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GRAFENE: ECCO COME SI LEGA AI MATERIALI SENZA COLLANTI, PRESERVANDO LE SUE PROPRIETA’

Categoria // Ricerca di base e Finanziamenti, Grafene

Grazie a un processo di "laminazione", i ricercatori del MIT, Massachusetts Institute of Technology, sono riusciti a trasferire il grafene su una vasta gamma di substrati flessibili senza danneggiarlo.

Megliopossibile - Grafene: ecco come si lega ai materiali senza collanti, preservando le sue proprietà
Megliopossibile - Grafene: ecco come si lega ai materiali senza collanti, preservando le sue proprietà
I ricercatori del MIT - Massachusetts Institute of Technology - sono riusciti, mediante un processo di laminazione, a trasferire il grafene su una grande varietà di substrati flessibili, senza passaggi intermedi o collanti. Una scoperta importante che aiuta a superare una serie di problematiche relative all'interazione tra grafene e altri materiali.

Per legare il grafene, singolo strato di atomi di carbonio dalle incredibili proprietà elettroniche e meccaniche, a un substrato bersaglio, generalmente bisogna far ricorso a un polimero o a un'altra interfaccia che svolge il ruolo di trait d'union ma che spesso può contaminare il grafene e compromettere le sue caratteristiche.

La nuova tecnica messa a punto dal team guidato da Paulo Araujo e da Jing Kong non richiede invece alcuna membrana intermedia o collante. I ricercatori hanno cominciato sintetizzando fiocchi di grafene su entrambi i lati di una lamina di rame (il procedimento standard che si usa per ottenere grafene di qualità). Successivamente i fiocchi sono stati inseriti tra la superficie flessibile scelta e uno strato di carta protettiva. Il "panino" così costituito è stato posto tra due fogli di plastica e "passato" in una macchina di laminazione a temperatura controllata: in questo modo vengono legati insieme i componenti. Infine, sono state rimosse la pellicola protettiva e quella di plastica e il restante materiale (quindi il foglio di rame, di grafene e il substrato bersaglio) è stato immerso in una sostanza in grado di sciogliere completamente il rame.

Un sistema che consente di evitare i contaminanti utilizzati nelle procedure tradizionali. «La nostra tecnica - sottolinea Araujo - potrebbe contribuire a realizzare touchscreen di alta qualità flessibili, membrane filtranti per gas o liquidi e celle solari a base di grafene, per citare solo alcune delle applicazioni possibili».

Un passo importante su cui c'è ancora da lavorare. «Anche se abbiamo dimostrato che il trasferimento senza residui è possibile, il film ottenuto dovrebbe essere più continuo - conclude Luiz Pimenta, membro del gruppo di ricerca - La mancanza di continuità è bene accetta in applicazioni come i filtri, molto meno in dispositivi touchscreen di alta qualità».

Per leggere l'abstract dello studio, clicca qui!
La Redazione

Pubblicato:

Martedì, 05 Novembre 2013

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