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NUOVE TECNOLOGIE

SICURAMENTE... NANO

Categoria // Grafene

Davanti all'infinitamente grande abbiamo certamente timore. Ma anche l'infinitamente piccolo ci fa una certa paura. Del resto è più facile prendersi un microscopico virus che avere a che fare con un meteorite. Per questo le nanotecnologie suscitano qualche diffidenza, ma è bene sapere che si lavora attivamente alle procedure di controllo. Lo sapevate che anche gli spazzolini da denti potrebbero essere nano tecnologici?

SICURAMENTE... NANO

Perché è importante seguire i progressi delle nanotecnologie? Perché, solo per fare un esempio, così come un piccolo batterio può entrare nel nostro organismo, altrettanto in futuro potranno fare i nano farmaci o, per essere un po' più frivoli, le nano creme cosmetiche.

Le applicazioni delle metodologie nano tecnologiche sono vastissime: dalle gomme per auto e biciclette, ai tessuti, alla depurazione delle acque e via elencando. Quindi è bene saperne di più, specie per placare timori e pregiudizi sugli impieghi futuri, anche a costo di avere a che fare con qualche numero complicato.
Nelle sedi internazionali, e in quelle europee in particolare, si lavora per aggiornare e rivedere via via che la ricerca scientifica procede anche i protocolli e le definizioni. Quella che segue è la definizione attualmente in vigore che durerà fino al 2014.

Le nanotecnologie sono sistemi innovativi di manipolazione e controllo della materia su scala nanometrica per produrre nuovi materiali, strutture e componenti: i nanomateriali. La Raccomandazione del 18 ottobre 2011 della Commissione Europea li definisce come "componenti con dimensioni comprese fra 1 e 100 miliardesimi di metro." Il nanometro (nm) è infatti l'unità di misura di lunghezza corrispondente a un miliardesimo di metro, pari ad un milionesimo di millimetro (in passato denominato millimicron), Più in generale nano è un prefisso che moltiplica per un fattore 10-9 l'unità di misura a cui è applicato (equivalente a dividere per un miliardo).
I nanomateriali sono materiali naturali, accessori o artificiali sotto forma di particelle, in stato libero o sotto forma di aggregato o di agglomerato e nel quale, almeno il 50% di tali particelle nella classe di distribuzione numerica possiede una o più dimensioni esterne nella classe di grandezza 1-100 nm. La definizione adottata si basa dunque su un approccio che tiene conto delle dimensioni delle particelle che costituiscono il materiale, piuttosto che del rischio associato.
Come abbiamo detto, la definizione sarà riesaminata nel 2014 alla luce dei progressi tecnici e scientifici nonché delle consultazioni ad oggi ancora in corso in sede dei gruppi europei istituiti ad hoc.
Nel frattempo la definizione in vigore si rivolge a tutte le parti interessate, governi, cittadini ed associazioni industriali, per fare chiarezza nella molteplicità di definizioni attualmente in uso nei diversi settori.

Essa, infatti, garantisce un orientamento omogeneo  nell'applicazione di norme idonee in materia di salute, sicurezza chimico-fisica e biologica dei lavoratori, presenti in tutta la filiera produttiva e distributiva delle nanotecnologie e degli utilizzatori finali, intesi come consumatori e operatori sanitari compresi.
Così gli Stati membri dell'Unione europea possono valutare in modo armonizzato e chiaro quali materiali necessitino di un eventuale trattamento specifico mediante un'apposita legislazione, a integrazione di quella preesistente mentre d'altra parte l'industria può ricevere un quadro normativo coerente, oltre a una più accurata informazione dei consumatori.

VALUTAZIONE DEI RISCHI
Per il Ministero della Salute in termini di benessere e sicurezza dei lavoratori sono da intendersi come nanomateriali quelli prodotti intenzionalmente in laboratorio o a livello industriale, escludendo, dunque, tutto il particolato che esiste in natura e tutto quello che è prodotto casualmente dall'uomo.
In tal senso la produzione dei nanomateriali può essere top-down, (dal blocco massiccio di materiale detto bulk per ottenere il corrispettivo alla nanoscala e nella configurazione desiderata) oppure bottom-up (cioè per assemblaggio di sub-unità più piccole al fine di ottenere il corrispettivo per procedimenti simili alla sintesi chimica).
Nel settore della biologia, biomedicina e chimica si usa per lo più questo ultimo tipo di procedimento produttivo.
In generale conoscere la tecnica di produzione è importante per i lavoratori coinvolti in tutta la filiera produttiva, compreso smaltimento e/o riciclaggio, perché a seconda della tecnica utilizzata, cambia l'eventuale rischio associato al nano materiale e alla nanotecnologia.
Per la stessa ragione è importante conoscere la nanotecnologia nella sua applicazione come prodotto finito nelle caratteristiche chimico-fisiche e nelle eventuali proprietà biologiche, nonché modalità e destinazione d'uso, per potere azzerare quanto più possibile l'insorgenza di incidenti o inconvenienti associati.

Presupposto necessario per una valutazione efficace dei rischi dunque, è conoscere in tutti i casi le proprietà chimico-fisiche e biologiche dei nanomateriali, cioè la struttura, il peso molecolare, la composizione, la reattività, la stabilità, il grado di purezza, la variabilità del prodotto, la solubilità, la distribuzione dimensionale delle nano particelle, lo stato di dispersione/agglomerazione, eccetera.

E' per questo che la Commissione Europea ha invitato i vari Stati membri ad avere un approccio responsabile nello sviluppo delle attività correlate a nano materiali e nanotecnologie e di operare nel rispetto del "principio cautelativo", cioè di applicare il livello più alto di protezione in ogni specifico settore produttivo e di utilizzo in attesa diegli ulteriori sviluppi nelle conoscenze nano-scientifiche.
COSA SI FA
In base a questa politica comunitaria la Direzione generale dei Dispositivi medici, del Servizio Farmaceutico e della Sicurezza delle cure del Ministero della Salute ha svolto consultazioni con il gruppo Nano-Reach della Direzione della Prevenzione e ha rafforzato lo studio di settore, promovendo la nascita di un network nazionale per le nanotecnologie di natura scientifica e presso l'I.S.S. (Istituto Superiore di Sanità), con il compito di raccordare gli scambi e le risultanze della ricerca sui nanomateriali e le nanotecnologie italiane. Ha intensificato anche la comunicazione con le associazioni industriali di categoria, in particolare con AIRI/ Nanotec IT (Centro Italiano per le Nanotecnologie) partecipando alla stesura del CodeMeter (Codice di condotta nel settore della ricerca per uno sviluppo responsabile), ed Unipro (Associazione Italiana delle Imprese Cosmetiche).

IL NANOARGENTO
Cme si vede il problema non è sottovalutato, né sottostimato. Per fare un esempio concreto prendiamo il nanoargento.
L'argento presente in natura è riconosciuto come una delle sostanze maggiormente antibiotiche della storia umana. L'argento è un elemento presente in natura. È anti-tossico e anti-allergico, tanto che tutti conosciamo gli spazzolini da denti con las testina arricchita da questo elemento. L'argento ha un potente antibiotico e funziona come preventore naturale contro le infezioni perché combatte virus ed i funghi, che hanno bisogno di metabolizzare il loro ossigeno. Qualche curiosità?
Gli antichi immagazzinavano l'acqua in recipienti d'argento, gli alchimisti lo associavano alla luna e lo tenevano in gran conto, gli immigrati d'America mettevano una moneta d'argento nei contenitori del latte. La chiesa cattolica utilizza i calici d'argento per distribuire la comunione.
Per valutare le possibilità offerte da questo materiale è iniziato a giugno il progetto Nanotox: Toxicology of chronic exposure to engineered silver nanoparticles, parzialmente finanziato con bandi di Fondazione Cariplo e dedicato all'analisi dell'impatto sulla salute dell'uomo del nanoargento.

Il progetto avrà una durata di due anni e vede coinvolto un team multidisciplinare, tra cui il Centro Interfacce e materiali nanostrutturati dell'Università di Milano (coordinatore), il Dipartimento di Farmacologia, Chemioterapia e Tossicologia medica e il Dipartimento di Patologia Animale, Igiene e Sanità Pubblica Veterinaria sempre afferenti all'Università di Milano, la Fondazione Humanitas, la Fondazione Filarete ed AIRI/Nanotec IT.

Come si vede un team importante per valutare una strada che potrebbe avere grandi implicazioni in settori che ci riguardano da vicino come prodotti per l'igiene, cosmetici, prodotti medicali, tessili, plastici, elettronici, edilizi, vernici, confezioni per alimenti, carta, prodotti per l'ambiente e perfino la bonifica dei campi da... golf.

Per non trascurare nulla il Ministero della Salute sta avviando anche il censimento dei nanomateriali nei cosmetici per raccogliere informazioni sulla produzione di cosmetici contenenti nanomateriali a livello nazionale.
L'iniziativa, su indirizzo della Commissione Europea, si pone l'obiettivo di valutare il livello di utilizzo dei nanomateriali, le prassi e le metodologie per la gestione e la valuazione degli aspetti di sicurezza a essi collegati in questo ampio comparto.
Come si vede la ricerca continua, i controlli anche. L'importante è informarsi per conoscere il più possibile quanto sta erntrando nelle nostre vite (e in questo caso non è così facile da vedere a occhio nudo).
Antonella Cicalò

Pubblicato:

Venerdì, 16 Novembre 2012

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