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ENERGIA RINNOVABILE DAGLI SCARTI DELL’UVA: QUANDO LA DISTILLERIA SI ALIMENTA DA SOLA

Categoria // Green Practice

L'azienda vitivinicola Caviro ottiene tutta l'energia termica ed elettrica di cui ha bisogno da una centrale alimentata dagli scarti di lavorazione dell'uva e dal biogas prodotto depurando i residui della distillazione.

Energia rinnovabile dagli scarti dell’uva: quando la distilleria si alimenta da sola
Energia rinnovabile dagli scarti dell’uva: quando la distilleria si alimenta da sola
Energia rinnovabile dagli scarti di lavorazione dell'uva e dal biogas prodotto depurando i residui della distillazione. Una realtà possibile che consente all'azienda vitivinicola Caviro – cui fanno riferimento 41 cantine associate e 20 mila viticoltori in tutta Italia – di alimentare le sue attività senza pesare sull'ambiente.

Un percorso sostenibile che la Cooperativa ha iniziato negli anni '70, nel pieno della crisi petrolifera, quando realizzò, presso il sito di Faenza, una centrale per la produzione di energia pulita. L'impianto, che utilizzava come combustibile proprio i sottoprodotti agroindustriali, nel corso degli anni è stato migliorato e oggi consente di soddisfare al 100% il fabbisogno termico ed elettrico dell'azienda.

In che modo? La centrale termoelettrica, grazie alla combustione delle biomasse (cioè gli scarti di lavorazione vitivinicola), produce il calore necessario a trasformare l'acqua presente nel sistema in vapore. Una parte di questo vapore, ad alta pressione e temperatura, viene utilizzata direttamente nel processo di distillazione, l'altra aziona dei turboalternatori per la produzione di una frazione dell'elettricità necessaria all'azienda. La centrale completa l'opera attraverso dei generatori a biogas (prodotto dalla depurazione dei residui di distillazione) che forniscono l'energia elettrica mancante.

Sommando le due produzioni (quella che deriva dal vapore e quella che deriva dal biogas) si ottiene, in alcuni casi, anche un surplus di elettricità che viene ceduto alla rete pubblica.

E l'ambiente ringrazia, considerando che con questo sistema si evita l'immissione in atmosfera di circa 23 mila tonnellate annue di CO2 e non si hanno problemi di smaltimento degli scarti perché tutto viene riutilizzato.
La Redazione

Pubblicato:

Giovedì, 21 Marzo 2013

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