli nel 29% dei casi
Megliopossibile - Prodotti della salute, l’indagine in Alto Adige: claim ingannevoli nel 29% dei casi
Spesso i messaggi pubblicitari che sponsorizzano le caratteristiche salutistiche dei prodotti alimentari – i cosiddetti "health claim" - sono ingannevoli. E' quanto dimostra una recente indagine realizzata dal CTCU, Centro Tutela Consumatori Utenti Alto Adige.

L'analisi ha esaminato alimenti e integratori presenti nei supermercati altoatesini e ha rilevato la presenza di ben 68 health claim differenti apposti su etichette e confezioni. Di questi claim, 20 (quasi un terzo quindi) sono risultati non conformi al regolamento europeo.

Per tutelare il consumatore ed evitare che le informazioni nutrizionali presenti sui prodotti alimentari o nelle pubblicità inducano chi acquista a scelte fuorvianti, infatti, ogni messaggio che promette effetti salutari, prima di essere usato, deve venire analizzato e approvato dall'EFSA (Autorità europea per la sicurezza alimentare). In particolare, la Commissione Europea, sulla base dei pareri dell'EFSA, ha autorizzato l'elenco delle 222 indicazioni specifiche che possono essere usate in questo ambito (clicca qui per leggerle). Elenco, questo, che ha generato alcune perplessità sia nel mondo dell'industria che in quello accademico (per approfondire, clicca qui). Dal dicembre 2012, in ogni caso, sono state bandite dal mercato Ue tutte le informazioni che non compaiono in questa lista.

L'indagine del CTCU, oltre ad aver rilevato la presenza di messaggi non autorizzati in etichetta, ha anche riscontrato l'adozione di strategie poco trasparenti da parte dei produttori. E' il caso per esempio dei drink probiotici allo yogurt che in passato vedevano fondato il loro claim "rinforza il sistema immunitario" sulla presenza dei batteri probiotici. Siccome però non è stata dimostrata la fondatezza dell'indicazione, alcune aziende hanno pensato di aggiungere al prodotto delle vitamine (per le quali il claim è riconosciuto e approvato), in modo tale da poter lasciare invariata la pubblicità iniziale. 

«Purtroppo è assai probabile – si legge sul sito del CTCU - che questa tendenza tenda ad allargarsi e che sempre più prodotti vengano arricchiti artificialmente con svariate sostanze, al fine di potervi poi apporre un'informazione sulla salute».

Tutte le infrazioni rilevate dall'indagine sono state segnalate all'Antitrust, Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato: la non corretta applicazione degli health claim viene infatti considerata pubblicità ingannevole.
La Redazione

Pubblicato:

Mercoledì, 10 Luglio 2013

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