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THE FASHION DUEL: SOTTO ESAME I MARCHI DI ALTA MODA

Categoria // Green Practice

Greenpeace ha reso pubblico un primo bilancio della sfida alla sostenibilità lanciata all'industria del fashion. Bene Valentino, seguito con riserva da Armani, Dior, Gucci e Vuitton. Maglia nera per Hermès, Prada, Trussardi ma anche per Alberta Ferretti, Chanel e Dolce e Gabbana.

Megliopossibile - The fashion duel: sotto esame i marchi di alta moda
Megliopossibile - The fashion duel: sotto esame i marchi di alta moda
Moda e sostenibilità. Greenpeace ha reso pubblico il primo bilancio della campagna "The fashion duel", lanciata a febbraio di quest'anno, che sfidava alcune tra le più importanti case di moda (tra le quali Armani, Chanel, Gucci, Prada e Valentino, per citarne solo alcune) a eliminare dalle loro filiere i prodotti responsabili della deforestazione (come la carta e la pelle) e le sostanze tossiche in grado di compromettere le risorse idriche e gli ecosistemi acquatici.

L'associazione ha inviato a quindici celebri Maison un questionario composto da venticinque domande su tre tematiche importanti:

-
politiche sugli acquisti della pelle
- politiche sugli acquisti della carta per il packaging 
- tipo di produzione tessile

Per ogni sezione è stata data una valutazione in base alla completezza delle risposte e all'impegno praticato per il raggiungimento degli obiettivi Deforestazione Zero e Scarichi Zero. Dall'elaborazione dei dati ottenuti in questo modo e dagli impegni formali presi finora dalle aziende, l'associazione ha stilato una classifica per definire gli sforzi fatti dai big del fashion sul fronte della sostenibilità ambientale.

In testa alla graduatoria si è piazzato Valentino Fashion Group, l'unico marchio a raggiungere un punteggio complessivamente positivo. L'azienda, si legge sul sito della campagna, ha svolto un ottimo lavoro, rispondendo in maniera completa alle domande e impegnandosi a seguire politiche responsabili in tutti gli ambiti esaminati.

Seguono con "bollino giallo", Armani, Dior, Gucci e Vuitton. Nonostante queste case siano valutate positivamente sul fronte del packaging e della pelle, ancora non si impegnano concretamente per liberare i loro cicli produttivi dalle sostanze tossiche.

Maglia nera, infine, per Alberta Ferretti, Chanel, Dolce e Gabbana, Hermes, Prada e Trussardi che continuano a rifiutarsi di rispondere alla richiesta di trasparenza di Greenpeace.

Per consultare la classifica complessiva e conoscere nel dettaglio le valutazioni, clicca qui!
La Redazione

Pubblicato:

Venerdì, 27 Settembre 2013

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