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WALL-E SALVERA’ IL MONDO?

Categoria // Green Practice

Il futuro dell'ecosistema e della salute umana sono messi in serio pericolo dalla mancanza di un corretto smaltimento dei rifiuti.

WALL-E SALVERA’ IL MONDO?

L'ultimo rapporto dell'International Solid Waste Association (l'associazione mondiale che riunisce gli operatori del settore trattamento e smaltimento rifiuti), afferma che attualmente nel mondo vengono prodotti ogni anno circa 4 miliardi di tonnellate di rifiuti. La metà è rappresentata da “rifiuti urbani” (quelli prodotti dai nuclei familiari), mentre l'altra metà è composta dai “rifiuti speciali”, provenienti da attività industriali e produttive. Anche se non esistono stime assolute a causa della continua crescita della popolazione mondiale e dello sviluppo economico, nei prossimi 10-15 anni la produzione potrebbe aumentare anche del 50% raggiungendo quindi oltre 6 miliardi di tonnellate. Inoltre ogni anno gran parte di questi rifiuti viene prodotta e abbandonata, con danni ambientali e sanitari spesso irreparabili. La situazione appare dunque preoccupante soprattutto perchè, secondo le stime ISWA (International Solid Waste Association), circa la metà della popolazione mondiale (3,5 miliardi di persone), non ha accesso ai più elementari servizi di gestione rifiuti.
Non è quindi più possibile sfuggire a questa tematica, una delle questioni più urgenti della società moderna: la gestione “non sostenibile” dei rifiuti. Indubbiamente molte soluzioni plausibili ed ovvie sono già state proposte e sono pronte per essere implementate al sistema odierno di gestione.
Ma se si potesse fare ancora di più? Alcuni esperti propongono soluzioni radicali che un giorno potrebbero davvero essere una realtà. L'ultima idea suggerita dall’architetto Mitchell Joachim di Terreform ONE nella serie “Construction Tomorrow” sulla BBC è stata: i rifiuti, invece che essere considerati un problema, potrebbero diventare il tassello fondamentale del futuro delle nostre città, una vera e propria risorsa per l’uomo. In che modo? Trasformando i rifiuti in “mattoni da costruzione” così da fare in modo che tutte le discariche ormai traboccanti possano contribuire a creare i paesaggi urbani del futuro. Come potrebbe essere svolto questo lavoro? Stampanti automatiche 3D potrebbero essere modificate per elaborare e plasmare rapidamente i rifiuti. Questi potenziali automi potrebbero basarsi sulle tecniche comunemente utilizzate nei dispositivi esistenti di compattazione dei rifiuti industriali. Non bisognerebbe inventare niente di nuovo, solo cambiare il tipo di scala. I blocchi di materiale di scarto potrebbero essere creati con geometrie specifiche, al fine di creare forme diverse come cupole, archi, reticoli, finestre, o qualunque altro modello necessario. Materiali diversi potrebbero avere finalità diverse tra cui: la plastica trasparente per le finestrature, i composti organici per temporanei ponteggi scomponibili, i metalli per le strutture primarie e così via. Alla fine, nella città futura non ci sarebbe alcuna distinzione tra rifiuto e materiale da fornitura.
Se tutto questo suona familiare è comprensibile poiché nel 2008 la Pixar ha dato vita a WALL-E, Waste Allocation Load Lifter Earth Class, un robot “compatta rifiuti” programmato per raccogliere la spazzatura sul pianeta Terra ormai distrutto e disabitato. Noi però potremmo evitare di fare lo stesso errore cercando di fermare questo processo inarrestabile di distruzione ed inquinamento del nostro pianeta, cambiando la mentalità di produzione e gestione dei rifiuti verso la costruzione di nuovi paesaggi urbani.

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Clara Simonetti

Pubblicato:

Martedì, 21 Aprile 2015

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