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L’ITALIA DICE SI ALLE CERTIFICAZIONI AMBIENTALI

Categoria // Green Practice

Risulta sempre più evidente come le certificazioni ed i marchi ambientali stiano diventando una realtà molto importante e conveniente per l’intero panorama aziendale italiano.

L’ITALIA DICE SI ALLE CERTIFICAZIONI AMBIENTALI
In Assolombarda, a Milano si è recentemente tenuta una conferenza durante la quale la Fondazione Symbola, in collaborazione con Accredia e Cloros, ha presentato il primo rapporto "Certificare per competere. Dalle certificazioni ambientali nuova forza al Made in Italy".
Come punto di partenza, è stato creato un primo database delle imprese Made in Italy che risultavano dotate di certificazioni ambientali. Sono state suddivise in quattro macro categorie denominate le 4A: Automazione, Abbigliamento, Arredocasa ed Alimentari.
Dopo numerose indagini, è stato riscontrato che le imprese con certificazioni ambientali hanno avuto fatturati con l’aumento dello spread di 1,5 punti percentuali in più rispetto alle altre aziende. E ancora meglio nel settore dell’occupazione, arrivando a 3,8 punti percentuali. E’ stato quindi dimostrato che certificare conviene, ed è così sia per le aziende grandi sia per le piccole.

In particolare, è risultato evidente che uno dei principali motivi per cui le imprese scelgono di certificarsi è l’export. Le indagini infatti dimostrano che esportano l’86% delle imprese con certificazioni ambientali, mentre solo il 57% di quelle non certificate.

Un altro fattore importante è la tendenza, nel settore produttivo italiano, ad andare verso la green economy: il 24,5% delle imprese del nostro Paese (una su quattro) ha fatto investimenti green dall’inizio del periodo della crisi economica. L’Italia risulta essere il primo Paese in Europa per eco-efficienza del sistema produttivo, leader europei nel riciclo nel settore industriale e con l’impiego di una notevole quota di energia rinnovabile nel settore della produzione elettrica (43,3%).

Inoltre, un dato molto rilevante è rappresentato dall’evidenza di quanto stia crescendo la sensibilizzazione alla sostenibilità da parte dei consumatori. Dopo la Cina (105mila), l’Italia è il secondo Paese al mondo per il numero di certificazioni ISO 14001, il primo per numero di certificazioni di prodotto EPD (è infatti italiana la prima sedia certificata EPD), il terzo per Ecolabel ed EMAS. Siamo inoltre il quinto Paese del G20 per certificazioni forestali di catena di custodia FSC.

Nonostante questi risultati però, in Italia le certificazioni non risultano molto diffuse. Risulta infatti insufficiente la conoscenza delle certificazioni ambientali e dei numerosi vantaggi ad esse correlati sia da parte delle imprese sia da parte dei consumatori finali. Ad aggravare questa situazione è anche il deficit dell’azione pubblica di sostegno a questi strumenti.

Si può quindi concludere che molto è stato fatto ma ancor di più rimane da fare: istruire le aziende ed i consumatori finali, aumentare gli skills delle agenzie di certificazione, migliorare gli standard di certificazione ambientale esistenti e crearne dei nuovi ed infine agire nell’ambito pubblico rafforzando le iniziative di comunicazione e di informazione.

FOTO: Libro: "Certificare per competere. Dalle certificazioni ambientali nuova forza al Made in Italy". Casa editrice: I quaderni di Symbola, 2016.
Clara Simonetti

Pubblicato:

Venerdì, 22 Aprile 2016

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