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LAST MINUTE MARKET, LA SOCIETA’ CHE SALVA LA MERCE INVENDUTA DALLA SPAZZATURA

Categoria // Green Practice

L'iniziativa dell'Università di Bologna, diventata poi uno spin-off, da quindici anni esatti combatte lo spreco, destinando a chi ne ha bisogno prodotti ancora adatti al consumo ma scartati dalla grande distribuzione.

Megliopossibile - Last minute market, la società che salva la merce invenduta dalla spazzatura
Megliopossibile - Last minute market, la società che salva la merce invenduta dalla spazzatura
Cibo adatto al consumo ma eliminato dagli scaffali del supermercato perché vicino alla scadenza o esteticamente danneggiato. Prodotti farmaceutici da banco non commercializzati ma ancora idonei all'uso. Pasti pronti in eccedenza non serviti nelle mense aziendali e in quelle scolastiche e libri non più in vendita stipati nei magazzini delle case editrici. Risorse preziose che nella maggior parte dei casi finiscono dritte nella spazzatura. Uno spreco inaccettabile contro cui, da quindici anni esatti, combatte Last Minute Market, progetto di ricerca avviato dall'Università di Bologna a fine anni '90 e trasformatosi successivamente in uno spin-off.

L'idea alla base, partorita da Andrea Segrè - attuale direttore del Dipartimento di Scienze Agroalimentari dell'Università di Bologna e Presidente di Last Minute Market - è semplice: organizzare un sistema "professionale" in grado di rimettere in circolo questi beni, facendoli arrivare velocemente, last minute insomma, a enti e associazioni che assistono persone disagiate nelle immediate vicinanze, riducendo così il costo dei trasporti e le emissioni nocive in atmosfera.

L'intuizione è nata in seguito a una banale, ma evidentemente non scontata, osservazione:
«Andai a visitare un ipermercato dove lavorava un mio ex studente – ha raccontato Segrè al Corriere della Sera – dietro le quinte c'erano quantità enormi di cibo portate via a due giorni dalla scadenza che stavano diventando rifiuti. Una cosa assurda! Cominciai a studiare quanti soldi valeva, chi poteva consumarlo, feci ricerche e tesi di laurea e poi nacque il Last Minute Market come spin-off dell'Università di Bologna. Ci abbiamo messo quattro anni a costruire questo progetto che coniuga solidarietà e utilità».

E così, partendo dai supermercati ed estendendosi anche ad altre attività commerciali, ha cominciato a operare la società, una srl, che oggi conta tre soci a tempo pieno e altri dieci collaboratori (tra ex-studenti, ricercatori e professori dell'Università, denominati "food buster" o "robin food"). I modelli logistico-organizzativi adottati da Last Minute Market permettono di recuperare in totale sicurezza tutte le tipologie di prodotto, incluse quelle che rientrano nelle categorie dei "freschi" e "freschissimi". La società non gestisce direttamente la merce invenduta (non ha quindi magazzini, né mezzi propri per il ritiro), ma permette e coordina l'incontro diretto tra la domanda, cioè i centri di assistenza, e l'offerta, i punti vendita, occupandosi scrupolosamente della messa in sicurezza di tutte le fasi del sistema.

Un processo che ha richiesto e richiede un grande lavoro per mettere in rete tutti gli interlocutori e convincerli dei vantaggi. La società ha già avviato numerosi progetti che coinvolgono imprese, enti pubblici e istituzioni, terzo settore e cittadini (per saperne di più, clicca qui!).

Il sistema funziona e produce un circolo virtuoso che giova a tutti gli attori in gioco: le aziende non si devono occupare di smaltire i prodotti invenduti, le istituzioni vedono alleggerirsi le discariche e gli enti caritatevoli possono offrire a chi ne ha bisogno pasti, libri e medicinali.


La Redazione

Pubblicato:

Mercoledì, 11 Dicembre 2013

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