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GREENWASHING: IL SITO WEB “A DIMENSIONE DI AGRICOLTORE” DELLA MONSANTO

AmericasFarmer.com, di proprietà del controverso colosso chimico, viene promosso attraverso immagini che rimandano a un'agricoltura sana e tradizionale.

Megliopossibile - Greenwashing: il sito web “a dimensione di agricoltore” della Monsanto
Megliopossibile - Greenwashing: il sito web “a dimensione di agricoltore” della Monsanto
Un padre e un figlio sorridenti su un trattore, aziende agricole a gestione familiare che rimandano a immaginari di disneyana memoria, una giovane mano che sbuccia il mais appena colto, foto di storici macchinari agricoli, agnellini in mezzo a prati in fiore e motti come "la tua giornata inizia con un agricoltore". Così si presenta il sito web AmericasFarmer.com, che si propone di sostenere gli sforzi e valorizzare l'importanza delle comunità di agricoltori americani.

Niente di male, commentano dalle pagine dell'Aspen Times, se il sito web non fosse di proprietà del colosso chimico Monsanto. In particolare, l'articolo di Joni Keefe, esperta di progettazione del paesaggio e appassionata di agricoltura locale, si focalizza su una pubblicità per la promozione del sito apparsa a inizio dicembre sul Wall Street Journal.

L'annuncio mostra il volto di un bambino, la bandiera a stelle e strisce americana e filari di colture in fase di raccolta. Insieme al claim: Ogni star spangled banner (bandiera adorna di stelle, il titolo dell'inno nazionale degli Stati Uniti) ha inizio con un agricoltore.

"Una tripletta di marketing efficace - sottolinea l'autrice - che ha veicolato con successo un messaggio sano come la torta di mele della nonna". Immagine che tuttavia, continua Keefe, non riproduce l'essenza di una multinazionale nota in tutto il mondo per le accuse di diffusione di prodotti chimici tossici, dannosi per l'uomo, gli animali e l'ambiente, nonché per le numerose cause legali intraprese contro i medi e piccoli agricoltori del Paese al fine di tutelare i suoi brevetti.

Nello specifico, il Center for Food Safety, organizzazione non-profit per la protezione della salute umana e dell'ambiente, ha dichiarato che, fino a oggi, la Monsanto ha depositato 90 cause contro gli agricoltori americani in 25 stati, coinvolgendo 147 coltivatori e 39 piccole imprese agricole. La multinazionale stanzia un budget annuale di 10 milioni di dollari e sostiene uno staff di 75 persone dedicato esclusivamente a fare indagini e a perseguire gli agricoltori.

Ecco perché "risulta una contraddizione grave questo tipo di pubblicità" afferma l'autrice. "Che sia Monsanto o un'altra società, è facilmente dimostrato come risulti facile, per chi possiede grandi budget, creare una falsa immagine che comunichi buona volontà e che distolga in maniera efficace l'attenzione del pubblico dalla verità. Proprio per questo – conclude Keefe - è importante guardare oltre il marketing. In particolare se si cercano di fare buone scelte alimentari. Oggi, le campagne pubblicitarie che alludono a benefici per la salute hanno dimostrato di essere molto redditizie. Che si tratti di immagini di mucche felici per promuovere prodotti lattiero-caseari o di pacchetti chiamati "il meglio della nonna", la pubblicità è diventata una giungla in cui la realtà viene distorta. I consumatori devono diffidare delle migliaia di impostori green sugli scaffali dei negozi o negli annunci".
La Redazione

Pubblicato:

Venerdì, 20 Dicembre 2013

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