Utilizziamo i cookie per migliorare la vostra esperienza di navigazione.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

Questo sito usa cookie necessari al funzionamento e utili alle finalità illustrate nella cookie policy.

Qui sotto trovi l’informativa completa e le indicazioni per disattivare o rimuovere i cookie

Informativa ai sensi dell’art. 13 D.LGS. 30 giugno 2003 n.196

Cookie

I cookie sono stringhe di testo che raccolgono e memorizzano informazioni sulla navigazione per essere poi ritrasmessi alla successiva visita da parte dell’utente.

I cookie si distinguono in tecnici e di profilazione, e in cookie di prime parti e di terze parti, a seconda del soggetto che li installa.

Cookie tecnici

I cookie tecnici servono per “effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica, o nella misura strettamente necessaria al fornitore di un servizio della società dell’informazione esplicitamente richiesto dall’abbonato o dall’utente di erogare tale servizio” (cfr art. 122 comma 1 del Codice della privacy) e possono essere di navigazione, analitici e di funzionalità.

Per questa tipologia di cookie NON è richiesto il consenso dell’interessato.

Cookie di profilazione

I cookie di profilazione sono utilizzati per la trasmissione di messaggi pubblicitari in linea con le preferenze manifestate dall’utente nell’ambito della navigazione in rete.

Per questa tipologia di cookie è richiesto il consenso dell’interessato.

Cookie di terze parti

I cookie di terze parti sono quelli istallati per conto del gestore del sito da siti differenti.

Per questa tipologia di cookie è richiesto il consenso dell’interessato.

I cookie installati da questo sito.

Il sito ha al proprio interno i seguenti cookie:

Per disattivare, rimuovere o bloccare i cookie è possibile ricorrere alle impostazioni del browser, secondo le loro indicazioni:

Microsoft Windows Explorer

Google Chrome

Mozilla Firefox

Safari

Opera

UN SARTO CHIAMATO GRAFENE: IL MATERIALE SI AUTO-RICUCE UNA VOLTA BUCATO

Categoria // Proprietà Generali, Grafene

La nuova sorprendente proprietà del grafene è stata rivelata da Konstantin Novoselov e da alcuni suoi colleghi della Manchester University. La scoperta è riportata sulla MIT Technology Review.

Un sarto chiamato grafene, il materiale si auto-ricuce una volta bucato - Foto MIT Technology Review
Un sarto chiamato grafene, il materiale si auto-ricuce una volta bucato - Foto MIT Technology Review
Il grafene, tra le sue innumerevoli qualità, annovera anche quella di riuscire a ricucirsi da solo una volta danneggiato. Si auto-rigenera esattamente come la nostra pelle in seguito a una lacerazione.

La sensazionale scoperta è stata effettuata dagli scienziati della Manchester University - capitanati da Konstantin Novoselov, già premio Nobel per la fisica grazie ai suoi studi sul grafene - nel corso di una serie di esperimenti che volevano testare i comportamenti del materiale (fortemente interattivo), in relazione ad altri elementi.

I ricercatori avevano operato dei fori su uno strato di grafene, usando un fascio elettronico. In seguito erano passati ad aggiungere, vicino alle zone "colpite", qualche atomo metallico - nichel e palladio per la precisione - in grado di favorire la dissociazione dei legami tra gli atomi di carbonio (di cui, ricordiamo, è costituito il grafene). Hanno così scoperto che la dimensione dei buchi dipendeva dal numero di atomi metallici; aggiungendone di più si rendevano stabili dei fori più grandi.

A questo punto si è verificato un evento singolare: i ricercatori hanno sperimentato l'inserimento di altri atomi di carbonio vicino ai fori – come si legge sulla MIT Technology Review - e osservato che, in questo modo, gli atomi metallici venivano spazzati via mentre il buco si "auto-ricuciva".

La struttura dell'area riparata, ha poi riscontrato Novoselov, dipendeva dalla forma del carbonio aggiunto: nella sua forma pura, infatti, l'elemento permette una ricucitura perfetta e restituisce uno strato di grafene incontaminato. Se invece era inserito sottoforma di idrocarburo (composto organico che contiene, oltre al carbonio, anche l'idrogeno), la riparazione risultava imperfetta, perché deformata dalla nuova presenza, all'interno della trama, di atomi "estranei" (l'idrogeno).

La scoperta è particolarmente importante, non solo perché si presta a far correre la fantasia verso scenari tecnologici a dir poco fantascientifici, ma anche e soprattutto perché suggerisce un modo per "accrescere" il grafene in qualsiasi sua forma, con la sapiente aggiunta di atomi di metallo e di carbonio. Fenomeno assolutamente non scontato: la scienza, infatti, non ha ancora capito come ottenere il grafene in grandi e stabili quantità o come plasmarlo nelle forme necessarie per realizzare i dispositivi del futuro, soprattutto a causa della sua grande reattività ad altri atomi e composti che, come abbiamo visto, possono alterare e destabilizzare la sua struttura molto facilmente.

La sfida è aperta. Ora occorre capire quanto velocemente possano avvenire questi processi e se si riuscirà a controllarli in maniera sufficientemente precisa e affidabile.
La Redazione

Pubblicato:

Lunedì, 11 Febbraio 2013

Condividi:

blog comments powered by Disqus