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GREENWASHING: I CINQUE CONSIGLI PER SMASCHERARE IL FINTO ECOTURISMO

La Società Mondiale per la Protezione degli Animali (WSPA) ha stilato un piccolo vademecum per viaggiatori amanti della natura. Obiettivo: smascherare le strutture che offrono eco-soggiorni non responsabili.

Megliopossibile - Greenwashing: i cinque consigli per smascherare il finto ecoturismo
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I viaggi responsabili sono sempre più in voga. Sia in Italia che all'estero, cresce il numero di persone che, al momento di organizzare una vacanza, decide di unire la passione la natura incontaminata al desiderio di supportare progetti per la conservazione dell'ambiente, della fauna o per il benessere delle popolazioni locali. Parallelamente spuntano anche realtà che usano la parola ecoturismo come specchietto per le allodole, mettendo in piedi attività ben lontane dai principi di rispetto e tutela millantati.

Ecco allora che, per supportare i virtuosi viaggiatori nella scelta di strutture serie, la Società Mondiale per la Protezione degli Animali (WSPA) ha stilato un elenco di consigli, rifacendosi a un esempio considerato poco virtuoso: la Cayman Turtle Farm, centro di allevamento, ricerca e tutela delle tartarughe marine, nonché grandissima attrazione turistica delle popolari isole.

Questa struttura, secondo diverse associazioni ambientaliste, non riesce infatti a soddisfare le esigenze degli animali e rappresenta una minaccia per la loro conservazione. Tra le cause: la scarsa qualità dell'acqua, il sovraffollamento, la manipolazione umana senza sorveglianza, i livelli più elevati di difetti e malattie congenite che si riscontrano negli esemplari allevati in cattività e la vendita di carne di tartaruga ai ristoranti locali.

Nel 2012, tuttavia, un team internazionale di esperti ha svolto un'ispezione nel centro e ha stabilito che l'allevamento ha comunque un "impatto positivo sulla conservazione" della specie. Il rifornimento di carne di tartaruga per i consumatori locali, sostengono abbia ridotto il bracconaggio della popolazione selvatica, parallelamente si è assistito a un aumento delle nidificazioni e il lavoro di ricerca svolto dalla struttura in 40 anni ha aumentato la consapevolezza sulla protezione delle tartarughe marine.

La faccenda risulta controversa ma l'elenco di consigli stilati da Elizabeth Hogan, responsabile delle campagne sugli oceani e sulla fauna selvatica della WSPA, è comunque un buon punto di partenza per una scelta critica. Eccoli di seguito:

1) Evitare l'interazione diretta con gli animali
Come regola generale diffidare dalle realtà che consentono di interagire direttamente con gli animali selvatici: che si tratti di nuotare con i delfini o di accarezzare le tartarughe marine. Il contatto con centinaia o migliaia di turisti traumatizza le specie (molto spesso protette) e rischia di compromettere gravemente la loro salute. Le strutture che incoraggiano o tollerano questo tipo di atteggiamento, che può mettere in pericolo anche lo sprovveduto viaggiatore, sono da evitare accuratamente.

2) Sospettare delle realtà in cui l'aspetto di intrattenimento supera di gran lunga quello scientifico
Le attrazioni eco turistiche devono conciliare scienza e intrattenimento. Sfortunatamente alcune marcano troppo questo ultimo aspetto. Se la struttura che si vuole scegliere come meta per le proprie vacanze privilegia il divertimento - come lo snorkeling con le tartarughe marine in piccoli stagni artificiali (è il caso della Cayman Turtle Farm) - è evidente che non presta la dovuta attenzione al benessere degli animali.

3) Diffidare delle realtà che propongono come cibo gli animali che presumibilmente dovrebbero proteggere
Secondo Elizabeth Hogan, una realtà che concilia la conservazione di una specie a rischio con la vendita della sua carne è in pieno conflitto di interesse.

4) Controllare ciò che fonti terze hanno da dire in merito
Prima di valutare un'offerta, spendere un po' di tempo e documentarsi per capire se fonti terze autorevoli abbiano qualcosa da rimproverare alle strutture prese in considerazione, per avere un'idea a 360°. Sulle politiche e sulle pratiche della Cayman Turtle Farm, per esempio, sia la WSPA che altre associazioni per la conservazione degli animali hanno espresso le loro riserve.

5) Tempestare di domande gli operatori turistici 
Tenendo a mente i quattro punti sopra citati, bombardare di domande chiunque consigli un'attrazione eco-turistica. Chiedere agli operatori turistici di indagare a fondo sulle strutture che stanno promuovendo e di fornire le prove che operino nell'interesse degli animali e dell'ambiente. Nel caso le richieste non venissero pienamente soddisfatte, rivolgersi altrove.
La Redazione

Pubblicato:

Martedì, 29 Ottobre 2013

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