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LA PALESTRA DEL FUTURO SI ALIMENTA A PEDALATE

Categoria // Green Practice

Technogym, azienda che progetta attrezzature per palestre, ha ideato una linea di macchinari che sfrutta l'attività motoria degli utenti per produrre energia e per contribuire al fabbisogno elettrico del centro fitness.

Megliopossibile - La palestra del futuro si alimenta a pedalate
Megliopossibile - La palestra del futuro si alimenta a pedalate

A ben pensare, tutta l'energia sprigionata dagli utenti di una palestra che si affannano su cyclette e similari viene tristemente dissipata. Eppure l'attività motoria delle persone sarebbe una cospicua fonte energetica, pulita e rinnovabile, da utilizzare per contribuire a soddisfare il fabbisogno elettrico dell'intera struttura.

Proprio a partire da questa semplice ma non banale considerazione, Technogym – società che progetta attrezzature per palestre – ha ideato e brevettato una collezione di macchinari in grado di far fruttare le pedalate e gli sforzi fisici per alimentare, almeno in parte, il centro fitness.

«L'idea nasce sulla scia della nostra filosofia aziendale: quella del wellness. Ancor prima di fare macchine, ci preoccupiamo di fornire prodotti e servizi che aiutino l'individuo a stare bene. Creiamo soluzioni per il benessere e la salute. E se parliamo di benessere della persona, non possiamo far a meno di interessarci anche alla qualità dell'ambiente che la circonda» sottolinea Enrico Manaresi, International PR e Media Relations Manager di Technogym.

Così è stata realizzata la linea completa Artis, composta da 30 attrezzature che soddisfano a 360° le esigenze degli iscritti a una palestra. Non tutte sono in grado di fornire energia, ma ciascuna è stata perfezionata in modo tale da ridurre il suo impatto energetico. Un'operazione che si è ispirata a tre concetti fondamentali: Riduci, Ricicla, Rinnova. Le tre R alla base del "Green Concept" di Technogym.

Riduci
Le apparecchiature che non possono produrre energia e che la consumano esclusivamente, come i tapis roulant per esempio, sono state progettate per ridurre i consumi del 30% rispetto a quelle attualmente in uso. Senza perdere in prestazioni.

Ricicla
Negli attrezzi di forza e in quelli per tonificare i muscoli, invece, l'energia prodotta dal movimento delle leve viene riciclata per far funzionare il display e rendere la macchina autosufficiente.

Rinnova
Infine, nelle attrezzature "cardio" - quelle che lavorano grazie all'attività dell'utente, come le cyclette, gli stepper o le biciclette ellittiche (senza sellino) - l'esercizio fisico viene sfruttato, non solo per illuminare il display, ma anche per produrre nuova energia da immettere nella rete elettrica del club.

«Con 30 macchine attive 8 ore al giorno - afferma Manaresi - l'energia autoprodotta copre il 25% del fabbisogno dell'intero centro». In questo modo la palestra si appoggia in minor misura alle fonti fossili tradizionali più inquinanti, diventa una piccola centrale elettrica "green" e si avvia sulla strada dell'indipendenza energetica. Un bel traguardo per pesare meno sul Pianeta, anche in termini di riduzione delle emissioni nocive.

Secondo gli ingegneri Technogym, infatti, se il "Green concept" venisse applicato a tutte le attrezzature presenti al mondo (si stima 1 milione e 500 mila in 110 mila palestre), si eviterebbe l'emissione di un quantitativo di C02 pari a quello prodotto da un'auto di media cilindrata che percorre 10 mila volte il giro della Terra.

La linea è in vendita e sono già sei i centri che tra Londra, Madrid, Amsterdam e Berlino hanno installato gli innovativi strumenti. In Italia, con tutta probabilità, vedremo le prime palestre eco-friendly entro settembre di quest'anno.

Sara Occhipinti

Pubblicato:

Mercoledì, 05 Giugno 2013

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