ELEZIONI

OBAMA E GLI ELEFANTI

Categoria // Editoriale

Dopo le elezioni americane sono migliaia le riflessioni che si rincorrono sui media. C'è un'ansia generalizzata di decifrare, capire cosa ha funzionato o no, e anche di tradurre in italiano corrente l'accaduto, dal momento che anche noi a breve dovremmo scegliere.

OBAMA E GLI ELEFANTI
Paragoni non se ne possono fare. Da noi tutto è, e rimarrà, più nebuloso, e meno definito nei suoi dettagli in ogni discorso che sentiremo. E scegliere sarà difficilissimo, come è sempre stato.

L'esperienza americana però può aiutarci molto a recuperare quelle che sono le tracce che alla fine portano alla vittoria o alla sconfitta, all'allontanamento o alla condivisione di un obiettivo.
Obama ha vinto sul filo di lana, si dice, per il supporto degli ispanici e della classe media. Di fatto ha vinto per una summa infinita di singoli individui coalizzati che hanno condiviso il suo obiettivo per il tempo lunghissimo della sua campagna. Una campagna capillare, ossessiva, di coinvolgimento individuale quotidiano (da noi sarebbe impensabile) ha dato visibilità, senso e forza ad ogni singolo cittadino.

Quando un individuo, singolo o coalizzato, fa una scelta importante, questa è sempre guidata dal cervello antico, ossia da quella parte di cervello che legge istintivamente il pericolo e lo evita. E in assenza (o in esuberanza, che è lo stesso) di altre informazioni, il cervello antico registra innanzitutto la coerenza delle informazioni esistenti.

Romney, cristianissimo e religiosissimo in una vita privata ricca di figli e nipoti come tutti i mormoni, ha impostato un programma in cui il singolo cittadino un po' in difficoltà non aveva un posto in prima fila, occupata tutta dai grandi finanziatori e dai forti interessi corporativi. Un parterre di elefanti. C'era qualcosa che non quadrava rispetto all'assunto di base.

Quando si muovono gli elefanti, chi ci rimette è sempre l'erba.

Può essere stata in questo proverbio africano la chiave della vittoria. Obama ha capito che per vincere gli elefanti doveva parlare ad ogni singolo filo d'erba e con coerenza ha parlato all'erba ogni giorno, ha chiesto soldi all'erba per la propria campagna, ogni mattina ha svegliato l'erba ricordando che l'obiettivo della giornata era vincere assieme gli elefanti, ha aggiornato l'erba sullo stato delle cose.

E soprattutto si è fatto filo d'erba lui stesso. Con coerenza.

Soprattutto questo. Ha capito che se non si fosse fatto erba, la battaglia era persa.
Isabella Goldmann

Pubblicato:

Venerdì, 09 Novembre 2012

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