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NON RIFIUTARE UN SOTTOPRODOTTO!

Categoria // Green Practice

Alcune volte sono proprio le questioni lessicali a fare la differenza. E quando si parla di biomasse il tema è decisamente molto caldo.

NON RIFIUTARE UN SOTTOPRODOTTO!

Da molto tempo infatti la Fiper, la Federazione Italiana Produttori di Energia da Fonti Rinnovabili, si batte per poter utilizzare le potature come combustibile considerandole quindi biomasse. Il problema vigente fino a poco tempo fa era che le potature venivano considerate dei rifiuti e per questo motivo destinate allo smaltimento e non al riutilizzo.
La decisione di riconoscere lo status di biomasse alle potature del verde urbano è stata presa dalla Direzione Generale per i Rifiuti e l’Inquinamento del Ministero dell’Ambiente. Nel documento presentato si autorizzano i produttori ad utilizzare le potature del verde urbano per generare energia rinnovabile. Finora invece il Decreto legislativo del 3 dicembre 2010 n.205 non includeva le potature del verde urbano tra gli scarti esenti dall’applicazione della disciplina sui rifiuti.
Era stato stabilito infatti che le potature del verde urbano dovessero essere considerate un sottoprodotto e non un rifiuto. Walter Righi spiega che questa distinzione è fondamentale sia per i produttori di energie rinnovabili che per le amministrazioni comunali: “Le potature del verde urbano da costo diventeranno una risorsa e il Comune invece di spendere dai 5 ai 7 euro al quintale di costo di smaltimento potrebbe recuperare 2-3 euro al quintale conferendolo alle centrali di teleriscaldamento e producendo calore“.
Secondo le stime della FIPER i 4 milioni di tonnellate di potature attualmente prodotte ogni anno in Italia hanno un costo per i contribuenti di 240 milioni di euro. Utilizzare i residui organici per alimentare gli impianti di teleriscaldamento frutterà invece guadagni per 120 milioni di euro.
Un altro motivo per cui questa risorsa non veniva utilizzata era anche l’uso della benzina con piombo nelle autovetture che, una volta emesso in formato di gas di scarico, poteva depositarsi sulle piante.
Fortunatamente l’evoluzione tecnologica e l’utilizzo di combustibili che non contengono questo metallo hanno eliminato anche l’ultimo ostacolo a questo processo di riutilizzo consapevole lasciando campo libero alla creazione e all’utilizzo di biomassa.


Photo credit: http://cdn3.www.greenstyle.it/wp-content/uploads/2013/06/biomassa-legnosa.jpg

Clara Simonetti

Pubblicato:

Martedì, 16 Giugno 2015

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