il primo magazine sulla sostenibilità applicata

La salute e il benessere sono i pilastri fondamentali sui quali l’essere umano costruisce la propria vita personale e lavorativa e avrebbe l’opportunità di trovarli ovunque se ogni edificio fosse realizzato secondo i principi dell’architettura bioclimatica. Ma purtroppo non è ancora così.

L’attuale pandemia inoltre ha trasformato, stravolto e profondamente rivoluzionato l’esistenza di ognuno di noi sia tra le mura domestiche sia nel nostro modo di lavorare. Attualmente l’unica arma a nostra disposizione è la distanza sociale dal momento che questo virus risulta estremamente contagioso. Per questo motivo il lavoro ha subito un’evoluzione inaspettata poiché repentina nella digitalizzazione dei suoi processi. Le riunioni in ufficio si sono trasformate in appuntamenti sui principali network di meeting online con gli sguardi puntati alle webcam dei nostri computer mentre siamo seduti al sicuro dentro le nostre case. 

Case o appartamenti che però, nella maggior parte degli esempi, non si stanno rivelando adatte e sostenibili ad una vita continuativa tra le quattro mura. Diciamo proprio “bio-incompatibili”.

Sicuramente questa situazione si sta rivelando anche un’opportunità incredibile per molte realtà lavorative che stanno valutando di mantenere operativo lo smartworking post Covid-19. Chi ha la possibilità di lavorare al computer ha anche la responsabilità sociale di lasciare le strade e i mezzi di trasporto a chi svolge lavori manuali e quindi obbligatoriamente dal vivo. Questa decisione applicata al 100% o quantomeno integrata aiuterà anche l’intero ecosistema a non ritrovarsi nuovamente inquinato come se questo stop non fosse servito a niente.

Durante la fase 2 così come in quelle successive, verranno via via riattivati vari settori lavorativi e le loro sedi saranno nuovamente popolate. Questa consapevolezza permette di fare alcune riflessioni in tema di salubrità e benessere per non farsi cogliere impreparati sul luogo di lavoro.  Il tema principale in questa situazione quindi è come riuscire a far sentire al sicuro i lavoratori quando torneranno nelle proprie sedi. E oltre a questo anche come far sì che gli ambienti possano essere salubri e mantenuti tali come quelli che la bioarchitettura è capace di creare grazie alla sua attenzione alla salute dell’essere umano.

La percezione di sicurezza e benessere infatti è un tema molto delicato da affrontare in quanto è estremamente soggettivo. Di fronte però ad evidenze reali, l’uomo trova conforto e giovamento così come quando si sente in equilibrio psico-fisico con l’ambiente attorno a sé. Per questo motivo i luoghi di lavoro potranno essere oggetto di processi di indagine, di modifiche agli impianti per aumentare l’efficienza energetica e agli ambienti tali da garantire la sicurezza in ambito sanitario e psicologico. È molto importante che tutte le soluzioni che verranno trovate siano frutto di un lavoro svolto da architetti professionisti specializzati in bioarchitettura che sapranno gestire ogni luogo come un ecosistema completo. Aria, acqua, luce e superfici saranno gli elementi fondamentali da aggiornare, modificare, manutenere e usare per una vita lavorativa sana, efficiente e sostenibile.

Esistono già certificazioni come quella LEED e WELL che permettono ad enti certificatori di verificare ogni elemento costitutivo degli edifici così come le buone pratiche seguite all’interno per definire un edificio green. Questo sicuramente darebbe la garanzia ai lavoratori di considerare sicuro il proprio luogo di lavoro. Ma anche negli edifici non certificati, si possono implementare numerose attività per garantire la salubrità indoor. Alcune delle principali sono:

  • manutenzione degli impianti di ventilazione e sostituzione programmata dei filtri;
  • dotazione di sistemi di filtraggio e osmosi dell’acqua corrente;
  • aggiornamento dei protocolli di pulizia degli ambienti (aumento cicli di pulizia e utilizzo di prodotti privi di sostanze chimiche nocive;
  • ridistribuzione dei turni di lavoro per garantire la distanza di sicurezza tra le persone e la fruizione degli spazi di collegamento senza assembramenti;
  • inserimento di verde indoor in quanto rappresenta un vero e proprio impianto aggiuntivo di purificazione dell’aria oltre che uno strumento di benessere psicologico.

Tutti questi elementi si fondano sui principi della progettazione bioclimatica e cioè sull’esigenza di considerare ogni luogo come un sistema uomo-ambiente in cui tutti gli elementi debbano essere calibrati tra loro. Questo approccio considera infatti lo spazio come un vero e proprio organismo di cui oggi più che mai abbiamo l’esigenza di prenderci cura ogni giorno.

 

 Crediti foto: Free-Photos da Pixabay

 

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Dalla chiocciola al green building


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