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UN NUOVO RINASCIMENTO

Categoria // Editoriale

Un nuovo modo di pensare ci sta avvolgendo, quasi ancora nel sonno. È come un profumo che si sta diffondendo attorno e dentro di noi prima ancora che lo percepiamo.

Ogni rivoluzione nasce nel fondo dei pensieri più antichi di chi poi la porterà avanti. Come una emersione lenta di esigenze naturali impossibili da sopire. Così sono nati tutti i grandi movimenti della storia. Prima di prendere vigore concreto si sono fatti sentire sotto forma di emozioni dal "cervello antico", quello che regola il nostro istinto di sopravvivenza.

Chi ha fatto appello nel passato a quelle sensazioni primarie, a quelle convinzioni profonde non razionali, ha avuto sempre successo sicuro nel muovere sussulti nella società.

Siamo di nuovo in un momento storico importante, che sta assistendo alla nascita di qualcosa di grande, di inarrestabile, e di dimensioni planetarie: una coscienza comune, orizzontale a tutte le culture e quasi a tutti i credo politici.
La coscienza della responsabilità.

Si tratta di un senso di responsabilità generale, che si concretizza poi in mille declinazioni: responsabilità verso noi stessi e le generazioni che verranno, verso il nostro passato e ciò che di buono ci ha lasciato, verso chi ci vive accanto. Responsabilità verso il nostro pianeta e verso le sue risorse.

Una scossa viene anche dalla convergenza di moltissimi governanti europei.
Come dire che nelle loro parole si esprimono molte linee di pensiero che già sono vive e concrete nel sentito profondo di molti.

Non è poca cosa ma, se ci pensiamo un momento, è già accaduta tante altre volte, anche se non nelle dimensioni planetarie di oggi.

Pensiamo al Rinascimento italiano, che non è stato tanto un movimento politico quanto un sovvertimento culturale popolare di reazione al buio del Medioevo. Un muoversi entusiasta di pensatori, di artisti, di scienziati di grande potenza espressiva, guidati da alcuni prìncipi illuminati che altro non sono stati che lo strumento per dare voce a qualcosa che era già pronto per scoppiare.

La voglia di nuovo e di bello che ha animato il Rinascimento a tutti i livelli della società è pari alla voglia di sano, di giusto, di etico, di ecologico, di responsabile che cresce oggi ovunque nel mondo.

Nel Rinascimento fiorentino possedere un oggetto d’arte non era particolarmente costoso, grazie alla riproduzione degli oggetti in serie, introdotta da molte botteghe fiorentine,che utilizzavano stampi per produrre ceramiche, altorilievi, sculture.

Molti quindi potevano avere in casa opere d'arte: proprio questa profonda "educazione della domanda", questa estensione di una esigenza di bello e di nuovo a tutte le fasce della società è stata la fortuna del Rinascimento, che ha potuto così nutrirsi a lungo nella sua affermazione, e consolidarsi nella Storia.

Anche oggi ognuno può contribuire individualmente alla rinascita in corso. Pensiamo alla possibilità che abbiamo di attuare da subito comportamenti corretti verso l’ambiente e verso le persone, in casa come sul posto di lavoro, e pensiamo soprattutto alla lenta pressione sociale che si sta creando sui media e nella opinione pubblica su questi temi.

Una pressione positiva che legittima ogni gesto positivo, che non lo rende più timido o titubante.
Le informazioni pratiche sul come fare sono dappertutto e sempre più frequenti, e proprio questa estensione di informazione all’intera società sarà la fortuna del nuovo Rinascimento che si sta affacciando.

È una nuova voglia di "meglio" che parte dal basso, dalle esigenze e dalle convinzioni individuali, dalle eccellenze decentrate, che entrano in rete e contribuiscono ognuna nel suo piccolo ad aggiungere un tassello definitivo.

Internet stesso funziona così: ha contribuito culturalmente invertendo il processo di nutrimento dell’informazione dal basso verso l’alto. E se la storia davvero si ripete, non si può che affermare che ci troviamo davanti a un fenomeno irreversibile di mutamento: i segnali ci sono tutti, e i gesti anche.
Non solo quelli eclatanti dei governanti, ma i nostri. Ormai è chiaro: la loro forza è la stessa.

Isabella Goldmann

Pubblicato:

Giovedì, 04 Settembre 2014

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