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“AFFITTASI AUTO PRIVATA”: L’ITALIA SI APRE ALLA NUOVA FRONTIERA DEL CAR SHARING

Categoria // Green Practice

Già diffuso negli Stati Uniti e in alcuni Paesi d'Europa come Germania, Francia e Paesi Bassi, il car sharing tra privati ottimizza l'uso delle auto in città e può far guadagnare fino a 1000 euro al mese.

Megliopossibile - “Affittasi auto privata”: l’Italia si apre alla nuova frontiera del car sharing
Megliopossibile - “Affittasi auto privata”: l’Italia si apre alla nuova frontiera del car sharing
E' la nuova frontiera della condivisione dell'auto: si chiama car sharing peer to peer e, a differenza del car sharing "tradizionale", non si appoggia a un singolo gestore (si pensi a car2go o GuidaMi) ma a singoli privati cittadini che affittano il loro mezzo nel tempo in cui questo resta fermo nel parcheggio.

Il sistema – già diffuso negli Stati Uniti ma anche nel Vecchio Continente in Paesi come Germania, Francia e Paesi Bassi – è molto interessante: consente di ottimizzare l'utilizzo delle automobili in città (si stima che sulle 24 ore della giornata, usiamo la nostra auto in media un'ora sola) e di gratificare economicamente tutti gli attori in gioco.

Chi mette a noleggio, secondo Relay Rides - la più importante piattaforma americana di car sharing peer to peer - può arrivare a guadagnare fino a 1000 euro al mese (5 euro è il costo medio dell'affitto all'ora, ma per macchine di lusso sale), chi noleggia, oltre a non pagare i costi di gestione di un'auto di proprietà, risparmia circa il 40% di quanto spenderebbe rivolgendosi a un'agenzia tradizionale.

Il funzionamento è semplice: domanda e offerta vengono messe in contatto su piattaforme web, l'auto si prenota online o tramite un'app per smartphone e viene ritirata (e poi riconsegnata) in un luogo convenuto con il proprietario.

Il sistema è particolarmente efficiente tra persone che abitano vicine, per esempio nello stesso quartiere, e all'estero ha già conquistato tantissime persone. Il sito tedesco Tamyca ha più 3000 proprietari di auto disponibili, la francese Buzzcar, 7500 con 65 mila utenti totali, infine la già citata Relay Rides è attiva in ben 49 stati Usa.

E in Italia? Da noi ci stanno provando i ragazzi di Car2Share, start up che vuole introdurre questo modello di condivisione innovativo in tutto lo Stivale, nonostante le difficoltà riscontrate in ambito assicurativo. Da un lato, infatti, attualmente la polizza prevede esclusivamente l'uso privato del mezzo, dall'altro nel nostro Paese - si legge su La Repubblica - non esistono sistemi che certifichino questo tipo di accordi tra privati per tutelare i diritti individuali, dell'ordine pubblico e della sicurezza stradale. Ma non bisogna disperare: la stessa Aci, Automobile Club d'Italia, si sta muovendo per chiedere che vengano colmate le lacune normative e per creare dei pacchetti assicurativi ad hoc come apripista per il settore. Per approfondire, clicca qui!
La Redazione

Pubblicato:

Venerdì, 01 Novembre 2013

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