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IL RED CARPET SI VESTE DI SOSTENIBILITÀ

Categoria // Green Fashion

E’ cominciato tutto nel gennaio del 2010 quando Lidia Firth, italiana trapiantata a Londra attenta all’ecologia e sostenibilità, grazie alla sfida lanciatale dalla giornalista Lucy Siegle, non perse un secondo e capì che era il momento giusto per portare gli abiti ecologici sul red carpet. 

IL RED CARPET SI VESTE DI SOSTENIBILITÀ

E’ nato così il Green Carpet Challenge, la sfilata mondana che si veste di “green”: stoffe riciclate, materiali a filiera controllata e una produzione nel rispetto dei diritti umani.
La prima occasione di portare davanti al mondo questo progetto-protocollo si è presentata quando, sempre nel 2010, il marito di Lidia, Colin Firth, venne nominato per il Golden Globe e per l’Oscar con il film “A single man” diretto dall’ ex stilista di Gucci, Tom Ford.
Nei successivi due anni il GCC ha assunto sempre più rilevanza in una duplice direzione: atelier come Burberry, Gucci, Chopard hanno iniziato ad interessarsi al tema della sostenibilità introducendo nelle loro collezioni pezzi prodotti con materiali riciclati o di cui è nota la provenienza; allo stesso tempo molte attrici come Meryl Streep e Cate Blanchett, Nicole Kidman e Marion Cotillard hanno deciso di indossare outfit ecologici e riciclati durante le loro apparizioni sul red carpet.
Le case di moda, per poter produrre abiti, accessori o gioielli secondo il GCC, hanno dovuto seguire dei criteri che sono definiti in due categorie: i Core Criteria e gli Extra Criteria.
I Core Criteria individuati per il GCC sono tre:
- I materiali utilizzati devono avere l’ecological footprint il più basso possibile come confermato dal lifecycle assessement; sono incluse le fibre naturali, le nuove eco fibre e le fibre sintetiche;
- Tutta la filiera deve essere trasparente e rintracciabile: in particolare ogni produttore e lavoratore devono essere stati pagati equamente e le condizioni di lavoro devono essere adeguate e verificabili;
- Tutti i materiali utilizzati sono tracciabili, non riconducibili ad una deforestazione incontrollata e con abuso di pesticidi e privi di sostanze tossiche.
Per quanto riguarda gli Extra Criteria viene richiesto dal GCC che ne vengano presi in considerazione almeno due, ma si ritiene che più se ne riescono ad inserire nella produzione di un pezzo più il mercato consumer viene sensibilizzato.
Gli Extra Criteria sono ad esempio:
- Rendere il prodotto finale smontabile e riciclabile senza problemi secondo i principio del Cradle to Cradle;
- Incorporare nel prodotto fibre o materiali recuperati;
- Il Design deve permettere di minimizzare lo spreco, soprattutto durante la fase di montaggio del prodotto;
Includere nel prodotto pezzi di vintage come piccoli accessori, abbellimenti (tutti i pezzi vintage devono essere inutilizzabili nella loro veste originale);
- Privilegiare la produzione di piccola scala artigianale;
- Utilizzare processi produttivi a basso impatto ambientale, come la stampa a scarico- tintura;
- Utilizzare tessuti altamente innovativi e compostabili con un tempo atteso di vita breve.
Nel settembre del 2014, in collaborazione con il brand Stella McCartney, è stata prodotta la prima collezione intera di tredici pezzi secondo i criteri del GCC utilizzando solo materiali sostenibili certificati e riciclati.

Photo credit: http://eco-age.com/stella-mccartney-joins-green-carpet-challenge/

Martina Chighine

Pubblicato:

Martedì, 21 Aprile 2015

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