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GIOCHI SOSTENIBILI

MIA CARA OLIMPIA...

Categoria // Focus

Abbiamo scelto per l'immagine di apertura la maliziosa Olimpia di Monet perché dell'innocenza originaria che caratterizzava i Giochi dell'antica Grecia non rimane granché. A partire dal significato più profondo dell'epoca classica: la tregua.

MIA CARA OLIMPIA...
Edouard Manet, Olimpia, 1863, olio su tela, Musée d'Orsay, Parigi

Sembra naturale ormai dimenticare il principio più sacro che accompagnava le Olimpiadi originarie: ogni atto ostile veniva sospeso e chi avesse violato la tregua olimpica si sarebbe macchiato di una colpa imperdonabile dagli Dei e dagli uomini. Nel recinto sacro dedicato a Zeus si svolgevano combattimenti sì, ma erano guerre ritualizzate. Un po' come sarebbe accaduto in seguito con i giochi dei gladiatori a Roma e – con i dovuti distinguo – come oggi accade negli stadi di calcio.

Oggi paradossalmente le Olimpiadi di Londra 2012 sembrano esse stesse una guerra: commerciale, ma non solo. A pochi giorni dall'apertura infatti tra sponsor invadenti, biglietti accantonati per le operazione di promotions ma sostanzialmente invenduti, rincari folli e norme di sicurezza, le Olimpiadi londinesi, più che a Pierre de Frédy, barone di Coubertin, fondatore della versione moderna dei Giochi, fanno pensare a una gigantesca esercitazione antiterrorismo e alla speculazione finanziaria.

Su Valori, la testata mensile di economia sociale e finanza etica edita dalla Cooperativa Editoriale Etica scrive apertamente di metamorfosi delle Olimpiadi da sport per antonomasia a business, e fornisce alcuni dati presenti e passati.

Il conto di Londra è lievitato fino a 29 miliardi di euro tra investimenti pubblici e privati (fonte il quotidiano francese Le Figaro) ripartiti in parte in trasporti (7,8 mld), organizzazione (2,4 mld), stadio olimpico (1,2 mld), villaggio olimpico (675 ml), sicurezza (è una voce critica continuamente rimaneggiata rubricata in 670 ml), cerimonie (98 ml, per non sfigurare con Pechino).

Ufficialmente al momento dell'assegnazione nel 2005 il budget era di tre miliardi di euro: a oggi un rapporto ufficiale del Comitato parla di 11, ma un rapporto parlamentare ne individua 13 che salgono fino a 29 se si contano i costi per i servizi pubblici: sperando che non si verifichino emergenze e falle alla sicurezza come quelle che circolano in questi convulsi giorni di vigilia e che hanno portato al taglio della cerimonia inaugurale.

Del resto i precedenti sono illustri, anche se le Olimpiadi sono diventate via via un event monstre di dimensioni planetarie se si considera la sola platea televisiva che alcuni si slanciano a stimare in 4 miliardi di persone. In 116 anni gli sforzi economici pubblici e privati non sono quasi mai stati ripagati.

Facciamo l'esempio di Atene, tanto per restare storicamente nel tema. La capitale greca ospitò nel 1896 la prima edizione delle Olimpiadi moderne al costo di 448.000 dollari. Nel 2004 Atene spese 15 miliardi di dollari (soprattutto in sicurezza visto che era la prima volta post Torri Gemelle). Non pochi pensano che la spesa sia all'origine del disastro economico greco. Se quelli di Pechino sono stati i Giochi più cari di sempre (40 miliardi di dollari) quelle del 1984 a Los Angeles furono un rarissimo caso di attivo di bilancio di ben 222,7 milioni di dollari. Roma (che voleva partecipare alla corsa del 2020 ma ha saggiamente desistito) nel 1960 chiuse con un pareggio (bilancio ufficiale delle spese 7,2 ml di dollari, investimento della città 64 ml).

La Mappa dei Conti in tasca alle Olimpiadi pubblicata da Valori è curiosa e illuminante. Se il grande circo dello "sport puro" va così a chi giova e cosa resta?

Nel caso di Londra, vada come vada, la sostenibilità ha trovato una vetrina di impatto planetario e molte opere, grandi e piccole, resteranno a vantaggio dei cittadini (un po' di questo è accaduto a Barcellona o con le olimpiadi invernali di Torino). In tal senso anche l'ossessiva presenza degli sponsor con le loro regole restrittive appare un pedaggio che le grande aziende come McDonald's tende a giustificare con alcuni argomenti che riportiamo.

In quanto sponsor globale e ristorante ufficiale dei Giochi Olimpici e Paralimpici (è bene ricordare sempre che ci sono anche loro) McDonald's sta costruendo quattro nuovi ristoranti all'interno del Parco Olimpico, di cui uno sarà il più grande del mondo. Il 100% dei complementi di arredo, delle attrezzature e quasi tutti i materiali di costruzione di questi locali saranno riciclati e riutilizzati per i nuovi ristoranti o per quelli già esistenti. Tutti i tipi di materiali – dalle travi per il cablaggio alle attrezzature della cucina – saranno smistati e riallocati nelle future destinazioni una volta che i Giochi saranno terminati.

L'impegno va anche nella riduzione del consumo dell'energia, nell'utilizzo di fonti rinnovabili, ma anche nel riciclo di materiali e nell'impiego di fornitori di materie prime che attuano politiche ambientali sostenibili. Inoltre, l'olio utilizzato nei ristoranti olimpici McDonald's sarà trasformato in biodiesel. Uno sforzo grazie al quale sono risparmiate circa 6.000 tonnellate di carburante l'anno che equivalgono a 2.400 automobili in meno sulla strada ogni singolo anno.

Il coinvolgimento nei Giochi Olimpici della multinazionale è un'opportunità per ribadire l'impegno a raggiungere l'obiettivo di realizzare Giochi che siano il più sostenibili possibile (l'impegno di McDonald's con il Movimento Olimpico iniziò nel 1968, quando la compagnia spedì via aerea alcuni hamburger a Grenoble, in Francia, destinati agli atleti americani che ne sentivano la mancanza). L'altra faccia della medaglia è un ossessivo controllo sulle patatine che gli inglesi sembrano non gradire affatto.

Un altro aspetto importante sono le opere in architettura sostenibile, molte delle quali permanenti o adattabili a nuovi usi, le tecnologie d'avanguardia e i nuovi materiali adottati.

Alcuni esempi:

HANDBALL ARENA
Rivestita all'esterno da strati di rame riciclato e caratterizzata da interni multicolore la Handball Arena è concepita come una struttura permanente e verrà adattata a centro sportivo multiuso per la preparazione atletica e per gli eventi successivi ai Giochi Olimpici di Londra 2012.
Era importante che tutte le attrezzature sul tetto, come gli impianti di climatizzazione, fossero al riparo dalla vista. Vi era, inoltre, necessità di proteggere l'arena da vibrazioni e rumori esterni.

La soluzione è stata quella di posizionare tutte le apparecchiature sul tetto al di sopra delle sale per il pubblico e creare un alto parapetto per far sì che ci fosse una vista ininterrotta della struttura. Tra l'altro questa soluzione ha permesso che rumori e vibrazioni fossero limitati alla zona perimetrale. Il materiale specifico per soddisfare questi requisiti è stato Floormate TM 500-A di StyrofoamTM, materiale resistente alla compressione.

L'area centrale è stata isolata con RoofmateTM SL-A, impiegata nella zona a fianco dell'area stratificata con Floormate500-A, usato nelle aree specifiche che devono sopportare un carico di peso maggiore, dovuto alla presenza di impianti per il condizionamento. Il materiale inoltre, è in grado di far fronte a un'estesa varietà di condizioni atmosferiche come i cambiamenti di temperatura e i ripetuti cicli di congelamento/scongelamento.


OLYMPIC STADIUM e INTERNATIONAL BROADCASTING/MAIN PRESS CENTRE
Durante i Giochi, lo Stadio Olimpico avrà una capacità di 80.000 persone e, dopo l'evento, continuerà a ospitare manifestazioni sportive e culturali.
L'International Broadcasting/Main Press Centre sarà una postazione media attiva 24 ore su 24 per circa 20.000 tra operatori televisivi, fotografi e giornalisti, portando, così, i Giochi "nelle case" di quasi quattro miliardi di persone in tutto il mondo.

Dopo le Olimpiadi, le strutture creeranno più di 80.000 mq di spazio commerciale in grado di generare centinaia di futuri posti lavoro.

Entrambi gli edifici hanno richiesto una soluzione adeguata per il sistema tetto, al fine di proteggere le centinaia di migliaia di persone che "riempiranno" le due più importanti strutture del complesso olimpico non solo durante la manifestazione ma anche al termine dei Giochi.

Il sistema di isolamento Roofmate TM SL-A è stato utilizzato in modo strategico sia per l'Olympic Stadium, sia per l'International Media Centre, allo scopo di proteggere i rivestimenti impermeabili, offrire resistenza all'umidità e raggiungere gli obiettivi di efficienza termica.

Per l'Olympic Stadium, è stato utilizzato uno spesso strato inserito nel sistema tetto. Il materiale è stato impiegato anche per la copertura dell'International Media Centre, completato nel luglio del 2011. Entrambi gli edifici sono in grado di sopportare un'estesa varietà di condizioni atmosferiche come i cambiamenti di temperatura e i ripetuti cicli di congelamento/scongelamento oltre alla resistenza all'umidità e al tempo.

Il materiale viene realizzato con CO2 specifico per la schiuma, con un Global Warming Potential inferiore a cinque e una gamma di spessori che consente prestazioni termiche ideali per i requisiti del progetto.

OLYMPIC PARK
È un complesso di edifici destinato ai Giochi Olimpici e per l'isolamento di edifici
StyrofoamTM-A si è dimostrato fondamentale per i progettisti che cercavano materiali che potessero sostenere gli obiettivi di efficienza energetica in quanto si avvale della tecnologia che utilizza CO2 dall'industria e la impiega come agente espandente.

La schiuma di polistirene estruso ha un Global Warming Potential (GWP) inferiore a cinque, mantenendo, così, le promesse di sostenibilità.

OLYMPIC e PARALYMPIC VILLAGE
Comprendono appartamenti residenziali per quasi 17.000 tra atleti e funzionari, negozi, ristoranti, centri di assistenza medica e spazi dedicati al tempo libero.

Tutti gli appartamenti offrono alloggi confortevoli e strutture di comunicazione modernissime, incluso l'accesso a Internet e una rete wireless.
Il complesso di appartamenti sarà dotato di moderni ascensori.

Dopo i Giochi olimpici, l'Olympic and Paralympic Village sarà trasformato in un complesso di 2.800 nuove abitazioni, tra cui 1.379 case a prezzi accessibili.

Come si vede, e questa è solo una piccola parte perché la città ha assecondato la cultura della sostenibilità con un'infinita varietà di soluzioni, ci sono anche tante aspettative positive per Londra 2012.

Quando diremo che "i Giochi sono fatti" speriamo che il bilancio umano di questa avventura sia positivo e le inevitabili critiche siano almeno costruttive.

Beatrice Riganti

Pubblicato:

Venerdì, 20 Luglio 2012

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