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CAMPAGNA #GUERRIERI DI ENEL SU TWITTER: EFFETTO GREENWASHING SCATENA LA RIVOLTA DELLA RETE

Inarrestabili gli utenti di twitter che con l'hashtag #guerrieri, usato dalla multinazionale per "celebrare" la determinazione delle persone comuni, non perdono l'occasione di ricordare a Enel i danni ambientali di cui è responsabile.

Megliopossibile - Campagna #guerrieri di Enel su twitter: effetto greenwashing scatena la rivolta della rete
Megliopossibile - Campagna #guerrieri di Enel su twitter: effetto greenwashing scatena la rivolta della rete
La campagna #guerrieri di Enel ("Siamo i guerrieri dei posti in piedi", "Siamo i guerrieri delle tangenziali", "Siamo i guerrieri delle scartoffie", "Siamo i guerrieri del lavoro", solo alcuni dei claim usati) ha sollevato un polverone di polemiche.

Pensata per rimpolpare la community virtuale della multinazionale, l'iniziativa è stata presentata come un mezzo per celebrare e valorizzare la determinazione delle persone comuni che combattono contro le difficoltà grandi e piccole della quotidianità. Anche attraverso un concorso che vede in palio 5 bici elettriche. Gli utenti web sono chiamati ("Enel cerca i guerrieri del quotidiano") a raccontare le loro sfide giornaliere sulla piattaforma di scrittura messa a disposizione dal colosso dell'energia e a trovare followers su Facebook, Twitter, Blog e similari: le cinque storie con il più alto numero di seguaci saranno infatti quelle premiate.

La campagna lanciata su twitter si è dimostrata un grosso boomerang: immediata la rivolta del popolo dei "cinguettatori" che – chiedendosi quale possa mai essere il nesso tra una multinazionale del petrolio e i disoccupati, i precari e i contadini ("Facile, una parte è quella che sfrutta: territori, risorse, lavoratori. L'altra è quella sfruttata in nome dei profitti privati, in tutto il globo", sottolinea un utente) - ha in brevissimo tempo dirottato l'hashtag #guerrieri, trasformandolo in un veicolo per diffondere informazioni, link, inchieste e commenti sui danni causati da Enel nel corso della sua attività e sulle incongruenze della campagna (clicca qui, per leggere alcuni dei tweet di risposta).

Cinguettii e non solo: il disappunto passa anche per altre vie. L'assessore ai Trasporti del Comune di Roma, Guido Improta, per esempio, ha sottoposto la campagna all'Antitrust, Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, perché lesiva dell'immagine dei mezzi di trasporto pubblici e dannosa per il percorso di riorganizzazione più sostenibile della mobilità cittadina.

C'è infine lo scrittore Simone Perotti che, dalle pagine de "Il Fatto Quotidiano" (clicca qui per leggere l'articolo), si interroga sul senso più profondo del messaggio lanciato da Enel e dai suoi copywriter: «Guerrieri di cosa? - si chiede - Eroi di quale resistenza? "Vincere è possibile se lottiamo insieme" ma vincere cosa?» E si da anche una risposta interessante: «Tentano di dare una connotazione epica al traffico, alle scartoffie, alla schiavitù del lavoro, alla crescita che deve riprendere, ai consumi che devono tornare a salire. Vogliono dipingere noi come miliziani che combattono per una giusta causa, e non come le automatiche bestie da soma che siamo, vittime delle tasse, tenuti sotto schiaffo dalla minaccia di licenziamento, noi che viviamo col peso sul cuore delle responsabilità, della burocrazia, della malavita, del malaffare, della politica truffatrice e cialtrona, dei disservizi, dei consumi effimeri che altri pubblicitari ci impongono come inevitabili. Vogliono tentare di abbellire il lavoro dello schiavo, renderglielo più digeribile, trasformare un potenziale rivoltoso anticonsumista e anticapitalista in un partigiano del sistema del consumo e dello sfruttamento. (...) Ecco il vero obiettivo dello spot: farci digerire l'indigeribile».
Sara Occhipinti

Pubblicato:

Giovedì, 03 Ottobre 2013

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