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PROCESSORI “AL FRESCO” GRAZIE AL GRAFENE

Categoria // Proprietà Generali, ICT e Tecnologie Digitali, Energia, Grafene

Un team internazionale di ricercatori ha dimostrato che uno strato di grafene può ridurre del 25% la temperatura nei punti più caldi di un processore, aumentando prestazioni e longevità del sistema elettronico.

Megliopossibile - Processori
Megliopossibile - Processori "al fresco" grazie al grafene
Un team di ricerca internazionale, guidato dalla svedese Chalmers University of Technology, ha scoperto che il grafene – tra le sue straordinarie proprietà – possiede anche quella di dissipare il calore prodotto dai sistemi elettronici. In particolare, i ricercatori hanno dimostrato che uno strato dell'innovativo materiale può ridurre la temperatura nei punti più caldi di un processore (chiamati hotspot) fino al 25%.

Un risultato molto importante se si considera che i moderni sistemi elettronici, soprattutto con l'aumentare delle loro funzioni, generano sempre più calore. Calore che deve essere disperso in maniera efficiente perché incide negativamente sia sulle prestazioni che sulla longevità dei dispositivi. Si stima, infatti, che un incremento di 10°C possa addirittura dimezzare la durata della vita di una apparecchiatura elettronica.

«La temperatura normale di funzionamento negli hotspot che abbiamo raffreddato con uno strato di grafene andava da 55 a 115° C – ha affermato il professor Johan Liu, a capo della ricerca. Siamo stati in grado di ridurla di 13 gradi».

Non secondari i vantaggi dal punto di vista del risparmio energetico. Secondo uno studio condotto negli Stati Uniti (sulla base di dati raccolti nel 2006), infatti, il 50% dell'elettricità utilizzata per far funzionare i data server finisce nei sistemi di raffreddamento. Soluzioni come questa consentirebbero di ridurre quindi i consumi.

Questa scoperta - continua il professore - non solo migliora l'efficienza energetica e allunga la vita dei dispositivi ma apre anche le porte a maggiori funzioni e consente di spingersi avanti con la miniaturizzazione dell'elettronica».


La ricerca è stata realizzata con la collaborazione dell'Hong Kong University of Science and Technology, della Shanghai University e dell'azienda svedese SHT Smart High Tech AB.

Per leggere l'abstract dello studio, clicca qui!
La Redazione

Pubblicato:

Venerdì, 12 Luglio 2013

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