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FOTOVOLTAICO: ALLO STUDIO CELLE LOW COST A BASE DI GRAFENE

Categoria // Energia, Grafene

Obiettivo dei ricercatori dell'A*STAR Institute of High Performance Computing di Singapore è quello di sostituire gli elettrodi tradizionalmente usati nelle celle solari organiche con dispositivi in grafene, più economici e resistenti.

Megliopossibile - Fotovoltaico: allo studio celle low cost a base di grafene
Megliopossibile - Fotovoltaico: allo studio celle low cost a base di grafene
Inserire il grafene nelle celle solari organiche per renderle più economiche e durature. E' questo l'obiettivo dei ricercatori dell'A*STAR Institute of High Performance Computing di Singapore che hanno dimostrato con ricerche di laboratorio la possibilità di sostituire gli elettrodi di ossido di indio-stagno (ITO), comunemente usati nei pannelli di questo tipo, con corrispettivi dispositivi realizzati in grafene, paragonabili in termini di efficienza, ma migliori dal punto di vista dei costi, della resistenza e della capacità di trasmettere la luce.

Il grafene, anche definito materiale delle meraviglie per le sue sorprendenti proprietà, è molto versatile: costituito da un singolo strato di atomi di carbonio uniti in un reticolo a nido d'ape, non solo è 200 volte più resistente dell'acciaio, ma contemporaneamente superleggero, flessibile, trasparente e in grado di rispondere a sorgenti luminose con un ampio spettro di frequenze (come quella del sole).

Queste caratteristiche lo rendono particolarmente indicato per le celle solari organiche, meno efficienti dei pannelli tradizionali in silicio, ma molto più leggere, flessibili, potenzialmente trasparenti e con maggiori possibilità di applicazione (si pensi per esempio alle finestre solari).
Non solo. A differenza dell'indio, che ha costi elevati e non è di facile reperimento, il grafene non è altro che un nano-strato di grafite, minerale che si trova in svariate parti del mondo, in grado di entrare nel mercato globale con un prezzo altamente competitivo.

Unico neo: il grafene presenta una resistenza elettrica quattro volte più alta di quella dell'ITO. Dato che tale resistenza si può abbattere impilando più fogli del materiale, il team di ricerca ha realizzato un elettrodo che vede sovrapposti quattro strati di grafene. In questo modo si raggiunge una prestazione simile a quella tradizionale e non si inficia il passaggio della luce che potrebbe essere compromesso da un numero superiore di strati.

Ulteriori passi avanti sono in procinto di essere compiuti: Wee Shing Koh, a capo dello studio, afferma che, migliorando il processo produttivo del grafene, si potrebbe presto raggiungere l'efficacia di un elettrodo ITO, usando solo uno o due strati del nuovo materiale.
La Redazione

Pubblicato:

Mercoledì, 08 Gennaio 2014

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