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GRAFENE, VERSO LE LENTI A CONTATTO CON COMPUTER INCORPORATO

Categoria // ICT e Tecnologie Digitali, Medicina e Biotecnologie, Grafene

Sono allo studio lenti a contatto morbide e trasparenti con un dispositivo elettronico integrato a base di grafene. In futuro potrebbero comunicare informazioni a chi le indossa, correggere i difetti della vista e monitorare lo stato di salute dell'occhio.

Megliopossibile - Lente a contatto con LED incorporato - Foto: MIT Technology Review
Megliopossibile - Lente a contatto con LED incorporato - Foto: MIT Technology Review
Nel futuro i computer si indosseranno. Presto sbarcheranno sul mercato i Google Glass, veri e propri pc "travestiti" da occhiali, che consentiranno di navigare sul web e guardare immagini reali con il supporto di informazioni prese dalla rete - ma anche di telefonare, scattare foto e girare video - grazie a software di riconoscimento vocale e a superfici touch.

Un'innovazione fantascientifica che alcuni ricercatori stanno già tentando di rendere obsoleta. Un team dell'Uslan National Institute of Science and Technology (Corea), guidato dall'ingegnere Jang-Ung Park, è all'opera per mettere a punto delle lenti a contatto che – senza l'ingombro dell'occhiale - riproducano le stesse caratteristiche dei Google Glass.

Lenti morbide e trasparenti, con display LED incorporato, in grado di comunicare informazioni, correggere i difetti della vista e monitorare lo stato di salute dell'occhio. Per raggiungere l'ambizioso obiettivo sono tuttavia necessari nano-elettrodi flessibili, trasparenti e conduttivi da inserire all'interno della lente: non facilmente reperibili.

Negli ultimi 5 anni, si legge sulla MIT Technology Review, alcune aziende hanno sviluppato lenti a contatto elettroniche, per esempio per monitorare 24 ore su 24 la pressione oculare nei pazienti affetti da glaucoma. Si tratta però di dispositivi rigidi o non trasparenti. Il conduttore generalmente utilizzato in questi casi è l'ossido di indio-stagno che presenta diverse problematiche: è fragile e deve essere depositato a temperature elevate che rischiano di danneggiare la lente. Altri conduttori organici, come per esempio il grafene o i nanofili ("fili" di metallo la cui sezione ha dimensioni nanometriche), sono flessibili e trasparenti ma non abbastanza conduttivi.

Park, in collaborazione con il collega Sung-Woo Nam dell'Università dell'Illinois a Urbana-Champaign e con i ricercatori Samsung, ha però scoperto che, sovrapponendo fogli di grafene a strati di nanofili d'argento, si ottiene un composto con una resistenza elettrica molto più bassa rispetto a quella dei singoli materiali. Non solo, questa nano-struttura è in grado di trasmettere il 94% della luce visibile, si allunga e si può integrare ad altre superfici a basse temperature. L'ideale per lo scopo preposto.

Così, è stata rivestita una lente a contatto morbida con una soluzione liquida del nuovo conduttore elastico e all'estremità è stato apposto un LED. Per il momento, trattandosi di un solo pixel, è eccessivo parlare di display. Tuttavia questa scoperta, pubblicata sulla prestigiosa rivista scientifica Nanoletters – getta le basi per sviluppare le lenti a contatto computerizzate del futuro.

Tali dispositivi potrebbero essere un giorno utilizzati in campo medico come biosensori per analizzare la composizione chimica delle lacrime e monitorare lo stato di salute del paziente ma anche come filtri per correggere i difetti visivi.
La Redazione

Pubblicato:

Lunedì, 10 Giugno 2013

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