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INDAGINE UE: L’80% DEGLI EUROPEI AMA I PRODOTTI GREEN MA TEME LE TRUFFE

I consumatori si dimostrano favorevoli ad acquisti più rispettosi dell'ambiente ma sono confusi e frenati dalla moltitudine di marchi e informazioni diverse che trovano su packaging ed etichette. Un trend che spinge l'Europa verso la costruzione di un mercato green che preveda l'uso di dati affidabili e confrontabili.

Megliopossibile -  Indagine Ue: l’80% degli europei ama i prodotti green ma teme le truffe
Megliopossibile - Indagine Ue: l’80% degli europei ama i prodotti green ma teme le truffe
In un contesto generale in cui i consumatori si dimostrano sempre più attenti a scelte di acquisto responsabili, la Commissione europea ha realizzato un sondaggio per rilevare le opinioni dei cittadini Ue riguardo alla possibile costruzione di un mercato unico dei prodotti "verdi" che comunichi i benefici ambientali dei prodotti in modo più uniforme e affidabile. Lo studio è stato effettuato nei 28 Stati membri, su un campione di 25.568 persone di diverse fasce sociali e demografiche.

Come ci si poteva aspettare, la sensibilità verso articoli più rispettosi dell'ambiente è molto alta ma lo è purtroppo anche la diffidenza nei riguardi delle argomentazioni "green" dei produttori.

La stragrande maggioranza degli europei (89%) ritiene che gli acquisti verdi portino reali vantaggi ambientali e che sostituiscano in maniera altrettanto efficace (per il 74%) i prodotti a cui siamo abituati. Tuttavia, il 77% degli intervistati afferma che sarebbe disposto a comprare e a pagare di più i prodotti rispettosi dell'ambiente, se solo avesse la certezza della loro effettiva sostenibilità. Il 54% del campione nutre infatti forti dubbi sulla veridicità degli eco-messaggi presenti sulle confezioni o nelle pubblicità.

I Paesi Ue in cui cittadini sono maggiormente propensi a pensare di essere incappati in dichiarazioni esagerate o ingannevoli – il cosiddetto greenwashing - sono la Romania (40%), la Bulgaria (40%), la Grecia (39%) e la Lettonia (37%). Tale convinzione è invece meno diffusa a Malta (17%) e in Estonia (20%). L'Italia (26%) si mantiene più o meno nella parte centrale della classifica, al pari di Polonia, Danimarca e Inghilterra (qui, la classifica totale).

Infine, emerge dai risultati, i cittadini europei sono convinti sostenitori della necessità di obbligare le aziende a pubblicare relazioni sul proprio profilo ambientale complessivo e sulle caratteristiche verdi dei loro prodotti (69%). Per consultare il report completo, clicca qui!

I dati dunque parlano chiaro: è quanto mai sentito il bisogno di un mercato di prodotti green che si rifaccia a informazioni più chiare, comparabili e affidabili. «È evidente che tutti vorremmo avere più prodotti "verdi" sugli scaffali dei negozi – ha commentato il Commissario per l'Ambiente Janez Potočnik - ma il sondaggio mostra che la maggior parte di noi sia confusa dalle argomentazioni ambientali e non si fidi. Non è una bella situazione, né per i consumatori né per le aziende che si sforzano seriamente di fare qualcosa per l'ambiente».

Il problema riguarda infatti sia chi acquista, sia chi produce. «Le aziende che desiderano mettere in evidenza le caratteristiche ambientali dei propri prodotti, si legge in una nota Ue, devono affrontare molti ostacoli. Devono fare i conti con numerosi metodi promossi a livello pubblico e privato, con conseguente moltiplicazione dei costi per la fornitura di informazioni ambientali».

Ecco allora che, per far fronte a queste problematiche, l'Unione Europea ha lanciato un progetto pilota - di cui il sondaggio fa parte - all'interno del quale i principali operatori del settore sono chiamati a sviluppare metodi migliori per misurare l'impatto ambientale dei prodotti. Ciò dovrebbe aiutare a elaborare informazioni ambientali comparabili e affidabili, dando fiducia ai consumatori, alle imprese e agli investitori.

«Stiamo cooperando con le aziende e le altre parti interessate – conclude Potočnik - per elaborare le informazioni credibili che i consumatori cercano al momento dell'acquisto. Questo contribuirà a sviluppare i mercati e offrirà nuove opportunità di innovazione e investimento nell'economia verde».
La Redazione

Pubblicato:

Martedì, 16 Luglio 2013

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