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ITALIA-MAROCCO: VINCE L’ENERGIA VERDE

Categoria // Green Practice

La richiesta di energia verde è un tema attuale divenuto essenziale e necessario per numerosi Paesi europei ed anche extraeuropei. Il caso più recente riguarda l’Africa e per essere precisi il Marocco. 

ITALIA-MAROCCO: VINCE L’ENERGIA VERDE

Lo stato africano più ricco di ambizioni occidentali, il più solido dal punto di vista istituzionale ma il più povero di risorse energetiche proprie. 

Se non fosse per il sole.

Nasce quindi il progetto denominato “Solar breeder” che prevede la realizzazione di un distretto industriale autoalimentato ad energia fotovoltaica, confezionato e cogestito da una selezione d’imprese italiane caratterizzate per la qualità dei prodotti e dei servizi, costituenti l’intera catena del valore del fotovoltaico. Le imprese partecipanti al progetto saranno: Brandoni Solare Spa, Friem Spa, RSE Spa, Moroni & Partners Srl, Kenergia Sviluppo Srl e Raptech Srl, mentre Kenergia Srl sarà responsabile del coordinamento e dello sviluppo del progetto. L’accordo è stato raggiunto nel quadro di “Photovoltaica” (prima conferenza e fiera internazionale sul fotovoltaico dal 4 al 6 novembre 2015 a Casablanca). Sono stati previsti investimenti per oltre 22 milioni di euro, ed è la prima volta che un gruppo d’imprese italiane decide di muoversi insieme per vincere la concorrenza internazionale. 

Solar Breeder non sarà solo un centro produttivo di energia verde, situato nell'area di Ben Guerir, trasformata in “green city” ed incubatore tecnologico per volere diretto del Re del Marocco Muhammad VI. Sarà anche un laboratorio che permetterà al Marocco di sviluppare un modello di sviluppo energetico che possa permettergli di affrontare il mercato della concorrenza e della competizione tra tecnologie ed imprese.  

Appuntamento quindi a fine Marzo 2015 con l’intenzione di firmare un nuovo patto: per poter disegnare la cittadella industriale verde ma anche gestire ed organizzare l'evoluzione energetica, il Marocco affiderà questo compito a noi italiani. Bisognerà allestire un moderno sistema di controllo delle reti ma anche l'Authority per la vigilanza e la regolamentazione del settore. 

Il piano di Rabat sulle fonti rinnovabili traguarderà i 2mila megawatt fotovoltaici a fine 2019. Con un'ambizione, che Simoni, presidente di Assosolare, sposa in pieno: dimostrare che in certe condizioni l'evoluzione tecnologica dell'energia solare consente già oggi di produrre elettricità ad un costo assolutamente competitivo rispetto alle centrali tradizionali, quelle che bruciano idrocarburi ma anche quelle atomiche.
Per rafforzare il consorzio marocchino “le opportunità ci sono eccome. Siamo solo al punto di partenza - azzarda Simoni - per un processo di intese ed investimenti che vedrà coinvolte, oltre alle imprese italiane che ci seguono e ci vorranno seguire, anche le banche e gli imprenditori privati locali”. Questo progetto non riguarderà solo il Marocco infatti: durante il World Future Energy Summit, tenutosi ad Abu Dhabi, è stato battezzato il Solar Breeder International (SBI), la società con la quale si vorrà esportare il modello marocchino nel mondo. 


Photo credit:
http://www.preventivifotovoltaico.com/wp-content/uploads/2014/11/rsz_solar_breeder_fotovoltaico_africa.jpg

Clara Simonetti

Pubblicato:

Mercoledì, 25 Marzo 2015

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